26 ottobre 2026
La Ricerca Inail a Maker Faire Rome 2026: l’innovazione al servizio della salute e della sicurezza sul lavoro
L’Istituto ha presentato una selezione di progetti, tra cui protesi e dispositivi di ultima generazione. Sono intervenuti il presidente, Fabrizio D’Ascenzo, e il consigliere di amministrazione, Maurizio Millico
La Ricerca Inail a Maker Faire Rome 2026: l’innovazione al servizio della salute e della sicurezza sul lavoro
ROMA - Progetti, strumenti e dispositivi ad alto contenuto tecnologico, sviluppati con una rete di partner di eccellenza: la Ricerca Inail è tornata a Maker Faire Rome, uno dei principali eventi mondiali dedicati all’innovazione. In esposizione alcuni degli ultimi prototipi messi a punto per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori e migliorare la qualità della vita delle persone infortunate. Da anni ormai, per l’Istituto, la ricerca è diventata uno strumento fondamentale nel contrasto agli infortuni e alle malattie professionali, sfruttando al massimo le potenzialità della tecnologia per scoprire nuove frontiere anche nella protesica e nella riabilitazione. Durante la manifestazione, ospitata al Gazometro Ostiense dal 23 al 25 ottobre, il presidente, Fabrizio D’Ascenzo, e il consigliere di amministrazione, Maurizio Millico, hanno visitato lo spazio dedicato all’Inail, accompagnati dal direttore centrale ricerca, Giovanni Paura.
D’Ascenzo: “Fondamentale far conoscere le nostre attività di ricerca”. “La partecipazione di Inail a Maker Faire Rome ha un’importanza fondamentale – ha spiegato il presidente, Fabrizio D’Ascenzo – prima di tutto perché è un punto di incontro con i giovani. Oggi ci sono tantissimi studenti che vengono dalle scuole e dalle università, e per noi è prioritario che i ragazzi sappiano quello che facciamo. Esporre qui i nostri progetti, realizzati in partnership con soggetti pubblici e privati, ci consente di far vedere qual è l’attività pratica di Inail, quali sono i dispositivi che utilizziamo, sia per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, sia per la protesica e la riabilitazione. Vogliamo far conoscere il più possibile il nostro lavoro – ha sottolineato – perché è grazie alla diffusione e alla pubblicizzazione delle nostre attività di ricerca che siamo in grado di poter incidere sul numero degli incidenti. Le soluzioni che presentiamo, una volta realizzate, sono rese disponibili per i nostri assistiti, oppure passano in sperimentazione attraverso la rete di partner di eccellenza che collaborano con l’Istituto, come Università, Istituzioni scientifiche e di ricerca, aziende del settore”.
Millico: “Il nostro impegno è trasformare la ricerca in soluzioni concrete”. “La presenza dell’Istituto a Maker Faire Rome – ha dichiarato Maurizio Millico, componente del Cda – conferma il nostro impegno a trasformare la ricerca in soluzioni concrete per prevenire gli infortuni, rendere il lavoro più sicuro e restituire autonomia a chi ha subito un danno. Il confronto con università, imprese e giovani – ha aggiunto – è fondamentale per avvicinare l’innovazione ai bisogni delle persone e per diffondere la cultura della prevenzione. È questo il progresso che vogliamo contribuire a costruire: tecnologie capaci di migliorare la vita e proteggere chi lavora”.
La rete della Ricerca Inail. L’Istituto ha presentato una selezione di progetti realizzati dalla Direzione centrale assistenza protesica e riabilitazione, dal Dipartimento di innovazione tecnologica e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit) e dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila). I progetti sono stati sviluppati anche in collaborazione con numerose realtà del mondo accademico e scientifico, tra cui l’Università Campus Bio-Medico di Roma, il Cnr, l’Istituto Ortopedico Rizzoli, la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, l’Istituto italiano di tecnologia e l’Irccs Ics Maugeri.
I progetti del Centro protesi di Vigorso di Budrio. Agevolare il pieno recupero dell’autonomia e il reinserimento sociale e lavorativo delle persone infortunate sono gli obiettivi dei progetti presentati dal Centro protesi Inail. Tra questi, il progetto NoProblem, che sviluppa nuove metodiche chirurgiche e dispositivi in grado di restituire al paziente feedback sensoriali, arricchendo gli stimoli forniti dalle interfacce utente-protesi e contribuendo alla tutela del dispositivo. Il progetto Adjoint, invece, utilizza la stampa 3D di leghe metalliche per sviluppare componenti impiantabili e soluzioni strutturali e funzionali per lo sviluppo di protesi delle dita della mano progettate in base alle esigenze del paziente. OsteoAMI, infine, integra competenze cliniche, chirurgiche, biomeccaniche e protesiche per sviluppare soluzioni sempre più funzionali e integrate con il corpo umano. L’idea alla base del progetto nasce dalla volontà di migliorare la qualità della vita delle persone con amputazione transfemorale o transtibiale, rendendo più ricca e naturale l’interazione tra il moncone e l’arto protesico.
