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09 settembre 2022
Mustafa: Teti "il papà sarà la forza per il bimbo"
(AGI) - Bologna
Mustafa: Teti "il papà sarà la forza per il bimbo"
Sarà papà Munzir, senza una gamba a causa della guerra, la forza per il piccolo Mustafa per affrontare la sua nuova vita: ieri, appena arrivato a Budrio, dove ha trovato con la sua famiglia una nuova casa, il bimbo siriano di sei anni nato senza arti a causa del gas nervino, é stato visto sfrecciare felice in paese sul suo skateboard. Ma, nonostante le cura e l'affetto, lo aspetta un periodo difficile, dove il ruolo del genitore sarà fondamentale.
"La vera sfida che ci vedrà impegnati - spiega all'AGI Gregorio Teti, direttore dell'area tecnica del Centro protesi di Vigorso di Budrio - é quella di far comprendere, per il bene di Mustafa, l'importanza del rapporto della mamma e del papà nella loro diversità e relazionalità. É solo all'interno di questo più generale equilibrio che si può definire il ruolo stesso della figura paterna e dunque la forza che Mustafa vedrà nel papà quale soggetto da emulare".
Il Centro Protesi Inail - spiega all'AGI Gregorio Teti - é pronto a predisporre e attuare i progetti protesici riabilitativi che saranno definiti dall'équipe multidisciplinare nel corso di una approfondita visita tecnico-sanitaria che svolgeremo presso il Centro Protesi nei prossimi giorni. Saranno attivati percorsi differenti per il papà, Munzir, e per il piccolo Mustafa, in considerazione della differente situazione che li interessa". "L'intervento su Munzir - spiega ancora il ricercatore, 50 anni, origini calabresi - ha una minore complessità rispetto a quello di Mustafa e si prefigge la ricostituzione degli schemi corporei che sono stati violati dall'evento traumatico che lo ha interessato. Successivamente alla ricostituzione fisica e psicologica del papà, saremo in grado di intervenire sul piccolo Mustafa".
L'intervento su Mustafa sarà complesso e si protrarrà per un lungo periodo durante il quale si cercheranno le strategie più opportune per far in modo che il piccolo, affetto da una plurimalformazione congenita, possa accettare i dispositivi protesici.
"Abbiamo ipotizzato vari step nella realizzazione dei dispositivi protesici - racconta Teti - per consentire un graduale e progressivo adattamento alle nuove condizioni: si potrà prevedere anche il supporto di ausili per la mobilità orizzontale, come la carrozzina a comando elettronico, oltre che piccoli ausili per facilitare l'autonomia delle attività di vita quotidiana". Anche il gioco avrà un ruolo importante, per il desiderio del bimbo di voler raggiungere gli oggetti.
"Il target finale della presa in carico sarà quello di accrescere l'autonomia del piccolo nelle attività di tutti i giorni rispettando il rapporto che Mustafa ha creato nel tempo con il mondo che lo circonda.
Occorre che la figura del padre sia di supporto al grande percorso che Mustafa sarà impegnato ad affrontare per modificare la propria strategia di interrelazione con il mondo che sin oggi ha vissuto e con il quale, a proprio modo, ha imparato a convivere.
Occorre che il papà - riacquisita la propria indipendenza con il progetto protesico-riabilitativo a lui dedicato - sia da stimolo e possa trovare quella corretta empatia con Mustafa per sostenerlo nell'impegno, nelle fatiche, nel cammino verso una maggiore autonomia. L'elasticità e la pazienza, dunque- conclude Teti - dovranno diventare elementi fondamentali nel ruolo del padre che dovrà imparare a costruire nella quotidianità 'pensando al figlio quale altro soggetto dotato di libertà e unicità.
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Pubblicazione
9/09/2022, 09:00
Ultimo aggiornamento
9/09/2022, 09:00
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