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26 aprile 2016
Online sul portale Inail il primo rapporto del Registro nazionale dei tumori naso-sinusali
La pubblicazione raccoglie i risultati dell’attività di sorveglianza e le evidenze epidemiologiche su una patologia che riguarda specifiche categorie di lavoratori esposti, in particolare nel settore della lavorazione del legno e del cuoio. Alla realizzazione del volume hanno partecipato ricercatori, esperti della consulenza statistica attuariale e medici della sovrintendenza sanitaria centrale dell’Istituto in collaborazione con i Centri operativi regionali - Cor attivi in materia sul territorio
Online sul portale Inail il primo rapporto del Registro nazionale dei tumori naso-sinusali
ROMA - Il primo rapporto del Registro Nazionale dei Tumori Naso-Sinusali (ReNaTuNS), online tra le pubblicazioni sul portale Inail, raccoglie le evidenze epidemiologiche e i risultati dell’attività di sorveglianza su una patologia che riguarda specifiche categorie di lavoratori esposti ad agenti causali quali le polveri di legno, le polveri di cuoio, i composti del nichel, la formaldeide, il cromo esavalente ed altri agenti di minore frequenza. Il volume è il frutto della collaborazione tra ricercatori, esperti della consulenza statistica attuariale e medici della sovrintendenza sanitaria centrale Inail con i Centri operativi regionali – Cor attivi in materia sul territorio.
Il maggior peso della componente occupazionale dopo il mesotelioma. I tumori naso-sinusali, pur rappresentando meno dell’1% di tutti i tumori, sono quelli in cui è maggiore il peso della componente occupazionale dopo il mesotelioma maligno, associato all’esposizione all’amianto. “Si tratta di una neoplasia rara con un rischio di insorgenza nella popolazione generale molto basso, i registri tumori di popolazione della rete dell’Airtum misurano un tasso di 0,8 casi per 100 mila residenti negli uomini e 0,3 nelle donne in Italia - spiega Alessandro Marinaccio, responsabile del Registro e del coordinamento scientifico della pubblicazione - ma la grande attenzione di sanità pubblica, prevenzione e ricerca occupazionale su questa malattia deriva dalla circostanza di un rischio elevato nelle popolazioni degli esposti agli agenti causali presenti nei luoghi di lavoro”.
Iavicoli: “Ruolo strategico della prevenzione e della ricerca”. Inoltre, tutti gli agenti cancerogeni che causano questa patologia, contrariamente all’amianto - al bando dal ’92 in Italia - sono ancora in uso nel nostro sistema produttivo, quindi il tema della prevenzione è ancora aperto ed è questa la direzione in cui è necessario guardare. Il ruolo strategico che assume il tema della prevenzione in questa ambito è sottolineato, nell’introduzione al volume, da Sergio Iavicoli, direttore del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro ed ambientale Inail (Dimeila): “Esiste un ampio margine di lavoro per l’informazione e la formazione dei lavoratori che consente di ridurre il rischio di esposizione e di svolgere quel ruolo di ricerca e prevenzione dei rischi che sono fra i compiti istituzionali dell’Istituto”.
Marinaccio: “Ricostruire le cause della malattia per rimuovere il rischio”. Il rischio di ammalarsi dipende dall’intensità e dalla durata dell’esposizione: i dati della sorveglianza epidemiologica potranno contribuire a chiarire meglio i meccanismi di questo processo, chiamato “dose-risposta”. Il periodo di latenza per i tumori naso-sinusali è molto lungo - tra i 15 e i 20 anni dall’inizio dell’esposizione -, questo fa sì che la malattia spesso si manifesti una volta usciti dal mondo del lavoro, elemento che unito alla mancanza di una sintomatologia specifica può far perdere tempo prezioso per la diagnosi. “L’utilità della sorveglianza epidemiologica sta nel verificare le circostanze di esposizione dei soggetti intervistati per ricostruire le cause della malattia con l’obiettivo di rimuovere il rischio - osserva Marinaccio. Altro effetto positivo dell’attività del Registro, è quello di incrementare la consapevolezza dei rischi sia nei datori di lavoro che nei lavoratori e in tutti gli operatori della prevenzione”.
L’obiettivo: estendere l’esperienza del Registro a tutto il territorio nazionale. L’archivio del ReNaTuNS comprende, a dicembre del 2012, informazioni relative a 1.352 casi di tumore naso-sinusale, in ragione di un sistema di ricerca attiva e di analisi standardizzata delle storie professionali, residenziali e familiari dei soggetti ammalati. Il Registro è istituito presso l’Inail in attuazione dell’articolo 244 del decreto legislativo 81/2008 e ricalca l’esperienza e la struttura del ReNaM, il Registro nazionale dei mesoteliomi. “Tuttavia rimangono aperte numerose questioni critiche - spiega Alessandro Marinaccio. Una rilevante parte di territorio nazionale ancora non dispone del registro (ad oggi le regioni che partecipano attraverso i Cor sono solo 7 ndr), la difformità interregionale nelle procedure di classificazione e codifica è una questione non del tutto risolta dalle linee guida nazionali, la capacità di analisi epidemiologica dei dati aggregati e la dimensione degli approfondimenti di ricerca a partire dai dati nazionali sono ancora inferiori a quanto possibile. L’auspicio è che le regioni che non afferiscono al circuito siano indotte a parteciparvi e che la sorveglianza epidemiologica si estenda al maggior numero di regioni possibile, tutto questo anche tramite l’emanazione dei decreti attuativi”.
(fda)
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Pubblicazione
26/04/2016, 12:06
Ultimo aggiornamento
26/04/2016, 12:06
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