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02 marzo 2026
Human Factors & Ergonomics. Le nuove frontiere nella gestione del rischio sanitario
Fondamenti teorici e percorsi pratici per ridisegnare la medicina legale assicurativa e sociale passando dal mero contenimento del contenzioso a un metodo più centrato sull’aspetto umano
Human Factors & Ergonomics. Le nuove frontiere nella gestione del rischio sanitario
ROMA - Un approccio sistemico alla gestione del rischio sanitario medico-legale che integra competenze tecniche e soft skills, per accompagnare la persona infortunata o ammalata a causa del lavoro lungo tutto il percorso di cura e tutela. È questo il cuore del nuovo volume curato dalla Sovrintendenza sanitaria centrale dell’Inail sugli Human Factors & Ergonomics (HFE). Il testo propone un cambio di prospettiva nella gestione del rischio: non più solo prevenzione dell’errore in ottica conservativa, ma costruzione di sicurezza, qualità e dignità.
Oltre la medicina legale tradizionale. Nella sanità nulla è neutro. Ogni valutazione medico-legale incide non solo sulla salute, ma anche sulla dimensione economica, sociale e relazionale della persona. In ambito Inail, dove la prestazione sanitaria si intreccia con quella assicurativa, l’errore medico-legale può compromettere non soltanto la correttezza tecnica dell’atto, ma la sicurezza della prestazione e la fiducia degli stakeholders. È dunque necessario superare l’approccio reattivo, centrato sull’accertamento della responsabilità a evento dannoso già avvenuto, per adottare una visione sistemica ispirata ai modelli di clinical governance e agli studi sugli Human Factors & Ergonomics. Il rischio non deve più considerarsi soltanto probabilità di errore, ma occasione per ripensare i processi, individuare vulnerabilità organizzative e umanizzare le relazioni.
Human Factors & Ergonomics e Non Technical Skills. Decisiva al riguardo è l’applicazione alla medicina legale assicurativa sociale della scienza degli HFE, che analizza l’interazione tra operatori sanitari, tecnologie, ambienti di lavoro e organizzazioni. L’attenzione va spostata dai singoli operatori al sistema: organizzazione, carichi di lavoro, comunicazione, leadership, ambiente, tecnologie. In questa prospettiva, le Non Technical Skills – ascolto, decision making, team working, gestione dello stress – non sono elementi accessori, ma veri e propri requisiti indispensabili per la sicurezza. Accanto agli strumenti classici del risk management (incident reporting, audit, root cause analysis), lo studio Inail descrive le esperienze maturate durante l’attività dell’Istituto, con l’introduzione di sistemi di segnalazione degli eventi sentinella (eventi avversi di particolare gravità) anche in ambito medico-legale, la costruzione di indicatori di processo specifici, fino alla creazione di un Cruscotto direzionale sanitario per il monitoraggio proattivo delle attività.
Dai modelli organizzativi ai Percorsi Medico-Legali Assistenziali. Uno dei contributi più innovativi è rappresentato dai Percorsi Medico-Legali Assistenziali (PMLA), strutturati secondo una logica che accompagni la persona lungo tutto il “Worker Disability Journey”: dall’evento infortunistico o dalla malattia professionale alla valutazione, dalla riabilitazione alla prestazione indennitaria, fino al reinserimento nella vita di relazione e, quando possibile, nel lavoro. In questo percorso, il ruolo della medicina legale Inail diventa centrale nel garantire sicurezza della prestazione, appropriatezza, equità e continuità del supporto. Gli interventi riabilitativi, protesici, psicologici e sociali si integrano in un processo unitario, guidato da équipe multidisciplinari e fondato sulle relazioni di cura, sui feedback continui e sulla qualità del dialogo tra operatori e assistiti. Non si tratta solo di erogare un indennizzo, ma di offrire una seconda chance, reale e dignitosa. Per farlo servono modelli organizzativi capaci di garantire efficacia ed efficienza nella presa in carico della persona con disabilità da lavoro, integrando strumenti tecnici e responsabilità etica. Una sanità pubblica davvero moderna non può limitarsi a essere efficiente: deve essere gentile, competente, consapevole, umana.
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Pubblicazione
2/03/2026, 10:59
Ultimo aggiornamento
2/03/2026, 10:59
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