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16 febbraio 2026
Uso sostenibile dei prodotti fitosanitari in aree extra agricole
Il quadro dell’impiego dei prodotti fitosanitari per la difesa delle aree extra-agricole, tra sicurezza sul lavoro, ambiente e innovazione
Uso sostenibile dei prodotti fitosanitari in aree extra agricole
ROMA - Dalla regolamentazione europea alla gestione ferroviaria. Come cambiano le pratiche e quale visione d’insieme emerge, in una recente scheda informativa del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Inail, sulle norme, i rischi e le prospettive dell’uso dei prodotti fitosanitari nel settore extra agricolo.
I pesticidi oltre l’agricoltura. L’utilizzo dei prodotti fitosanitari (PF) non riguarda soltanto l’agricoltura. Questi preparati, contenenti sostanze attive (SA), chimiche o di origine biologica, comunemente definite pesticidi, svolgono un ruolo fondamentale nel controllo di organismi nocivi e vegetazione infestante non solo nell’agricoltura tradizionale, ma anche in numerosi contesti non agricoli. Infatti, sono impiegati per il controllo delle infestanti lungo le infrastrutture viarie (strade e ferrovia), negli spazi urbani, nelle aree verdi, in siti industriali. In questi contesti, l’applicazione di PF presenta specifiche criticità: esposizione degli operatori, rischi per la popolazione, potenziali impatti ambientali e vincoli operativi dovuti alla presenza di infrastrutture e aree sensibili. La complessità degli scenari di utilizzo – dalla tipologia di SA alle modalità applicative – rende necessaria una gestione attenta, supportata da formazione adeguata e da un quadro normativo strutturato.
Evoluzione normativa e adempimenti. La scheda del Dimeila esamina il dettagliato impianto normativo europeo e nazionale che regolamenta l’impiego dei PF. A livello UE, regolamenti e direttive stabiliscono criteri di classificazione, approvazione delle sostanze attive, raccolta dei dati e obblighi di riduzione del rischio, in coerenza con gli obiettivi del Green Deal, con le strategie Farm to Fork e Biodiversity 2030, che puntano a ridurre l’uso dei pesticidi più pericolosi. Tra gli elementi più rilevanti emergono l’obbligo, dal 1° gennaio 2027, della registrazione elettronica dei trattamenti in formato digitale e standardizzato, un adeguamento tecnico-operativo del Piano d’azione nazionale (PAN), attualmente in revisione in Italia. A livello nazionale, i datori di lavoro, ai sensi del d.lgs. 81/08, devono assicurare che ciascun lavoratore riceva formazione, informazione e addestramento specifico in relazione ai PF impiegati e alla tipologia di intervento. Decreti specifici, inoltre, regolano l’uso dei PF nelle aree extra agricole, introducendo requisiti tecnici, indicatori di rischio e criteri per la tutela delle acque e degli ecosistemi.
Il settore ferroviario e il contenimento delle erbe infestanti. Nell’ambito ferroviario, il controllo della vegetazione è essenziale per garantire sicurezza, visibilità della segnaletica, stabilità del binario, prevenzione degli incendi e tutela degli impianti elettrici. Le attività manutentive sono spesso affidate a imprese esterne, tenute a rispettare i Criteri ambientali minimi (CAM), che impongono l’uso di macchinari a basse emissioni, la riduzione delle sostanze pericolose e un approccio integrato tra interventi meccanici, chimici e sistemi di monitoraggio. Alcuni erbicidi rimangono autorizzati per le sedi ferroviarie, ma il loro impiego è vietato in aree prossime a stazioni, piazzali e zone abitate.
Innovazione e futuro: verso trattamenti più intelligenti e sostenibili. L’analisi del Dimeila si conclude con uno sguardo alle tecnologie emergenti. Nei prossimi anni, la gestione dei PF nelle aree extra agricole sarà orientata alla distribuzione di precisione, tramite sensori e tecniche di controllo da remoto, integrazione con intelligenza artificiale, utilizzo di treni diserbatori intelligenti, capaci di pianificare gli interventi in modo predittivo e verrà praticata una sempre maggiore attenzione alla raccolta dati su vendita, utilizzo e impatto ambientale e sanitario di questi prodotti. Il tutto nell’ottica di favorire interventi più mirati, minore impiego di sostanze attive, maggiore protezione degli operatori e riduzione degli effetti indesiderati sugli ecosistemi.
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Pubblicazione
16/02/2026, 10:18
Ultimo aggiornamento
16/02/2026, 10:18
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