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13 giugno 2024

L’Inail al V Congresso europeo degli attuari “Managing uncertainty in a changing world - Assessing risks sustainably for the well-being of society”

All’iniziativa che si è svolta a Roma il 6 e il 7 giugno ha partecipato la Consulenza statistico attuariale (Csa) dell’Istituto con due contributi

L’Inail al V Congresso europeo degli attuari “Managing uncertainty in a changing world - Assessing risks sustainably for the well-being of society”

Immagine del congresso

ROMA – La capitale ha ospitato il 6 e il 7 giugno scorsi il V Congresso europeo degli attuari “Managing uncertainty in a changing world - Assessing risks sustainably for the well-being of society”. La Consulenza statistico attuariale (Csa) dell’Inail ha partecipato all’evento con due interventi, inseriti nella sezione “Pensions & Social Security”.
 
Un focus sugli infortuni in itinere. A cura di Daniela Martini e Laura Baradel, il primo intervento “Commuting accidents in Italian workers’ compensation system: statistical and actuarial analysis” ha approfondito il tema degli infortuni in itinere, che ogni anno in Italia assumono un peso non trascurabile. Nel 2022, infatti, il 13% degli infortuni sul lavoro denunciati sono avvenuti nel tragitto casa-lavoro-casa. Nel caso di infortuni mortali, la percentuale si è attestata al 27%. I postumi degli infortuni in itinere sono mediamente più gravi e, nei casi in cui l’infortunio è indennizzato in rendita, il grado medio di inabilità permanente è più elevato. Per questo motivo la Csa ha costruito tavole di mortalità specifiche per i lavoratori titolari di rendita di inabilità che hanno subito un infortunio in itinere. La sopravvivenza dei titolari di rendita con inabilità medio-bassa (16%-60%) è in linea con quella degli infortunati da danno biologico di pari grado di inabilità, tuttavia, per disabilità più gravi, l'aspettativa di vita di un reddituario che ha subito un infortunio in itinere è sempre inferiore a quella di un generico infortunato di pari disabilità.  
 
L'impatto della pandemia da Covid-19 sull’adeguatezza delle prestazioni erogate. Il secondo contributo, “Consequences on measuring adequacy and sustainability in Social Security after pandemic” a cura di Raffaello Marcelloni e Daniela Martini, ha riguardato, invece, gli effetti della pandemia da Covid-19 nei mercati del lavoro, tipicamente soggetti all’invecchiamento della popolazione. In tale scenario, è sempre più difficile garantire che i sistemi di sicurezza sociale continuino a raggiungere i propri obiettivi di adeguatezza dei benefici e rispettare i vincoli di sostenibilità. In questo lavoro, l’indicatore “Pension Wealth” (PW), generalmente utilizzato per misurare l’adeguatezza delle pensioni di vecchiaia fornite dai sistemi di previdenza sociale, viene ridisegnato per valutare l’efficienza del sistema italiano di protezione dei lavoratori e rinominato come “Disabled Pension Wealth” (DPW). Il DPW, riferito ai lavoratori inabili suddivisi per infortuni, malattie professionali e per livello di invalidità, ha permesso anche di valutare l’impatto della recente pandemia sull’adeguatezza delle prestazioni erogate dall’Inail.