INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

16/03/2020

Bioaerosol, batteri e sicurezza sul lavoro

In uno studio Inail viene illustrata una procedura sperimentale per determinare la componente batteriologica presente nelle particelle sospese in aria

Bioaerosol
ROMA - Nei giorni in cui l’Italia ed altri paesi del mondo sono alle prese con l’emergenza sanitaria da Coronavirus, la comunità scientifica si interroga anche sull’impatto che le infezioni di natura virale e batterica possono avere sulla salute di alcune tipologie di lavoratori particolarmente esposti ad agenti biologici.

Una sperimentazione per determinare la componente batterica nei bioaerosol. A occuparsi di questo argomento è uno studio, disponibile sul sito Inail, curata dai ricercatori del Dipartimento innovazioni tecnologiche insieme ad altri colleghi del Dipartimento di Chimica di Sapienza Università di Roma, che illustra una procedura sperimentale in grado di determinare i batteri totali presenti nel bioaerosol, senza fare distinzione tra microrganismi patogeni e non patogeni.
Gli effetti sulla salute dell’uomo. Come afferma nella presentazione del volume dedicato allo studio il direttore del Dipartimento Inail Carlo De Petris, la caratterizzazione delle componenti del bioaerosol è oggetto di interesse “soprattutto per gli effetti che essi hanno sulla salute umana: infezioni, asma, allergie e altre malattie delle vie respiratorie”. Quanto ai rischi, secondo gli autori della pubblicazione, “sono influenzati non soltanto dalla capacità di penetrazione del bioaerosol nel sistema respiratorio, ma anche dalla sua composizione e dalla sua attività biologica.”

I bioaerosol: rischi e pericoli per la salute. Il bioaerosol, come riportato nel lavoro pubblicato, è composto da microrganismi come virus, batteri, funghi, spore e da frammenti di materiali biologici come pollini, peli di animali, detriti di pelle, escrementi e residui vegetali. Una sua componente importante è rappresentata dalle specie batteriche, permanenti nell’atmosfera e interagenti con uomini e animali, che costituiscono un rischio per la salute umana provocando danni potenziali come problemi respiratori, malattie infettive, cutanee, neurologiche e oncologiche, danni polmonari, allergie e cefalee.

La rilevazione attraverso batteri e spore. Da qui l’esigenza di campionare e misurare il bioaerosol disperso in aria con idonee tecniche. La ricerca, in mancanza di metodi standard di monitoraggio, propone sperimentalmente l’utilizzo di due marker chimici: l’acido muramico e l’acido dipicolinico. Si tratta di composti non tossici, utilizzabili come indicatori di strutture bioattive più grandi e complesse. Il primo può accertare i batteri presenti, mentre il secondo è usato per la rilevazione di spore batteriche. 

I lavoratori interessati e le attività maggiormente a rischio. A essere esposti ad agenti biologici come funghi, batteri o virus sono principalmente gli addetti impiegati in impianti di riciclaggio dei rifiuti, in discariche e strutture di depurazione di acque reflue oppure lavoratori agricoli e zootecnici. Accanto ad essi, possono essere coinvolti anche gli operatori delle industrie di produzione di alimentari e di detergenti che fanno uso di enzimi, e quelli impegnati in imprese conciarie. In questi ambienti gli agenti microbiologici presenti nell’aria vengono aerotrasportati sotto forma di bioaerosol, polveri, particelle liquide o altri vettori con rischio di esposizione per via inalatoria, per contatto con superfici e oggetti contaminati o per ingestione.

© 2018 INAIL - ISTITUTO NAZIONALE PER L'ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO - P. IVA 00968951004

Finanziamento del PON Governance 2014-2020 per la qualificazione dell'Inail come Polo Strategico Nazionale (PSN)