Passa al contenuto principale

Navigazione - Ti trovi in:

19 ottobre 2015

Disabilità e riabilitazione, la storia di Gianni Solare: “Per me viaggiare in moto è sognare”

Vittima nel 2013 di un grave incidente stradale, il centauro di origini pugliesi, ma residente in Piemonte, è riuscito a tornare in sella grazie a un percorso terapeutico presso il Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio. Dopo la conquista di Capo Nord, tra i suoi prossimi obiettivi un coast to coast negli Stati Uniti e il brevetto da sub

Disabilità e riabilitazione, la storia di Gianni Solare: “Per me viaggiare in moto è sognare”

Gianni Solare in una tappa del suo viaggio in moto verso Capo Nord

ROMA - “Per me viaggiare in moto è sognare”. Il sogno di Gianni Solare, 58enne di origini pugliesi ma residente in Piemonte, a Mirabello Monferrato (Alessandria), oggi continua a realizzarsi nonostante il grave incidente stradale a causa del quale, due anni fa, ha subito l’amputazione di una gamba. Dopo l’operazione, la protesi e il percorso riabilitativo seguito presso il Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio, infatti, il centauro ha ricominciato a camminare e a viaggiare sulla sua moto.

 

“Alzare l’asticella dei traguardi per migliorare sempre”. “Era il primo settembre del 2013 – racconta – L’incidente è avvenuto mentre ero diretto in moto alla Cascata del Toce, in Piemonte. È scontato dire che da quel giorno la mia vita è profondamente cambiata, ma io preferisco guardare le cose da un’altra prospettiva: a due mesi dall’incidente ero stato operato, avevo una protesi alla gamba e dopo 22 giorni di riabilitazione al Centro Protesi Inail ero già in piedi, proprio come avevo promesso a mia nipote per il giorno della sua laurea”. Quello è stato il suo primo traguardo, poi ce ne sono stati molti altri. “Quello che è successo – continua – mi ha spinto ad alzare ogni giorno l’asticella dei traguardi e mi stimola a cercare di migliorare sempre”.

 

Un anno fa 12mila chilometri fino al tetto dell’Europa. Tra gli obiettivi raggiunti, per Solare ha un significato particolare il viaggio compiuto un anno fa con un gruppo di rider a Capo Nord, meta molto amata dai motociclisti. Dodicimila chilometri sulle due ruote, adattate per il viaggio alle sue necessità, partendo da Mirabello Monferrato e attraversando Austria, Germania, Danimarca, Svezia, Finlandia e Norvegia fino a raggiungere il tetto dell’Europa, alla ricerca di paesaggi e luoghi sconosciuti, di persone con cui entrare in contatto e di un’esperienza di vita da condividere. “Questo viaggio – spiega – oltre a essere una conquista individuale, è stato un modo per raccontare a tutti quelli che vivono le difficoltà causate da una disabilità che la vita è meravigliosa, nonostante tutto. Ed è stato anche il mio modo di ringraziare il Centro Inail di Vigorso, dove sono stato assistito nel modo migliore, sia umanamente che professionalmente, da medici, fisioterapisti, infermieri e tecnici”.

 

“I momenti di sconforto ci sono, ma vanno superati”. “Quando sono uscito dal centro di riabilitazione e sono andato per la prima volta a camminare al parco con la fisioterapista – racconta il centauro – ho realizzato che, da quel momento in poi, quello che avevo sotto i piedi era quello che avrei trovato ogni giorno nella vita. In palestra dovevo faticare per recuperare e imparare a camminare con la protesi, ma era un ambiente protetto. Fuori è tutto più difficile, però si tratta solo d’imparare”. E affrontare le difficoltà quotidiane, riorganizzandosi. “Inciampare con la protesi su un gradino, per esempio, può essere davvero pericoloso perché i riflessi sono più lenti e non ho sensibilità in quel piede. Con il tempo mi sono abituato e ho imparato a prevenire e gestire questo tipo di situazioni, consapevole del fatto che le difficoltà e i momenti di sconforto ci sono, ma io devo superarli. Sempre”.

 

Lo sport e i nuovi progetti. La passione per la moto e per lo sport sono le “armi” con cui Gianni Solare trova l’energia e la voglia di affrontare le difficoltà. “Il prossimo sogno che vorrei realizzare è il viaggio coast to coast in moto negli Stati Uniti, un’idea che coltivo da tempo – spiega – Amo viaggiare con la mia moto, come facevo anche prima dell’incidente, e sono grato alla vita e a chi mi ha aiutato per poterlo fare ancora oggi”. Tra i progetti da realizzare c’è anche il brevetto da sub. “Prima dell’incidente avevo già il brevetto e facevo regolarmente immersioni – racconta Gianni – Dopo ho dovuto interrompere e ora mi sto impegnando per prenderlo nuovamente. Non vedo l’ora di ricominciare”.

 

(fda)

 

Seguiteci anche su FacebookTwitter e YouTube

 

(19 ottobre 2015)