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19 febbraio 2026

Presentato a Roma il primo master in Italia sul Carbon Farming

Il percorso formativo promosso dall’Università della Tuscia è stato al centro di un evento che si è svolto il 18 febbraio presso la sede Inail di via IV Novembre

Presentato a Roma il primo master in Italia sul Carbon Farming

ROMA – Un’opportunità concreta per contrastare il cambiamento climatico attraverso pratiche agricole e forestali innovative, in grado di creare valore economico sostenibile e supportare la crescita delle imprese agricole. Queste le enormi potenzialità del Carbon farming, un insieme di procedure finalizzate a catturare l'anidride carbonica dall'atmosfera per stoccarla nel suolo e nella biomassa vegetale e di ridurre le emissioni di gas a effetto serra dai terreni agricoli. Sugli effetti e i vantaggi di queste pratiche innovative si è svolto il confronto tra istituzioni, ricerca e imprese durante il convegno “Carbon Farming in Europa - alle radici di una nuova professione”, ospitato nella sala del Parlamentino Inail mercoledì 18 febbraio. All’evento hanno partecipato, per i saluti istituzionali, il presidente dell’Istituto, Fabrizio D'Ascenzo, la rettrice dell’Università degli studi della Tuscia, Tiziana Laureti, e il presidente del Crea, Andrea Rocchi. 

D’Ascenzo: “L’Inail supporta la transizione ecologica anche attraverso il sostegno economico alle imprese”. “Sono lieto che la partnership tra l’Inail e l’Università della Tuscia si sia concretizzata in questa nuova iniziativa”, ha dichiarato il presidente dell’Inail, Fabrizio D’Ascenzo. “Tale collaborazione consente di unire istituzioni e Università per raggiungere obiettivi tangibili e trasferire i risultati della ricerca nella quotidianità del lavoro. La transizione ecologica – ha spiegato – non è solo un imperativo ambientale, ma una grande opportunità per ripensare modelli produttivi e creare valore economico sostenibile. Il carbon farming è un esempio concreto di come la sostenibilità possa integrarsi con la crescita delle imprese agricole. Nell’ambito della sua mission – ha aggiunto – l’Istituto contribuisce allo sviluppo delle pratiche agricole attraverso ricerca e linee guida su salute occupazionale, macchine agricole e gestione del rischio, supportando modelli di gestione del suolo e delle aziende coerenti con gli obiettivi del carbon farming. L’Inail supporta attivamente la transizione ecologica anche attraverso il sostegno economico alle imprese, ad esempio con i Bando ISI e con i contributi per l’ammodernamento delle macchine agricole”.

Il master universitario. Durante il convegno è stato presentato il master universitario di secondo livello sul Carbon farming promosso dall’Università degli studi della Tuscia, il primo in Europa dedicato alla certificazione e alla gestione sostenibile del carbonio in agricoltura e nelle foreste, dopo la recente pubblicazione del Regolamento CRCF (Carbon Removals and Carbon Farming) da parte della Commissione Europea. Il percorso formativo fornisce strumenti innovativi e competenze multidisciplinari per guidare la transizione ecologica nel settore agroforestale, con l’obiettivo di formare professionisti altamente qualificati nella gestione sostenibile del carbonio in agricoltura e nel settore Lulucf (Land use, land use change and forestry).

Gli interventi. La prima sessione dei lavori si è aperta con l’intervento del direttore scientifico del master, Riccardo Valentini, membro dell’Ipcc (Gruppo Intergovernativo di Esperti sul Cambiamento Climatico) con il quale ha vinto il Premio Nobel per la Pace nel 2007, e direttore dell’Euromediterranean center for climate change (Cmcc). A seguire gli interventi di Corrado delle Site, direttore del Dipartimento innovazioni tecnologiche dell’Inail, Cinzia Chiriacò, Cmcc Foundation, e Paolo Sicuro, della Commissione Europea. Alla seconda sessione hanno partecipato, tra gli altri, il coordinatore del master, Virgilio Maretto, il presidente dei Giovani di Confagricoltura, Giovanni Gioia, e Leonardo Perronace, del Collegio dei periti agrari e dei periti agrari laureati della provincia di Roma.