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27 febbraio 2026

IA e lavoro, da Roma la proposta di una governance fondata su competenze, fiducia e regole condivise

L’impatto dell’intelligenza artificiale su sistemi produttivi e occupazione al centro dell’evento organizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, in collaborazione con Inail e Inps. Nel convegno che si è svolto nel pomeriggio al Parlamentino di via IV Novembre un focus su sicurezza, ricerca e innovazione

IA e lavoro, da Roma la proposta di una governance fondata su competenze, fiducia e regole condivise

ROMA - In pochi anni l’intelligenza artificiale è passata dall’essere un orizzonte speculativo a una realtà concreta in tutti i luoghi di lavoro, dai cantieri agli uffici, dalle fabbriche agli ospedali. Governarla, prima che sia essa a governare i processi senza regole condivise, è diventata una priorità che non può più essere differita. È attorno a questa urgenza che oggi nel centro di Roma si è svolta la giornata “IA e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità”, organizzata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, in collaborazione con Inps e Inail, per promuovere un confronto con istituzioni, parti sociali, imprese e mondo della ricerca su strategie e strumenti concreti a tutela di chi lavora.

Meloni: “L’Italia tra le prime nazioni a essersi dotate di una legge ad hoc”. I lavori si sono aperti questa mattina a piazza di Pietra, nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, con i saluti istituzionali di rappresentanti del governo italiano, della Commissione Ue, dei governi di Francia e Germania e del Parlamento europeo, e il messaggio inviato ai partecipanti dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha sottolineato come “l’IA sia la più dirompente rivoluzione della nostra epoca, una tecnologia che può sprigionare tutto il suo potenziale positivo solo se il suo sviluppo si muoverà in un perimetro di regole etiche che mettano al centro la persona, i suoi diritti e i suoi bisogni”. L’Italia, ha aggiunto Meloni, “è tra le prime nazioni a essersi dotate di una legge nazionale ad hoc sull’intelligenza artificiale”, la n. 132 del 2025, “che include l’Osservatorio sull’adozione dell’IA nel mondo del lavoro incardinato presso il Ministero del Lavoro, a cui abbiamo attribuito importanti funzioni di monitoraggio, analisi e indirizzo”. 

Calderone: “La nostra strategia mette al centro la persona”. ”Affrontiamo temi comuni e comune è la visione umano-centrica dell’approccio all’uso dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro – ha spiegato il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone – La nostra strategia mette al centro la persona e crea una connessione tra accompagnamento al lavoro, formazione continua e riqualificazione dei lavoratori”. Il ministro ha poi ribadito l’approccio delineato nel G7 a presidenza italiana, con un uso dell’IA mirato a promuovere la capacità delle persone di lavorare meglio, e ha descritto l’ecosistema integrato costruito nell’ultimo triennio per governare la transizione digitale: oltre all’Osservatorio sull’adozione dell’IA nel mondo del lavoro, la piattaforma SIISL per l’incontro tra competenze e opportunità, l’infrastruttura digitale abilitante EDO e AppLI, il web-coach che utilizza l’IA multi-generativa per l’orientamento e la formazione assistita. La collaborazione sovranazionale e la volontà di costruire una linea europea coerente sono state il filo conduttore dell’incontro che si è tenuto a margine dell’evento tra il ministro Calderone, la vicepresidente esecutiva della Commissione Ue, Roxana Minzatu, e il segretario di Stato al Lavoro tedesco, Michael Schäfer, durante il quale si è parlato anche di competitività, tenuta del sistema sociale europeo, mobilità equa dei lavoratori e digitalizzazione dei sistemi di sicurezza sociale.

