Ti trovi in:
27 settembre 2017
Inaugurato il primo Centro italiano per lo sport paralimpico. “È un sogno che si realizza”
Lunedì a Roma, con l’intervento del Capo dello Stato Sergio Mattarella, il taglio del nastro della nuova struttura, realizzata su un’area di sette ettari in via delle Tre Fontane. Il presidente del Cip Pancalli: “È il primo impianto di questo tipo in Italia e uno dei pochi in Europa. Un luogo pensato per i ragazzi disabili ma che sarà inclusivo, non esclusivo”
Inaugurato il primo Centro italiano per lo sport paralimpico. “È un sogno che si realizza”
ROMA - Atletica, tennis, torball, goalball, calcio e calcio a cinque, nuoto, scherma, tennis tavolo, danza moderna. Questi alcuni degli sport che sarà possibile praticare nel primo Centro italiano per lo sport paralimpico, realizzato a Roma, in via delle Tre Fontane, su un’area di sette ettari attrezzata per favorire l’attività sportiva, amatoriale e agonistica, delle persone disabili e non. La nuova struttura è stata inaugurata ufficialmente lunedì scorso, nel corso di una cerimonia che ha visto gli interventi del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, del presidente del Coni, Giovanni Malagò, della sindaca di Roma, Virginia Raggi, e del ministro per lo Sport, Luca Lotti, alla presenza di tanti campioni paralimpici e di numerosi rappresentanti istituzionali, tra i quali anche i vertici dell’Inail, storico partner del Comitato italiano paralimpico (Cip) per la promozione dello sport come strumento di riabilitazione e reinserimento sociale delle persone con disabilità.
Pancalli: “Molti ostacoli da superare, ma alla fine ce l’abbiamo fatta”. Nell’intervento di apertura – preceduto dall’emozionante esecuzione dell’inno di Mameli con la lingua dei segni da parte delle atlete della nazionale di pallavolo, fresche vincitrici della medaglia d’argento alle Olimpiadi dei sordi di Samsun, in Turchia – il presidente del Cip, Luca Pancalli, ha esordito ringraziando Mattarella: “La sua presenza è un’ulteriore testimonianza di affetto nei confronti della famiglia paralimpica e ci permette di attribuire a questa impresa, perché tale è stata, il valore che merita”. Per Pancalli, infatti, l’inaugurazione della cittadella dello sport all’Eur “è un sogno che si realizza”, ma che ha richiesto molto più tempo del previsto: “La struttura avrebbe dovuto essere inaugurata nel 2009 – ha spiegato – ma ci sono stati problemi su problemi, ostacoli e rinvii, sono passati quattro sindaci e due commissari. Noi, però, non ci siamo fermati di fronte a nulla e alla fine ce l’abbiamo fatta”.
Un progetto nel segno della completa accessibilità. Il modello progettuale del Centro è unico nel suo genere per la sua completa accessibilità, sia a livello di attività sportive sia come percorsi interni all’impianto, anche per quanto riguarda le strutture non sportive dell’area ristoro, degli uffici e degli spogliatoi. La struttura è destinata a ospitare manifestazioni, eventi sportivi, stage e tirocini per tutti gli studenti delle scuole e degli istituti universitari convenzionati con il Comitato paralimpico centrale e con le sue articolazioni regionali, con le Federazioni sportive nazionali e con quelle paralimpiche, con l’obiettivo di ricercare una più completa integrazione fra persone disabili e persone normodotate.
Per il secondo lotto uno stanziamento del Cipe di 6,5 milioni. Finora sono stati realizzati il fabbricato con gli uffici e gli spogliatoi, l’area ristoro, la piscina, la pista di atletica, il campo di calcio a 11, i campi da tennis e quelli per il calcio a 5 e sono stati completati anche i parcheggi e l’area esterna a verde. L’intero progetto prevede, inoltre, la realizzazione di un palazzetto polifunzionale e di una foresteria con 96 posti letto. Il completamento di questo secondo lotto sarà possibile anche grazie a uno stanziamento di sei milioni e mezzo di euro da parte del Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica.
Mattarella: “Sarà un punto d’eccellenza del nostro Paese”. “È il primo impianto di questo tipo in Italia e uno dei pochi in Europa. Un luogo di sport, di cultura, di educazione pensato per i ragazzi disabili ma che sarà inclusivo, non esclusivo”, ha aggiunto Pancalli, che per la chiusura del suo intervento ha voluto accanto a sé sul palco Sara, una giocatrice di minibasket in carrozzina di nove anni: “Il nostro compito non è solo quello di coltivare risultati agonistici, ma anche di regalare un sorriso a tanti bambini e bambine come lei”. La piccola Sara è stata citata anche dal presidente della Repubblica: “Questa struttura all’avanguardia – ha spiegato infatti Mattarella – diventerà la casa di tanti bambini come lei, per far comprendere loro che ci si può realizzare nello sport. Sarà una casa per gli atleti, un punto d’eccellenza del nostro Paese”.
