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23 luglio 2025

A scuola di primo soccorso: oltre 10mila studenti e più di mille docenti coinvolti in Sardegna

Nell’anno scolastico 2024/25, studenti e docenti di 50 Istituti superiori hanno ricevuto la certificazione Blsd

A scuola di primo soccorso: oltre 10mila studenti e più di mille docenti coinvolti in Sardegna

instructor performing cpr on dummy during first aid training with group of people

CAGLIARI - Oltre 10mila studenti e 1.100 docenti di più 50 istituti di istruzione secondaria di secondo grado della Sardegna hanno partecipato, nell’anno scolastico 2024/25, al progetto “A scuola di primo soccorso”, finalizzato alla diffusione della cultura della prevenzione, della salute e della sicurezza nei luoghi di vita, studio e lavoro. L’iniziativa si inserisce all’interno di un protocollo d’intesa pluriennale ed è promossa dalla Direzione regionale Sardegna dell’Inail, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, l’Italian resuscitation council (Irc), e l’Azienda regionale per l’emergenza e urgenza della Sardegna (Areus).

A tutti i partecipanti l’attestato Blsd. Grazie alla realizzazione di 439 corsi, tenuti da operatori qualificati dell’Irc, studenti e insegnanti hanno potuto apprendere e mettere in pratica le principali manovre salvavita: il massaggio cardiaco, l’uso del defibrillatore semiautomatico esterno (Dae), la disostruzione delle vie aeree, la gestione delle emorragie e le corrette modalità di attivazione del numero di emergenza 112. Tutti i partecipanti hanno ottenuto l’attestato Blsd (Basic life support and defibrillation), che certifica la capacità di intervenire efficacemente in caso di arresto cardiaco.

Nicifero: “Le azioni di formazione preparano gli studenti al mondo del lavoro”. “Le iniziative destinate al mondo della scuola rientrano nella missione istituzionale con cui l’Inail promuove la cultura e i valori della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, di studio e di vita quotidiana”, ha dichiarato Alfredo Nicifero, direttore regionale Inail Sardegna. “Le azioni di formazione e sensibilizzazione rivolte agli studenti e realizzate dall’Istituto in collaborazione con gli Uffici scolastici regionali e provinciali, intendono fornire un contributo per preparare i giovani al mondo del lavoro, integrando all’insieme delle conoscenze e delle competenze professionali, una sensibilizzazione ad agire i diversi ruoli lavorativi in modo consapevole e responsabile per tutelare la salute e sicurezza propria e altrui. Con questo progetto – ha sottolineato – l’Inail ambisce a creare un circolo virtuoso che dalla cultura della prevenzione sviluppi una cultura della solidarietà: nell’ottica di un prossimo inserimento lavorativo, formare gli studenti di oggi significa creare futuri lavoratori consapevoli e giovani cittadini responsabili e partecipi alla vita civica della comunità”.

Feliziani: “La formazione di giovani e docenti è un interesse strategico”. “L’amplissima adesione delle scuole sarde al progetto, oltre ad essere un evidente riconoscimento verso la qualità della formazione proposta e l’efficienza dell’organizzazione coordinata dalla Direzione regionale Sardegna dell’Inail, ha dimostrato una radicata e convinta consapevolezza che lo sviluppo delle competenze, spendibili in ogni situazione di vita e nel futuro professionale, sia al centro della programmazione dei piani dell’offerta formativa”, ha aggiunto il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Francesco Feliziani. “Insegnare ai giovani e ai loro docenti le tecniche di primo soccorso rappresenta un interesse strategico e un modello di progettazione interistituzionale replicabile anche in altre realtà”.

Formazione permanente e cittadinanza attiva. L’iniziativa, realizzata attraverso lezioni frontali ed esercitazioni pratiche, ha previsto anche l’uso di strumenti innovativi come visori per la realtà virtuale per rendere più immersive le simulazioni, e sarà estesa negli anni scolastici successivi con l’obiettivo di formare docenti-istruttori, che potranno a loro volta svolgere la formazione all’interno degli istituti, favorendo l’autonomia didattica sul tema. Grazie al progetto, l’Areus ha potuto sensibilizzare gli studenti sull'importanza dei defibrillatori semiautomatici e, parallelamente, ha avviato il progetto “Ambasciatori della cardioprotezione”, che coinvolge gli studenti formati nella mappatura e registrazione dei Dae presenti sul territorio regionale attraverso il sito dedicato, presto accessibile anche tramite app.

Serusi: “L’intervento tempestivo con il Dae può salvare la vita”. “È fondamentale che tra i giovani si diffonda l’importanza del Dae e del suo utilizzo”, ha spiegato Angelo Maria Serusi, commissario straordinario Areus. “In caso di emergenza, in attesa del 118, l’intervento tempestivo con il Dae può limitare il danno al cervello e salvare la vita”. Gli istituti scolastici i cui studenti avranno contribuito a far registrare più defibrillatori, riceveranno i Dae in donazione.

Un modello di riferimento a livello nazionale. Il progetto ha ottenuto il terzo premio nella sezione “Reti e Sistemi Formativi” del prestigioso Premio Basile 2025, promosso annualmente a livello nazionale dall’Associazione italiana formatori (Aif), che si propone di valorizzare e diffondere le migliori esperienze formative realizzate dalle Pubbliche Amministrazioni per il miglioramento concreto dei servizi offerti ai cittadini.

Scapigliati: “Il progetto risponde a un profondo bisogno sociale, formativo e civico”. “La sopravvivenza all’arresto cardiaco cresce fino a triplicare dove la formazione sul primo soccorso è più diffusa tra la popolazione”, ha sottolineato Andrea Scapigliati, presidente dell’Irc. “Per questo motivo il progetto che coinvolge gli istituti scolastici sardi risponde a un profondo bisogno sociale, formativo e civico e interpreta al meglio il significato della legge italiana 116 del 2021, tra le più avanzate in Europa, che ha introdotto l’insegnamento obbligatorio del primo soccorso a scuola. L’auspicio – ha aggiunto – è che l’iniziativa nelle scuole della Sardegna, frutto della lungimiranza delle istituzioni del territorio, possa essere un modello anche per altre regioni italiane nella prospettiva di coinvolgere un numero sempre maggiore di studenti e docenti e di introdurre stabilmente la formazione sul primo soccorso nei programmi scolastici come prevede la legge italiana”.

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