D’Ascenzo: “Un alleato per la prevenzione e la riabilitazione”. Nel primo panel, dedicato alle strategie pubbliche per l’IA nel lavoro e al ruolo degli enti di previdenza e assistenza, è intervenuto anche il presidente dell’Inail, Fabrizio D’Ascenzo. “Questa giornata – ha detto – rappresenta un importante esempio di sinergia tra istituzioni e un prezioso momento di riflessione sulle opportunità e sfide dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. In coerenza con il percorso nazionale di sviluppo dell’IA, l’Inail svolge un ruolo particolarmente significativo in materia di salute e sicurezza sul lavoro e in ambito protesico-riabilitativo, utilizzando questa tecnologia come alleato strategico, per l’evoluzione delle sue diverse funzioni. Lo dimostrano le numerose applicazioni della ricerca in ambito di IA messe a punto dall’Istituto negli ultimi anni, sia sul fronte della prevenzione sia per lo sviluppo di protesi, soluzioni domotiche e strumenti riabilitativi sempre più sofisticati, che migliorano la qualità della vita degli assistiti. L’IA ci permette inoltre di ottimizzare i servizi erogati a lavoratori e imprese e di creare interoperabilità tra pubbliche amministrazioni per perfezionare l’efficienza dei processi”.

La sessione pomeridiana a Palazzo Brasini. Nel pomeriggio l’evento è proseguito in parallelo anche presso la sede Inail di Palazzo Brasini, in via IV Novembre, e la sede Inps di Palazzo Wedekind, in piazza Colonna. Il Parlamentino Inail, in particolare, ha ospitato il convegno “Sicurezza sul lavoro e intelligenza artificiale”, dedicato agli impatti delle nuove tecnologie sui rischi professionali e sugli strumenti di prevenzione. Dopo i saluti istituzionali del presidente D’Ascenzo, i lavori, introdotti e moderati dal direttore generale Marcello Fiori, sono proseguiti con gli interventi di Maria Teresa Bellucci, viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Danilo Papa, direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro, Antonio Bandiera, comandante del Comando dei Carabinieri per la tutela del lavoro, e Matteo Laffranchi, coordinatore dell’Unità di Ricerca Rehab Technologies dell’Istituto italiano di tecnologia.  

Bellucci: “Fondamentale un’assunzione di responsabilità”. Richiamando il contributo della presidenza italiana del G7 nell’inserire stabilmente l’IA nell’agenda dei Paesi più avanzati, il viceministro Bellucci ha sottolineato che “ciò che nasce dall’uomo dovrebbe essere sempre a favore dell’uomo” e che “l’assunzione di responsabilità è fondamentale, prima di tutto per le istituzioni, per chi si occupa di governare le nazioni”. Sul fronte del lavoro, Bellucci ha invitato a spostare il focus dalla paura della sostituzione dei lavoratori con le macchine alle opportunità concrete. La vera sfida, infatti, è “mettere l’intelligenza artificiale nelle condizioni di far lavorare meglio, di far produrre di più e soprattutto in sicurezza”, unendo “l’etica con la produzione, l’innalzamento del Pil con la coesione”, in un processo di “innovazione sociale”. Si tratta di un equilibrio possibile, ha aggiunto, a patto di “andare veloci, velocissimi nel definire obiettivi, modalità di governo e un dialogo strutturato con i partner internazionali”.

Fiori: “La tecnologia può migliorare condizioni di lavoro e qualità della vita”. Per il direttore generale dell’Inail, Marcello Fiori, “la tecnologia può migliorare le condizioni di lavoro e la qualità della vita e i sistemi di intelligenza artificiale sono già in grado di anticipare e prevedere i rischi nei settori più esposti agli infortuni.  Servono strategie, regole chiare, responsabilità e soprattutto competenze. In questo scenario l’Istituto ha un ruolo centrale, grazie alle attività di ricerca e innovazione. Studiamo e sviluppiamo modelli avanzati per prevenire gli infortuni e migliorare la qualità della vita dei lavoratori e delle lavoratrici. Dalle protesi bioniche ai robot per ambienti critici, dai dispositivi di protezione individuale intelligenti ai sensori antiribaltamento per trattori, fino alla realtà aumentata per la formazione e ai sistemi di protezione cyber dei macchinari. Governare la trasformazione digitale e tecnologica, attraverso un umanesimo digitale che non sostituisca la persona, è la chiave per coniugare sviluppo economico e tutela del capitale umano”.

