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21 novembre 2024

Sicurezza sul lavoro, al via le riprese de “L’altro ispettore” con il patrocinio di Inail

Coprodotta da Rai Fiction e Anele, la serie tv racconta la cultura della tutela della salute dei lavoratori e della prevenzione degli infortuni attraverso le vicende private e professionali di un ispettore del lavoro

Sicurezza sul lavoro, al via le riprese de “L’altro ispettore” con il patrocinio di Inail

ROMA - Sono iniziate giovedì 21 novembre le riprese della serie tv “L’altro ispettore”, una coproduzione Rai Fiction - Anele, diretta da Paola Randi e scritta insieme a Salvatore De Mola e Andrea Valagussa, liberamente tratta dai romanzi di Pasquale Sgrò. Per il suo valore di servizio pubblico, la fiction ha ottenuto il patrocinio del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dell’Inail e la collaborazione del ministro per le Disabilità e dell’Ispettorato nazionale del lavoro.

Nella fiction la quotidianità di un ispettore del lavoro chiamato ad assicurare sicurezza e legalità. Interpretata da Alessio Vassallo con Cesare Bocci e Francesca Inaudi, la serie, in 6 puntate da 50’, vuole portare all’attenzione del pubblico la cultura della sicurezza e della legalità tramite le storie personali e professionali dell’ispettore del lavoro Domenico Dodaro (Alessio Vassallo). Ambientata a Lucca e dintorni, nella fiction l’ispettore è rientrato nella sua città natale dopo aver combattuto il caporalato al Sud segnalandosi come uno dei migliori ispettori del lavoro. Impegnato quotidianamente a garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro e a indagare su casi in cui è venuta meno, nei vari episodi liberamente ispirati a fatti accaduti realmente l’ispettore Dodaro cercherà di scoprire dinamiche e responsabilità con la collaborazione di lavoratori, imprenditori, sindacati e istituzioni. Accanto a lui l’amico Alessandro Lanciani (Cesare Bocci), sopravvissuto all’incidente in cui anni prima il padre di Domenico, Pietro Dodaro, amico e collega di Alessandro, aveva perso la vita. Ex operaio, Alessandro è ora un mental coach, costretto da quell’incidente a vivere in sedia a rotelle. Nel cast anche Francesca Inaudi nel ruolo di Raffaella Pacini, pubblico ministero ed ex compagna di liceo dell’ispettore.

La collaborazione dell’Inail nella realizzazione della serie. Nella concessione del patrocinio, l’Inail ha tenuto conto della valenza sociale dell’iniziativa attraverso la trattazione di tematiche proprie del suo impegno istituzionale per diffondere “attraverso un linguaggio basato sulla narrazione il tema della cultura della prevenzione e della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”. Nella produzione della serie, inoltre, l’Istituto ha fornito supporto tecnico all'elaborazione delle sceneggiature dei singoli episodi, per la costruzione di un prodotto che possa trattare in maniera corretta i contenuti anche in un’ottica di prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali e in generale della promozione della cultura della salute e sicurezza dei lavoratori.

Ammirati: “Dalla forza del racconto l’attenzione alla sicurezza sul lavoro”. Per Maria Pia Ammirati, direttore di Rai Fiction, “questa serie tv è perfettamente in linea con lo spirito di servizio pubblico, è una fiction che vuole raccontare i problemi e le contraddizioni della contemporaneità. È un esempio di come si possa usare la forza del racconto seriale per approfondire una questione drammaticamente aperta come la sicurezza nel mondo del lavoro. Un nuovo progetto che vuole essere anche un contributo di consapevolezza e responsabilità nel nome di diritti inalienabili”

Giorgianni: “Cultura della prevenzione come valore collettivo”. “La serie mette al centro il tema del lavoro e lo fa raccontando una figura nuova per il pubblico televisivo e ancora troppo poco conosciuta, l’ispettore del lavoro, che deve aiutare a garantire la sicurezza sul lavoro nel rispetto degli imprenditori, dei lavoratori e di tutte le parti in causa”, afferma Gloria Giorgianni, produttrice di Anele. “Attraverso storie ispirate alla realtà rispetto alle quali abbiamo lavorato condividendo  le fasi di sviluppo con i professionisti che se ne occupano tutti i giorni, la serie vuole portare un tema tragicamente attuale e molto presente nelle cronache dentro una narrazione popolare al fine di sensibilizzare una riflessione collettiva sul lavoro e sulla cultura della sicurezza come valore di tutti, senza barriere e pregiudizi, senza parti e controparti, ma con grande solidarietà e senso di comunità”.

Randi: “Temi importanti per rendere il lavoro un posto sicuro”. “Questo progetto – dichiara la regista Paola Randi - mi entusiasma moltissimo e ne sento profondamente la responsabilità. Mi dà l'opportunità di affrontare temi importanti come il lavoro e la disabilità, e di farlo raccontando un personaggio unico: un ispettore ‘senza pistola’. Il nostro protagonista possiede come armi la gentilezza, la competenza, l’intelligenza e l’empatia. Questo lo rende un personaggio umano e tridimensionale in cui è facile riconoscersi e innamorarsi. Perché le storie a cui si dedica sono storie di gente che lavora, di famiglie, di persone, e il suo compito è quello di combattere per rendere il lavoro un posto sicuro”.