“Le Paralimpiadi evento di straordinario valore pedagogico”. “Il movimento paralimpico italiano è diventato adulto – ha aggiunto il Capo dello Stato – Ci sono elementi che lo testimoniano, come aver fatto diventare il Cip un ente pubblico e la nascita di una struttura come questa. Lei ha parlato di un sogno – ha proseguito Mattarella rivolgendosi direttamente a Pancalli – ma quel sogno non era solo suo, bensì quello di tanti, di un intero Paese, anche se avvertito e interpretato da alcune avanguardie più capaci di visione. Questa condizione si è raggiunta, le Paralimpiadi di Rio de Janeiro sono state un evento di straordinaria importanza perché hanno avuto un valore pedagogico per l’Italia, facendo comprendere a schiere di giovani con disabilità che si può realizzare un sogno. Questo è un grande risultato”.
L’auspicio di Malagò: “Un solo presidente per Coni e Cip”. “Io c’ero quel giorno del 2006, quando questo progetto è stato avviato – ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò – Ricordo la volontà di Luca Pancalli di avere un luogo per dare risposte alle istanze degli atleti, un luogo in cui identificare storia, cultura e valori del Cip”. Se il sogno di Pancalli dopo 11 anni si è avverato, quello di Malagò è che “un giorno Coni e Cip possano essere rappresentati da un unico presidente, una sola faccia della stessa medaglia. Sono sempre stato convinto che questa fosse la strada da perseguire”.
Lotti: “Non è un traguardo ma un inizio”. Per il ministro per lo Sport, Luca Lotti, la nuova cittadella di via delle Tre Fontane rappresenta “un modello unico nel suo genere” e deve essere considerata alla stregua di “una grande infrastruttura di interesse strategico per il Paese”. Il ministro ha proseguito citando le parole pronunciate dal portabandiera azzurro alle Paralimpiadi di Londra 2012, Oscar De Pellegrin, dopo aver conquistato la medaglia d’oro nel tiro con l’arco: “Nella nostra società quello che non si conosce si esclude, noi del movimento paralimpico dobbiamo essere i principali attori per farlo conoscere, dando speranza a chi ne ha bisogno”. Per questo, ha detto Lotti, “il nastro che tagliamo oggi non è quello del traguardo, ma un inizio”, che può contare anche sul finanziamento stanziato dal Cipe per completare tutte le opere previste.
“Strutture come questa devono essere il futuro”. Dopo aver sottolineato che “la trasformazione del Cip in ente pubblico non è stato solo un atto formale, ma il riconoscimento del ruolo dello sport paralimpico per la crescita della società”, il ministro per lo Sport ha rievocato l’esperienza dei primi Giochi per atleti con disabilità, ospitati proprio da Roma nel 1960 dopo la conclusione delle Olimpiadi. Un’esperienza nata presso il Centro paraplegici di Ostia dell’Inail, grazie all’intuizione del suo direttore, Antonio Maglio, pioniere della sport terapia nel nostro Paese. “Gli atleti di quelle prime Paralimpiadi furono ospitati in un Villaggio che era stato costruito per gli atleti olimpici ed era completamente inaccessibile agli atleti disabili, che per accedere ai loro alloggi dovevano essere portati in braccio dai militari – ha detto Lotti – Oggi, ricordandolo, possiamo permetterci perfino di sorridere, ma lo facciamo sapendo che il futuro deve essere quello di strutture come il Tre Fontane, pienamente accessibili da parte di tutti”.
Raggi: “Un risultato frutto della collaborazione tra le istituzioni”. Nel suo intervento, la sindaca Virginia Raggi ha sottolineato che con il nuovo Centro “la nostra città si dota di un complesso sportivo eccezionale, innovativo e futuristico: è la prova che Roma e l’Italia sanno primeggiare e che con il lavoro di squadra, come insegna lo sport, si possono raggiungere risultati importanti”. Il lavoro di squadra, ha spiegato infatti Raggi, si è rivelato fondamentale anche per sbloccare questo progetto e superare una volta per tutte gli ostacoli che ne hanno rallentato la realizzazione: “La soluzione agli ultimi impedimenti burocratici è stata un modello di collaborazione interistituzionale”.
Condivisione social
Pubblicazione
27/09/2017, 12:41
Ultimo aggiornamento
27/09/2017, 12:41
Condividi