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31 luglio 2025

“Donne sicure in cantiere” entra in carcere a Perugia

Un incontro con i detenuti e le detenute per illustrare i rischi lavorativi in edilizia

“Donne sicure in cantiere” entra in carcere a Perugia

PERUGIA – Informare e sensibilizzare sui rischi lavorativi presenti nelle attività edili e sulle misure più idonee per prevenirli. Si è parlato di questo nell’incontro che si è svolto mercoledì 30 luglio presso l’istituto penitenziario di Capanne, indirizzato ai detenuti e alle detenute per un aggiornamento sulla connotazione attuale dei cantieri, che offre ampi spazi per poter accogliere in sicurezza tutti i lavoratori.

Tecnologia e innovazione per cantieri sicuri. Come è stato ribadito dagli organizzatori, gli enti bilaterali del settore edile e la direzione regionale Inail Umbria, le tecnologie evolute consentono oggi una riduzione complessiva dello sforzo fisico e del sovraccarico, richiedendo al contempo competenze di attenzione e precisione, di conoscenza delle tecnologie digitali e degli elementi di sicurezza avanzata nel lavoro. In questo modo, la mitigazione dei rischi rispetto al passato permette l’inserimento positivo della persona, senza distinzione di genere, anche in un ambiente storicamente associato prevalentemente alla componente maschile della popolazione lavorativa. La campagna biennale di promozione del lavoro sicuro nei cantieri, rivolta a tutta la popolazione, punta infatti alla rimozione dei pregiudizi e al superamento di una cultura orientata e intende rassicurare sulle nuove metodiche in grado di prevenire i rischi e di attenuarne le conseguenze.

Ligi: “Favorire interventi di inclusione concreta con esperienze di lavoro in edilizia”. Per il direttore regionale Inail, Alessandra Ligi, “il programma ‘Donne sicure in cantiere’ che ha visto nel corso dell’ultimo anno il coinvolgimento graduale di una vasta platea di soggetti - a partire dal modo della scuola, delle famiglie, della cittadinanza e dei lavoratori - ricomprende anche lo step odierno, all’interno del carcere di Perugia, con l’obiettivo finale di favorire interventi di inclusione concreta. La sensibilizzazione e l’attività formativa realizzate all’interno del carcere con un gruppo di detenuti – ha affermato Ligi - ha previsto anche il conseguimento per i partecipanti dell’attestato di 16 ore formative obbligatorie preassunzione, che potrà favorire esperienze lavorative nel settore edile già a partire dai prossimi mesi. Il programma punta, infatti, a sostenere il recupero della persona e il ritorno a una vita attiva che possa offrire opportunità concrete di reinserimento sociale e lavorativo”.

Un rafforzamento progressivo della cultura della sicurezza a tutti i livelli. Si è trattato di un primo esperimento, che ha pienamente soddisfatto le attese dei soggetti promotori. Alla direzione regionale dell’Istituto ha consentito, inoltre, di rafforzare la strategia di coinvolgimento progressivo delle persone sui temi della sicurezza e della prevenzione per valorizzare competenze e desideri di affermazione della dignità sociale e lavorativa di tutti.