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10 luglio 2025

Genova, siglato un accordo per la prevenzione dello sfruttamento del lavoro

Obiettivo dell’intesa, sottoscritta dalla Direzione regionale Inail, la promozione e il sostegno del rispetto della normativa sugli obblighi dei datori di lavoro nel territorio provinciale

Genova, siglato un accordo per la prevenzione dello sfruttamento del lavoro

GENOVA- L'accordo è stato promosso dal prefetto Cinzia Torraco e dai rappresentanti dei principali soggetti istituzionali e delle parti sociali coinvolte nell'applicazione delle tutele per i lavoratori tra cui, oltre alla Direzione regionale Inail Liguria, presente con Enrico Lanzone, direttore regionale vicario e alla sede di Genova, presente con il vicario Maria Paola Rossi, Regione Liguria, Comune di Genova, Questura di Genova, il Comando provinciale dell’Arma dei carabinieri, il Comando provinciale della Guardia di finanza, l’Anci Liguria, l’Agenzia delle Entrate – Direzione regionale Liguria, la Capitaneria di porto, il Comando provinciale dei vigili del fuoco, l’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale, l'Ispettorato d’area metropolitana di Genova, l’Inps Liguria e la sede di Genova, l’Asl 3 e l’Asl 4 S.s.r., la Camera di commercio di Genova, l’Ufficio scolastico regionale, Confindustria, Ance, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Cna, Agci, ConfCooperative e Legacoop, l’Ordine dei consulenti del lavoro di Genova, le Organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil.

La sicurezza sul lavoro, uno dei punti cardine dell’accordo. L'obiettivo dell'intesa, frutto del confronto tra le parti è quello di promuovere e sostenere il rispetto della normativa sugli obblighi dei datori e dei committenti in tema di rapporti di lavoro, regolarità retributiva, contributiva e assicurativa, sicurezza sui luoghi di lavoro per tutti i settori produttivi e particolarmente per quelli che caratterizzano il territorio di competenza come il settore dell’edilizia, della cantieristica navale, delle riparazioni navali, del terziario e dei servizi alla persona (colf e badanti). Negli ultimi anni la difficoltà, in alcuni settori, da parte delle imprese di reperire manodopera sul territorio ha prodotto alcune criticità: irregolarità contrattuali comportanti, spesso, anche problematiche in materia di sicurezza,  sfruttamento del lavoro, sistemazioni abitative carenti dei requisiti minimi, difficoltà alloggiative, sistemazioni abitative fornite dall’impresa appaltatrice ove mancano i requisiti minimi per un alloggio dignitoso ed ove viene collocato un numero elevato di persone in condizioni igienico sanitarie molto precarie.

Le principali linee direttrici del protocollo. Istituire un Tavolo di coordinamento e monitoraggio per far emergere situazioni di grave sfruttamento lavorativo, avviare percorsi di formazione per garantire al lavoratore la conoscenza dei propri diritti, sensibilizzare i lavoratori sui diritti  del rapporto contrattuale e sui rischi di essere vittime di sfruttamento lavorativo, sensibilizzare le imprese sul possibile sfruttamento lavorativo derivante da intermediazioni illecite di manodopera svolte da soggetti terzi, promuovere la partecipazione dei lavoratori stranieri a programmi di formazione linguistica e civica, creare percorsi di comunicazione per consentire di far emergere  le notizie, i dati e le iniziative utili ai fini del contrasto allo sfruttamento e per promuovere la sicurezza sul lavoro, l’integrazione sociale dei beneficiari: queste alcune delle direttrici contenute nel protocollo e finalizzate ad affrontare il fenomeno in modo strutturale.

Ligi: “Promuovere azioni di prevenzione e vigilanza per il contrasto dello sfruttamento lavorativo”.  Il protocollo rappresenta un risultato importante – è il commento di Alessandra Ligi, direttore regionale Inail Liguria - perché pone al centro dell’attenzione il tema della lotta allo sfruttamento lavorativo e chiama in gioco la collaborazione tra tutti i livelli istituzionali per realizzare, previa un’analisi del fenomeno, quegli interventi di natura emergenziale nelle aree più critiche e quelle azioni di sistema negli ambiti della prevenzione e della vigilanza e contrasto del fenomeno, della protezione e assistenza delle vittime e della loro reintegrazione socio lavorativa”.