Nei contributi tecnici una panoramica delle iniziative promosse dall’Istituto. Come emerso dai contributi tecnici di rappresentanti dell’Istituto, che hanno illustrato caratteristiche e finalità di alcune applicazioni prototipali basate sull’IA, nel Piano delle attività di ricerca 2025-2027 dell’Inail l’intelligenza artificiale attraversa diversi ambiti di ricerca: dalla manutenzione predittiva dei macchinari ai dispositivi di protezione individuale intelligenti, dalla sensoristica e computer vision alla realtà virtuale per la formazione, dalla robotica collaborativa ai droni, dai sistemi di analisi avanzata dei dati ai prototipi per il controllo avanzato di protesi esterne d’arto, basati sulla decodifica dell’intenzione motoria in tempo reale, fino agli strumenti di supporto decisionale per imprese e figure della prevenzione.

Un approccio coerente con l’AI Act europeo e la normativa nazionale. Un ulteriore filone di approfondimento ha riguardato il modello di “AI governance” adottato dall’Istituto, con un approccio sistemico che integra l’utilizzo di queste tecnologie nei processi interni in coerenza con l’AI Act europeo, la normativa nazionale e le linee guida dell’Agenzia per l’Italia digitale, con particolare attenzione alla gestione dei rischi, alla qualità dei dati e allo sviluppo delle competenze. Se è vero, infatti, che l’intelligenza artificiale sta modificando i processi produttivi, le mansioni, le competenze richieste, non deve mettere in discussione la centralità della persona, la tutela della sicurezza e la dignità del lavoro. I tavoli di lavoro attivati dall’Inail su policy, processi, aspetti tecnici, formazione e comunicazione vanno proprio in questa direzione: definire regole etiche e operative chiare, assicurare trasparenza e monitoraggio, investire nelle competenze multidisciplinari e costruire un dialogo informato con cittadini, lavoratori e imprese.

Lo showroom con i prototipi per la sicurezza sul lavoro. Per tutta la giornata, presso il Conference centre della sede Inail, è stato possibile visitare uno showroom dedicato ad alcuni prototipi di ricerca sviluppati dall’Istituto. Nel percorso espositivo sono stati presentati sistemi robotici e dispositivi indossabili per la formazione e la protezione in contesti a rischio, come l’esoscheletro aptico SIDE, per l’addestramento finalizzato a prevenire i pericoli legati alle attività in spazi confinati o sospetti di inquinamento, e la maglietta sensorizzata SMART SHIRT, progettata per monitorare i parametri fisiologici, tra cui frequenza cardiaca, temperatura corporea e attività motoria, e gestire lo stress termico attraverso strategie di raffrescamento personalizzate, con elaborazione dei dati mediante modelli algoritmici basati su IA e deep learning. Tra le soluzioni esposte anche alcuni prototipi protesici avanzati del Centro protesi Inail, come la mano poliarticolata Hannes, sviluppata in collaborazione con l’Istituto italiano di tecnologia, e il sistema EDATS, nato con l’obiettivo di rendere le protesi di arto superiore più intuitive e naturali, sfruttando le potenzialità del machine learning.

Smart dpi e tecnologie digitali per conoscere i rischi e migliorare i servizi. Nello showroom sono stati presentati anche dispositivi di protezione individuale intelligenti, in grado di integrare nei dpi tradizionali sensori e sistemi di controllo per rilevare situazioni critiche e generare allarmi, insieme a soluzioni per interventi in scenari operativi complessi che espongono i lavoratori a elevati livelli di rischio, basate su robot teleoperativi e realtà virtuale e aumentata. Alcuni progetti mostrano, inoltre, come l’impiego dell’intelligenza artificiale possa contribuire a migliorare i servizi dell’Istituto e la conoscenza dei rischi. È il caso della piattaforma cognitiva ESOPIA, che utilizza tecniche di machine learning e analisi semantica per interrogare un repository di incidenti e quasi incidenti (near miss) negli impianti industriali, con l’obiettivo di individuare pattern ricorrenti e supportare una prevenzione realmente proattiva, e degli strumenti digitali per le istruttorie dei progetti finalizzati al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, finanziati dall’Inail con i bandi Isi, fino al mediatore linguistico, strumento digitale che supporta la traduzione di messaggi vocali e scritti in 13 lingue, per facilitare la comunicazione degli utenti con gli operatori Inail.