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21 aprile 2026

Incidenti stradali, a Roma l’evento finale del progetto che ne studia le cause antropiche

Incentrato sulle strategie mirate alla prevenzione, il convegno “OSH-RO@D: un incrocio tra salute, sicurezza, lavoro e innovazione” si è svolto il 21 aprile presso l’auditorium Antonio Maglio dell’Inail

Incidenti stradali, a Roma l’evento finale del progetto che ne studia le cause antropiche

ROMA – Studiare e prevenire le cause antropiche, ossia legate ai fattori umani, degli incidenti stradali, inclusi quelli lavoro-correlati. È questo l’obiettivo del progetto di ricerca Bric Inail 2022 ID 06 OSH-RO@D, un percorso multidisciplinare coordinato dal Dipartimento di scienze odontostomatologiche e maxillo-facciali della Sapienza Università di Roma e dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Istituto. Le attività hanno coinvolto numerosi enti e istituzioni, tra i quali la Fondazione Filippo Caracciolo, l’Automobile Club d’Italia, la Fondazione Rubes Triva insieme all’Università di Siena, l’ospedale pediatrico Bambino Gesù, l’Università di Genova e l’Azienda Ospedaliera “San Pio” di Benevento, in collaborazione con le forze dell’ordine e strutture territoriali.

I disturbi del sonno sono causa di oltre il 20% dei sinistri. Come emerso dai dati, circa il 90% degli incidenti stradali è riconducibile a fattori umani, mentre gli incidenti lavoro-correlati rappresentano circa il 40% degli infortuni mortali sul lavoro. In crescita anche i dati legati agli infortuni in itinere, ossia quelli che avvengono nel tragitto di andata e ritorno tra il luogo di lavoro e l’abitazione. Oltre il 20% dei sinistri sono correlati ad alterazioni del sonno: in particolare, la prima causa medica di eccessiva sonnolenza diurna, è la Sindrome delle apnee ostruttive del sonno (Osa).

Obiettivi e risultati del progetto OSH-RO@D. L’obiettivo primario del progetto è stato migliorare le conoscenze sui fattori di rischio dell’incidentalità stradale, attraverso l’introduzione di tecnologie innovative basate sulla sensoristica indossabile e la sperimentazione di nuove metodologie per il controllo del rischio emergente delle apnee ostruttive del sonno, soprattutto associato alla sonnolenza e all’addormentamento alla guida nella popolazione lavorativa e negli automobilisti. Nel corso dell’evento sono stati presentati i risultati principali delle sperimentazioni, tra cui il monitoraggio di dati bio-fisiologici su simulatore e circuito protetto di guida e le simulazioni di scenari di traffico con guida da remoto. Sono stati illustrati, inoltre, i dati preliminari di un innovativo sistema di rilevazione degli incidenti stradali sperimentato nell’area di Benevento con il coinvolgimento delle Forze dell’ordine e i risultati di un innovativo protocollo di monitoraggio dello stress ossidativo in lavoratori affetti da apnee ostruttive del sonno.

Strategie congiunte e strutturate per la prevenzione dell’incidentalità stradale. Il convegno è stato l’occasione per un confronto su risultati e prospettive della ricerca, con l’obiettivo di delineare strategie di prevenzione congiunte e strutturate, in linea con il Piano nazionale sicurezza stradale 2030 e con l’approccio europeo Vision Zero. I lavori, articolati in tre sessioni, sono stati aperti dai saluti istituzionali del presidente dell’Inail, Fabrizio D’Ascenzo e della rettrice di Sapienza Università di Roma, Antonella Polimeni, seguiti dal presidente dell’Aci, Geronimo La Russa, dal direttore del Dipartimento di scienze odontostomatologiche e maxillo-facciali, Umberto Romeo, dal direttore del Dimeila, Bruno Papaleo e dal presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e degli odontoiatri (OMCeO), Antonio Magi.

