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13 febbraio 2026

Sfruttamento del lavoro, in Sardegna si insedia l’Osservatorio regionale

Siglato l’accordo tra assessorato al Lavoro, Inail, Inps e parti sociali per il monitoraggio e la verifica della qualità del lavoro

Sfruttamento del lavoro, in Sardegna si insedia l’Osservatorio regionale

CAGLIARI – Giovedì 12 febbraio, a Cagliari, presso gli uffici dell’assessorato al Lavoro, si è insediato l’Osservatorio regionale contro lo sfruttamento del lavoro, che riunisce rappresentanti del Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università degli studi di Cagliari, dell’Inail, dell’Inps, degli Ispettorati territoriali del lavoro, di Istat, Aspal e Anci Sardegna, delle associazioni di categoria e delle parti sociali. Istituito con delibera della giunta regionale 40/18 del 30 luglio 2025, il nuovo organismo si occuperà di vigilare su tutti i settori dell’economia sarda, con la possibilità di monitorare e verificare la qualità del lavoro e la tipologia dei contratti applicati. L'Osservatorio avrà a disposizione significative risorse economiche finanziate dalla Regione, necessarie per contrastare il caporalato e tutte le forme illecite di intermediazione e sfruttamento.

Manca: “Lo sfruttamento è un crimine contro la persona”. “Anche l'Unione Europea, con la Direttiva 2011/36/UE sulla tratta, e il nostro Codice penale con l'art. 603-bis sul caporalato, tracciano una linea netta – ha sottolineato Desiré Manca, assessora regionale al Lavoro – lo sfruttamento è un crimine contro la persona. Ignorarlo, o tollerarlo come ‘male necessario’ di certi settori produttivi, ci renderebbe complici”.

Spanu: “Strumento fondamentale per contrastare lo sfruttamento”. Gian Franco Spanu, direttore regionale vicario Inail Sardegna, ha evidenziato l’importanza dell’Osservatorio, che “mette insieme soggetti diversi, pubblici e privati, per la realizzazione di un obiettivo comune: verificare e valutare il fenomeno del lavoro sommerso e sviluppare iniziative utili a contrastarlo. Inoltre – ha aggiunto – lo strumento si presenta come fondamentale occasione per diffondere e creare una cultura della qualità nel lavoro, funzionale al contrasto dello sfruttamento delle persone”.