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16 ottobre 2026

Amianto, un nuovo catalogo delle occasioni di esposizione per rafforzare la prevenzione

Aggiornati i settori lavorativi, le circostanze di esposizione professionale e non professionale e il questionario utilizzato dal Registro nazionale dei mesoteliomi per individuare le fonti di rischio

Amianto, un nuovo catalogo delle occasioni di esposizione per rafforzare la prevenzione

ROMA – A oltre trent’anni dal bando dell’amianto in Italia, le patologie correlate continuano a rappresentare una sfida per la salute pubblica. Una nuova pubblicazione, realizzata dall’Inail in collaborazione con le Regioni, aggiorna il catalogo delle esposizioni professionali e non professionali e gli strumenti utilizzati dal Registro nazionale dei mesoteliomi per migliorare la ricostruzione delle storie di esposizione e sostenere la ricerca epidemiologica e la prevenzione.

Un patrimonio di conoscenze aggiornato per la sorveglianza epidemiologica. È disponibile il nuovo volume “Catalogo delle principali occasioni di esposizione professionale e non professionale ad amianto”, curato dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Inail e realizzato grazie alla collaborazione tra l’Istituto e la rete dei Centri operativi regionali (Cor) del Registro nazionale dei mesoteliomi (ReNaM). Il volume rappresenta un aggiornamento esteso del repertorio delle occasioni di esposizione ad amianto e del questionario anamnestico utilizzato dai Cor per intervistare le persone ammalate o i loro familiari al fine di classificare in dettaglio le modalità di esposizione alla fibra. Il catalogo raccoglie e sistematizza le conoscenze maturate nel corso degli anni grazie all’attività di sorveglianza epidemiologica e alla ricerca scientifica, offrendo un quadro aggiornato dei settori occupazionali e delle circostanze in cui l’esposizione può essersi verificata.

Individuare anche le esposizioni meno evidenti. Uno degli aspetti più rilevanti dell’aggiornamento riguarda l’attenzione verso le esposizioni più difficili da riconoscere. L’esperienza maturata dai Centri operativi regionali ha infatti evidenziato come, soprattutto nei casi che riguardano le donne, le fonti di esposizione possano essere meno evidenti e spesso non riconducibili ai tradizionali contesti industriali. Per questo motivo il questionario è stato rivisto per approfondire, oltre alla storia lavorativa della persona interessata, anche quella residenziale, familiare, ambientale e legata alle abitudini di vita, ossia situazioni finora considerate marginali, contribuendo a fare emergere esposizioni che possono essersi verificate in contesti inattesi. Come evidenziato dalla ricerca epidemiologica, è prevedibile che nei prossimi anni la quota di casi di mesotelioma causati da esposizioni ad amianto occorse in settori di attività economica poco noti , tenda ad aumentare.

Una sfida ancora aperta per salute e prevenzione. Nonostante il divieto di estrazione, lavorazione e utilizzo dell’amianto introdotto con la legge del 1992, le malattie asbesto-correlate continuano a rappresentare un problema di salute pubblica. La lunga latenza che caratterizza patologie come il mesotelioma fa sì che, ancora oggi, emergano nuovi casi riconducibili a esposizioni avvenute molti decenni fa. In questo contesto il ReNaM svolge un ruolo essenziale, monitorando l’incidenza del mesotelioma sull’intero territorio nazionale e raccogliendo informazioni utili per individuare le modalità di esposizione. Il nuovo catalogo rafforza questo sistema di sorveglianza, contribuendo alla tutela delle persone ammalate e delle loro famiglie attraverso lo sviluppo delle conoscenze scientifiche e la sempre più accurata individuazione dei rischi.

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