D’Ascenzo: “Un progetto incentrato su un tema fondante per le politiche di prevenzione dell’Inail”. “OSH-RO@D è un progetto lungimirante ­­– ha dichiarato il presidente D’Ascenzo durante il suo intervento – perché, pur essendo stato ideato con un bando del 2022, ha preso in considerazione un fenomeno che sta emergendo adesso in tutta la sua criticità. Abbiamo assistito, infatti – ha spiegato – a un progressivo aumento degli infortuni in itinere, che avvengono cioè, nel tragitto casa-lavoro-casa. In base ai dati raccolti, non ancora definitivi, che saranno presentati a settembre nella Relazione annuale, gli infortuni in itinere registrati durante il 2025 sono circa centomila, di cui quasi 300 quelli mortali, con un trend di crescita di oltre il 3%. Il tema degli incidenti lavoro-correlati – ha concluso – è quindi fondamentale per le politiche di prevenzione dell’Inail, e la collaborazione con i tanti soggetti istituzionali coinvolti nel progetto ha prodotto e produrrà ottimi risultati”.

Polimeni: “Abbiamo sviluppato strumenti avanzati per la prevenzione”. “La relazione tra le condizioni di salute, e in particolare la sindrome da apnea ostruttiva del sonno, e l’incidentalità stradale, anche in ambito lavorativo, è un tema che non può essere letto in maniera settoriale – ha sottolineato la rettrice del primo ateneo romano, Antonella Polimeni - ma necessita di un approccio integrato, capace di tenere insieme la dimensione clinica, l’organizzazione del lavoro, i comportamenti individuali e l’innovazione tecnologica. Il progetto interpreta in maniera piena questa multidimensionalità, attraverso un’impostazione transdisciplinare. Abbiamo sviluppato – ha aggiunto – strumenti avanzati per la prevenzione, dispositivi indossabili per il monitoraggio dei parametri bio-fisiologici alla guida, sistemi di alert integrati e moduli formativi immersivi con la realtà virtuale. Questi risultati andranno ad ampliare le conoscenze sull’incidentalità stradale e soprattutto a dimostrare come molti dei fattori di rischio siano identificabili, misurabili e quindi prevenibili”.

La Russa: “Con Inail rapporto consolidato che parte dai territori”. “Tutto il mondo Aci si è impegnato in questo progetto – ha sottolineato il presidente, Geronimo La Russa – perché con Inail c’è un rapporto consolidato, che parte dai territori. Siamo convinti che la raccolta di dati, lo studio, la ricerca e l’approfondimento siano la chiave per risolvere tanti problemi che mettono in pericolo le nostre vite. Noi – ha spiegato – ci siamo avvalsi del centro di guida sicura di Vallelunga, e abbiamo voluto dare un supporto importante al Tour della Salute, che ha toccato diverse città, perché siamo convinti che la consapevolezza sia un altro fattore determinante per diminuire incidentalità e mortalità”.

I temi al centro dei lavori. Dopo l’intervento di apertura della vicepresidente dell’Associazione familiari e vittime della strada, Silvia Frisina, i lavori sono proseguiti con la presentazione del progetto. A seguire la tavola rotonda dal titolo “Mobilità lavorativa sana e sicura: l’incrocio tra salute, sicurezza e innovazione per le attività in collaborazione e prospettive di ricerca future”, moderata dal sovrintendente sanitario centrale dell’Inail, Patrizio Rossi. Il tema della prima sessione è stato “La centralità del fattore umano nella prevenzione degli incidenti stradali”, mentre la seconda ha approfondito i “Determinanti di salute nella prevenzione degli incidenti stradali e infortuni lavorativi”. 

I laboratori. Durante l’ultima sessione, i presenti hanno partecipato a due laboratori esperienziali. Nel primo, curato dal Dimeila, sono stati sperimentati il modulo formativo in realtà virtuale “Guida Sicura” che pone l’utente alla guida di un veicolo, simulando alcune condizioni di alterazione psicofisica, tra cui sonnolenza, assunzione di bevande alcoliche e uso del cellulare, e il digital serious game “Sleep-Ro@D”, dedicato alla promozione dell’igiene del sonno. Il secondo laboratorio #chiguidanonbeve, curato dall’Associazione familiari e vittime della strada, ha messo a disposizione dei partecipanti una SlotCar su una pista elettrica professionale con auto telecomandate, per una prima gara in condizioni di visione normale e una seconda con occhiali alcolemici, speciali visori che simulano l’alterazione visiva causata dall’assunzione di alcol.

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