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02 maggio 2018
Protocollo d'intesa per potenziare la sicurezza sul lavoro in ambiti particolarmente a rischio
L’accordo è stato siglato tra Inail Dr Lombardia, Prefettura e Comune di Milano, Regione Lombardia e altri
Protocollo d'intesa per potenziare la sicurezza sul lavoro in ambiti particolarmente a rischio
Con il Protocollo d’intesa siglato presso la Prefettura di Milano il 20 aprile scorso le parti si impegnano a sviluppare più proficue collaborazioni con le imprese, le parti sociali, il mondo dell’Università e della ricerca, le Istituzioni, al fine di valorizzare, attraverso il contributo specifico degli attori coinvolti, le buone pratiche sotto il profilo della conoscenza e della formazione, e per promuovere nei confronti di lavoratori, Preposti, RSPP, ASPP, medici competenti, dirigenti e datori di lavoro, specifici percorsi formativi aggiuntivi rispetto a quelli obbligatori previsti dal Testo Unico sulla Sicurezza.
Il direttore regionale Inail Lombardia, Antonio Traficante, ha così commentato l'intesa raggiunta: “L’intento di questo accordo è di delineare un modello efficace di contrasto al fenomeno degli infortuni, soprattutto nelle imprese che eseguono i lavori ritenuti a maggiore esposizione di rischio, nella consapevolezza che una sempre più diffusa formazione e un crescente impiego di risorse tecnologiche di supporto alle imprese possano costituire strumenti per attuare adeguati livelli di salute e sicurezza dei lavoratori". "Noi - ha continuato Traficante - metteremo a disposizione l’esperienza che abbiamo maturato nel corso di questi anni con i tanti progetti che abbiamo promosso sui territori, per diffondere la cultura della sicurezza della prevenzione". "Un esempio - ha siegato - è il progetto Expo 2015, realizzato in collaborazione con il CPT di Milano, Lodi, Monza e Brianza che, attraverso un’assidua presenza di personale tecnico qualificato nei cantieri, ha consentito di svolgere un ruolo di assistenza tecnica, monitoraggio dei comportamenti e formazione on the job sulle criticità riscontrate. "I risultati conseguiti - ha concluso - sono stati ampiamente apprezzati da tutti e il modello può, a mio avviso, essere considerato una buona pratica da applicare nella costruzione delle grandi opere. Nonostante la complessità dei cantieri di Expo, infatti, in quel contesto, i rischi sono stati praticamente azzerati e non c’è stato nessun infortunio mortale”.
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Pubblicazione
2/05/2018, 10:44
Ultimo aggiornamento
2/05/2018, 10:44
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