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02 dicembre 2016

“La trasparenza strumento utile per l’Inail sia all’interno sia verso l’esterno”

L’intervento del commissario straordinario dell’Istituto, Massimo De Felice, alla Giornata promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che punta a favorire lo sviluppo di una cultura amministrativa orientata all’accessibilità totale, all’integrità e alla legalità: “Abbiamo innovato la struttura organizzativa e il modo di fare gestione, ma il lavoro continua”

“La trasparenza strumento utile per l’Inail sia all’interno sia verso l’esterno”

Trasparenza Inail

ROMA - Il commissario straordinario dell’Inail, Massimo De Felice, è intervenuto mercoledì mattina a Roma alla Giornata della Trasparenza, evento dedicato alla trasparenza e all’anticorruzione nell’ambito del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, organizzato presso la sede della Presidenza del Consiglio di Via Santa Maria in Via con l’obiettivo favorire lo sviluppo di una cultura amministrativa orientata all’accessibilità totale, all’integrità e alla legalità. “L’Inail ha inteso la trasparenza in senso vasto e profondo – ha detto De Felice aprendo il suo intervento – Verso l’esterno, per documentare che cosa fa e come opera, e all’interno, per avere controllo attento e efficienza dei processi”. In questo senso “realizzare la trasparenza ha richiesto di coinvolgere e innovare la struttura organizzativa e il modo di fare gestione. Molto è stato fatto, ma è un lavoro che continua”.
 
“Sono stati definiti e formalizzati nuovi processi”. “Per fare ‘trasparenza’ – ha aggiunto il commissario straordinario – non basta mettere a disposizione dati e informazioni. Si tratta di certificarne la qualità, ottemperando ai criteri della data quality, di documentare e controllare i processi gestionali, di garantire la robustezza informatica dei controlli e degli accessi alle informazioni. L’Inail ha risposto innanzitutto agli obblighi normativi. La sezione ‘amministrazione trasparente’ sul sito istituzionale ne è il risultato”. Ma è stato realizzato anche “il progetto degli open data”, sono stati organizzati “un ufficio di audit in staff alla presidenza e l’ispettorato e sicurezza in linea nella tecnostruttura”, sono stati definiti e formalizzati “nuovi processi, lavorando sul confine tra organizzazione, informatica,  pianificazione e ricerca”.
 
“Con gli open data creato un insieme di dati di facile consultazione”. Entrando nei dettagli di questa impostazione, De Felice ha precisato che attraverso il progetto open data l’Inail ha costruito “un insieme di dati ‘agili’ sui casi di infortunio e malattie professionali”, una grande quantità di informazioni pari a circa 700mila record per ciascun anno. “Sono ‘agili’ – ha aggiunto – perché di facile consultazione. Sono corredati dal vocabolario e dal thesaurus, per evitare ambiguità nell’interpretazione delle grandezze, e da un ‘modello di lettura’ con tabelle di sintesi per dare una guida sui lineamenti dei fenomeni. Sono dati aperti, accessibili conformemente ai migliori standard e predisposti per la pubblica e libera elaborazione. In collaborazione con l’università stiamo lavorando per fornire un sistema di navigazione anche per utenti curiosi ma non esperti”.
 
“La costituzione dell’ufficio di audit segno importante”. Anche la costituzione dell’ufficio audit in staff alla presidenza, come previsto dalla Direttiva europea sulla solvibilità delle imprese di assicurazione, “ha dato un segno molto importante”. Risponde, infatti, “all’esigenza di garantire trasparenza interna e controllo dei processi, e sicurezze procedurali. Deve documentare i processi di gestione, ne controlla la qualità, suggerisce revisioni e miglioramenti, ne verifica la realizzazione”. Con la tutela dei processi “ha valorizzato la trasparenza come mezzo per la tutela delle responsabilità”. 
 
“Fare ricerca per fare meglio le cose”. La tutela della trasparenza ha dato inoltre “motivazioni alla ricerca di forme nuove di organizzazione”, ha spiegato De Felice, sottolineando che “l’informatica dell’Inail non è più soltanto cura della tecnologia, è diventata ‘organizzazione digitale’. La logica di progettazione dei ‘flussi di lavoro formalizzati’ – i work-flow, ambito nel quale stiamo lavorando – garantisce trasparenza, può portare conquiste di efficienza nelle istituzioni e può avere ricadute positive sui processi di scelta, per rendere anch’essi più trasparenti”. A questo proposito, il commissario straordinario ha ricordato la pubblicazione del quaderno di ricerca sulla “Valutazione della qualità delle forniture IT attraverso modelli di vendor rating”. “Sviluppi sul tema – ha aggiunto – sono allo studio e potranno dare corpo a un nuovo quaderno. È la tecnica del fare ricerca per fare meglio le cose”.