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25 novembre 2025

In Toscana realizzato un progetto sperimentale di reinserimento e integrazione lavorativa a valenza collettiva

Il programma ha l’obiettivo di agevolare la prosecuzione in servizio riducendo il disagio conseguente alle menomazioni riconosciute

In Toscana realizzato un progetto sperimentale di reinserimento e integrazione lavorativa a valenza collettiva

Construction, work and back of a man with pain from building, home renovation or handyman work. Massage, accident and a worker or contractor with muscle fatigue, problem or an injury from labor

FIRENZE - Le diverse strutture dell’Istituto, la Direzione regionale Toscana, la Direzione Prestazioni socio sanitarie, la Sovrintendenza sanitaria centrale e la Consulenza tecnica per la salute e sicurezza centrale, hanno operato in stretta sinergia per la realizzazione di un progetto innovativo, concepito e sviluppato con l’obiettivo di sostenere lavoratori e imprese, promuovendo inclusione, valorizzazione delle competenze, ponendo al centro la persona e la sua dignità professionale. 

Lavoratori con malattia professionale riconosciuta destinatari di “accomodamenti ragionevoli”. Giunto a conclusione lo scorso ottobre, il progetto è rivolto a 41 lavoratori della multinazionale Piaggio & C. S.p.A. sita a Pontedera ai quali Inail ha riconosciuto la sussistenza di malattia professionale a carico dell’apparato muscolo scheletrico, con particolare riguardo ai distretti anatomici di spalle, gomiti, mani, polsi, rachide e, in parte minore, agli arti inferiori. L’obiettivo del programma è stata la possibilità che tali lavoratori potessero essere destinatari di “accomodamenti ragionevoli” da un punto di vista tecnico e organizzativo, con l’obiettivo di agevolare la loro prosecuzione lavorativa riducendo il disagio conseguente alle menomazioni riconosciute, in coerenza con il modello di tutela e recupero dell’integrità psicofisica di cui al Regolamento Inail per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro.

Un progetto che guarda al futuro per definire un modello replicabile in altre realtà. Una progettualità collettiva, con mantenimento del rapporto con il singolo lavoratore interessato, è risultata coerente rispetto a quanto previsto dalla normativa in materia di reinserimento lavorativo nonché in linea con le raccomandazioni del CIV “…proseguire nelle azioni finalizzate a rafforzare ulteriormente le opportunità del reinserimento lavorativo…” (relazione programmatica 2024-2026). Il raccordo interprofessionale per l’istruttoria dei singoli progetti ha rappresentato un fattore strategico anche in considerazione del fatto che gli stessi sono stati congegnati per un unico ambiente lavorativo e produttivo. Il progetto in questione definisce una architettura con le giuste caratteristiche per essere replicabile e adattabile in diversi contesti lavorativi, favorendo la diffusione di pratiche inclusive. Si configura come un modello di collaborazione tra Inail, lavoratori e imprese a beneficio non solo dei lavoratori coinvolti, ma della collettività.