Navigazione - Ti trovi in:
01 maggio 2026
Vittime del lavoro, conclusi i lavori di restauro del monumento della Direzione generale dell’Inail
L’opera in bronzo, che ricorda gli operai morti durante lo scavo del traforo del San Gottardo, era stata inaugurata il primo maggio 2008 alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Vittime del lavoro, conclusi i lavori di restauro del monumento della Direzione generale dell’Inail
ROMA - Sono terminati i lavori di restauro del “Monumento alle vittime del lavoro”, la scultura in bronzo posta all’ingresso della Direzione generale dell’Inail di piazzale Giulio Pastore. L’opera era stata inaugurata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della Festa dei lavoratori del 2008 per il suo alto valore simbolico. La scultura, che ricorda il sacrificio degli operai morti durante gli scavi del traforo del San Gottardo, è la terza fusione dall’originale in gesso realizzata da Vincenzo Vela nel 1882.
L’opera originale custodita presso il museo Vincenzo Vela di Ligornetto in Svizzera. Vincenzo Vela aveva ideato la scultura, senza committenza, in memoria delle vittime cadute durante i lavori del traforo, realizzato tra il 1872 e il 1882. La galleria ferroviaria, pensata per creare un collegamento transalpino tra Italia, Svizzera e Germania, aveva impiegato migliaia di operai, per lo più provenienti dalle campagne piemontesi e lombarde, costretti a condizioni di vita e di lavoro terribili a causa di incidenti, malattie, turni massacranti, carenza di alloggi e di assistenza sanitaria. Secondo i dati delle assicurazioni, le vittime ufficiali furono 199, ma non si è tenuto conto di quanti si sono ammalati negli anni successivi.
La storia del monumento, dalla Svizzera a Roma. Nonostante il successo riscosso in occasione della presentazione all’Esposizione nazionale di Zurigo del 1883, l’artista non riuscì a vedere l’opera bronzea realizzata. Solo nel 1895, dopo la sua scomparsa, il Ministero della Pubblica Istruzione italiano realizzò una prima fusione, esposta presso la Galleria d’arte moderna e contemporanea di Roma. Successivamente, in occasione del 50esimo anniversario dell’inaugurazione del traforo nel 1932, venne realizzata la seconda fusione, collocata nel piazzale antistante la stazione ferroviaria ticinese di Airolo. Nel 2008, infine, la terza fusione, realizzata dalle fonderie de Carli di Torino, è stata collocata davanti alla nuova sede dell’Inail.
I lavori di restauro. Dopo quasi due decenni di esposizione agli agenti atmosferici e all’inquinamento, il monumento presentava segni visibili di degrado e ossidazione che hanno spinto l’Inail ad avviare i lavori di risanamento, affidando l’incarico all’Istituto Restauro Roma. Gli studenti del terzo e del quarto anno della facoltà di Restauro, supervisionati da docenti e professionisti, hanno riportato l’opera al suo splendore, in tempo per la ricorrenza del primo maggio, che segna il 18esimo anniversario della sua inaugurazione. “Confidiamo che l’intervento di restauro – aveva dichiarato durante i lavori il presidente dell’Inail, Fabrizio D’Ascenzo – si concluda in tempo utile per poterlo esporre nuovamente in tutta la sua bellezza, quando, come ogni anno, riceveremo la corona del Presidente della Repubblica dedicata a tutte le vittime sul lavoro”.
Un monito per chi si impegna a promuovere la prevenzione nei luoghi di lavoro. Il direttore generale dell’Istituto, Marcello Fiori, ha ricordato l’alto valore simbolico della scultura. “In quest'opera possiamo vedere il dolore, i corpi spossati dalla fatica, il dramma – ha spiegato Fiori – ma anche la solidarietà. Altri operai che raccolgono un loro compagno di lavoro caduto, quasi in una deposizione cristiana. In quest'opera c'è l'attualità di chi nel lavoro sogna il riscatto di una vita e che a volte lo perde per un incidente. È un monito per tutti – ha sottolineato – ma soprattutto per noi che ci impegniamo ogni giorno per prevenire gli incidenti sul lavoro”.
Condivisione social
Pubblicazione
1/05/2026, 10:00
Ultimo aggiornamento
1/05/2026, 10:00
Condividi