INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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11/11/2019

Sicurezza sul lavoro, anche l’Inail nella campagna del Tg3 sugli infortuni

Dal 4 al 10 novembre il telegiornale della terza rete Rai ha dedicato al tema una settimana di servizi, per richiamare l’attenzione dei telespettatori sulla dimensione umana del fenomeno e sulle iniziative da mettere in campo per contrastarlo. Il direttore generale dell’Inail, Giuseppe Lucibello: “Serve un piano nazionale della prevenzione”

Sicurezza sul lavoro, anche l’Inail nella campagna del Tg3 sugli infortuni
ROMA - Si è concluso ieri, con l’intervista alla moglie di un operaio che ha perso la vita due mesi fa in un cantiere edile dopo essere stato travolto da una gru, il viaggio che il Tg3 ha dedicato alla “strage infinita” dei morti sul lavoro. Una campagna di una settimana per far conoscere ai telespettatori, attraverso le storie di chi ne ha subito le conseguenze sulla propria pelle e nei propri affetti, la dimensione umana del dramma degli infortuni, che nel 2018, stando ai dati ufficiali dell’Inail, ha provocato oltre 700 vittime, in crescita del 4,5% rispetto all’anno precedente. 

Un focus su alcuni dei settori più a rischio. Dall’edilizia al manifatturiero, i servizi andati in onda tra il 4 e il 10 novembre hanno concentrato l’attenzione su alcuni dei settori di attività più a rischio e sulle iniziative che possono essere messe in campo per rafforzare la prevenzione e contrastare le piaghe del caporalato e del lavoro nero, terreno di coltura dell’insicurezza. Per il direttore generale dell’Inail, Giuseppe Lucibello, intervenuto nel servizio conclusivo della campagna, “serve un piano nazionale della prevenzione, che potrebbe anche comprendere un piano nazionale di vigilanza ispettiva che tenga conto delle attuali mancanze”.

D’Amario: “In agricoltura menomazioni permanenti più gravi”. Uno dei settori più colpiti, come è emerso dal servizio del Tg3 dell’8 novembre, è quello dell’agricoltura che, come ricordato da Silvia D’Amario, coordinatore generale della Consulenza statistico attuariale dell’Istituto, “rimane tra quelli a più alto rischio di infortuni”. Anche se in termini assoluti il loro numero è inferiore rispetto a quello di altre gestioni assicurative, infatti, “l’agricoltura – ha precisato D’Amario – produce menomazioni permanenti più gravi”.    

Rotoli: “La formazione leva essenziale per creare consapevolezza del rischio”. “Il messaggio che deve passare – ha sottolineato il direttore centrale Prevenzione dell’Istituto, Ester Rotoli, nel servizio andato in onda il 6 novembre – è che la sicurezza non deve essere vista come un costo, ma come un investimento che ritorna in termini di maggiore produttività e maggiore soddisfazione al lavoro, sia per i lavoratori sia per i datori di lavoro”. In questo senso, per Rotoli, “la formazione rappresenta una prima leva essenziale per creare consapevolezza del rischio”.

Dalla web radio dell’Anmil un’informazione capillare su prevenzione e tutele. Tra le tappe della campagna, anche quella nella redazione della web radio dell’Anmil, punto di raccolta delle storie che provengono dalle oltre 100 sedi territoriali dell’Associazione nazionale tra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro, che offre anche un servizio informativo capillare su vertenze di lavoro, infortuni, prevenzione e tutele, con l’obiettivo di favorire la diffusione della cultura della sicurezza.

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