Protesi e cover realizzate tramite stampa 3D. Grazie al progetto D-Pulp è possibile realizzare protesi e cover di arto superiore mediante un processo digitale che combina la scansione e la stampa 3D, con una serie di vantaggi, come la creazione di un database digitale delle protesi di ogni paziente e una personalizzazione estetica elevata. DisCover riguarda, invece, le cover estetiche per protesi di arto inferiore, sempre realizzate tramite stampa 3D. Il progetto di ricerca ha elaborato un sistema di stampa che affianca alla personalizzazione estetica caratteristiche di resistenza a urti e graffi. Il progetto Handeval, infine, sviluppato dal Centro di riabilitazione motoria di Volterra, ha l’obiettivo di personalizzare e ottimizzare il percorso riabilitativo. Nell’ambito del progetto è stato realizzato CaBo, un dispositivo prototipale che rappresenta l’evoluzione in chiave robotica e digitale della tradizionale tavola canadese, utilizzata in fisioterapia per la riabilitazione funzionale della mano.
Le soluzioni più innovative per ridurre al minimo l’esposizione ai rischi. Il Dit ha presentato quattro progetti per migliorare le condizioni di salute e sicurezza durante lo svolgimento delle attività lavorative. Tra questi, un Drone equipaggiato con sensoristica avanzata per la mappatura di materiali pericolosi e la Supermaschera per cantieri complessi, un dispositivo di protezione individuale (dpi) indossabile per proteggere le vie respiratorie, integrato con sensoristica e realtà aumentata, che permette al lavoratore di leggere il contesto operativo e ambientale e di reagire in tempo reale. Il dispositivo ha conseguito il brevetto per invenzione industriale. In esposizione anche il progetto Dpi-uAI per l’ingegnerizzazione di un dpi uditivo intelligente tramite algoritmi di IA, integrato con realtà aumentata e architettura iot, per agli ambienti ad alto rumore, e il Compact Tractor 4.0 (CTrac 4.0), un prototipo di trattore ribassato a propulsione elettrica e a profilo compatto sviluppato per incrementare la sicurezza delle operazioni agricole svolte in ambienti sotto-chioma e ridurre il rischio di capovolgimento.
Il robot quadrupede con braccio manipolatore. L'unità di ricerca Dynamic Legged Systems dell'Istituto italiano di tecnologia ha presentato due demo dedicate ai robot quadrupedi, di cui una riguardava un progetto in collaborazione con l’Inail: un robot quadrupede di 60 kg dotato di un braccio manipolatore controllato da remoto. La presentazione includeva una sessione dimostrativa del robot per mostrare come l'operatore percepisce l'ambiente circostante grazie a un visore che offre un'esperienza di realtà virtuale e aumentata immersiva. I visitatori hanno avuto la possibilità di provare il visore e di teleoperare il braccio del robot.
Il monitoraggio dei movimenti e dei parametri termofisiologici dei lavoratori. Due, infine, i progetti presentati dal Dimeila. Il primo è Real-Move, realizzato per supportare la valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico in tempo reale. Attraverso più telecamere, il sistema acquisisce le immagini della persona durante lo svolgimento dell’attività, senza sensori indossabili o tute specifiche. Gli algoritmi di IA e computer vision elaborano le immagini per ricostruire in tempo reale postura e movimenti del corpo e tracciare simultaneamente persone e oggetti. Il secondo progetto è SMART-SHIRT, un prototipo di dispositivo indossabile per il monitoraggio continuo dei parametri termofisiologici e per il raffrescamento localizzato del corpo. Il sistema integra materiali tessili avanzati, inchiostri formulati con nanotecnologie e pattern serigrafati sul tessuto, insieme a un modulo termoelettrico basato su tecnologia Peltier. L’elaborazione dei dati attraverso modelli algoritmici di IA e deep learning consente di supportare l’attivazione di strategie di raffreddamento e di inviare alert.
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Pubblicazione
26/10/2026, 09:00
Ultimo aggiornamento
26/10/2026, 09:00
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