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10 settembre 2018

Master di Malaga, Roberto La Barbera conquista l'oro nel salto in lungo

Roberto La Barbera, atleta seguito dal Centro Protesi Inail di Budrio, è campione del mondo master nel salto in lungo. Con 6 metri e 54 centimetri ha conquistato la medaglia d’oro ai mondiali di Malaga. È il primo atleta disabile a vincere un titolo iridato in una competizione per normodotati

Master di Malaga, Roberto La Barbera conquista l'oro nel salto in lungo

Roberto La Barbera

Continua a volare Roberto La Barbera, campione tricolore, e sulla pista del Pavillon Deportivo Nuevo Carranque di Malaga fa la storia. Grazie ai 6 metri e 54 nel salto in lungo conquista l’oro davanti al brasiliano Pessanha (6.33) e al francese Dufag (6.23). Con la migliore prestazione dell’anno, inferiore di soli 15cm al suo record personale, arrivano oro e primato: è infatti il primo atleta disabile a vincere un titolo iridato in una competizione per normodotati. Al termine della gara, balletto in pista col tricolore e abbraccio alla moglie Margherita: il suo “portafortuna”, come ama definirla.
 
Dalla pista di ballo a quella d'atletica. È forse la medaglia più bella per il campione di Alessandria, diventato atleta paralimpico dopo aver subito nel 1985 l’amputazione della gamba destra in seguito a un incidente con la moto. Prima di quel drammatico giorno Roberto era un ballerino professionista, si appassionerà all’atletica guardando con ammirazione in tv le prestazioni di Tony Volpentest, nato senza gambe e braccia, alle Paralimpiadi di Atlanta del 1996.
 
Un palmares eccezionale. Per realizzare il suo sogno si affiderà alle cure del Centro Inail di Vigorso di Budrio, che gli fornirà una protesi per allenarsi. Da quel momento Roberto inizierà la sua nuova vita da atleta, coronata dall’argento nel salto in lungo alle Paralimpiadi di Atene 2004. Alla fine nel palmares finiranno una medaglia olimpica, sei mondiali, diciotto titoli europei e sessanta italiani. Ora, all’età di 51anni, arriva anche l’oro nel master M50. "Il Barbaro", come viene affettuosamente soprannominato Roberto, continua a stupire e mette nel mirino Tokyo 2020: sarebbe la sua quinta paralimpiade.