Passa al contenuto principale

Denunce di infortuni e malattie professionali, i dati Inail di settembre

Il confronto con i primi nove mesi del 2025 evidenzia per la modalità in occasione di lavoro un aumento degli infortuni (+4,8%) e dei decessi (+3,3%), per la componente in itinere si registra un incremento delle denunce di infortunio (+6,1%) e dei casi mortali (+6,8%). Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento settembre 2026, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), si evidenzia un’incidenza infortunistica che passa dalle 1.494 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di settembre 2019 alle 1.338 del 2026, con un calo del 10,4%; rispetto a settembre 2025 si ha un aumento del 3,9% (da 1.288 a 1.338). In aumento del 16,3% le patologie di origine professionale denunciate, pari a 83.335

ROMA - Le denunce mensili di infortunio sul lavoro, in complesso e con esito mortale, sono analizzate separatamente per modalità di accadimento – in occasione di lavoro e in itinere – con esclusione dei casi occorsi agli studenti, a cui è dedicata un’apposita sezione. A seguito dell’estensione della tutela Inail agli studenti delle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, si è ritenuto infatti opportuno dedicare un focus specifico all’analisi degli infortuni avvenuti in questo ambito. 

Allo stesso modo la distinzione tra gli infortuni occorsi in occasione di lavoro, ovvero nello svolgimento dell’attività lavorativa, e quelli avvenuti in itinere, nel tragitto di andata e ritorno casa-lavoro, pur nella provvisorietà dei numeri, consente di valorizzare le diverse circostanze in cui si sono verificati gli infortuni e la tipologia di rischio interessata, nel primo caso connessa all’attività lavorativa e nel secondo ai pericoli della circolazione stradale. 

I dati esposti di seguito non sono quindi immediatamente confrontabili con quelli presenti nella sezione Open data, che continuerà a rendere disponibili dati analitici delle denunce di infortunio – nel complesso e con esito mortale – e di malattia professionale presentate all’Istituto e le tabelle del “modello di lettura” con i confronti “di mese” (settembre 2025 vs settembre 2026) e “di periodo” (gennaio-settembre 2025 vs gennaio-settembre 2026) che, pur comprendendo i casi occorsi agli studenti, non ne rendono fruibili le informazioni di dettaglio. 

I dati mensili diffusi sono provvisori e il loro confronto richiede cautele nelle analisi periodiche di dettaglio, in particolare rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale, soggetti all’effetto distorsivo di picchi occasionali e dei tempi di trattazione delle pratiche. Il confronto effettuato su un periodo di nove mesi, inoltre, potrebbe rivelarsi poco attendibile rispetto alla tendenza che si delineerà nei prossimi mesi. Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall’Istituto, sarà necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2026, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia. 

Nel numero complessivo delle denunce di infortunio sono comprese anche le comunicazioni obbligatorie, effettuate ai soli fini statistici e informativi da tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, degli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.

 

DENUNCE DI INFORTUNI IN OCCASIONE DI LAVORO

Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail nei primi nove mesi del 2026 sono state 325.525, in aumento del 4,8% rispetto alle 310.726 del pari periodo 2025 (+4,6% sul 2024, +2,5% sul 2023, -24,5% sul 2022, +1,3% sul 2021, +6,7% sul 2020, -5,5% sul 2019).

Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento settembre 2026, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), si evidenzia un’incidenza infortunistica che passa dalle 1.494 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di settembre 2019 alle 1.338 del 2026, con un calo del 10,4%. Rispetto a settembre 2025 si registra un aumento del 3,9% (da 1.288 a 1.338).

L’incidenza delle denunce di infortunio in occasione di lavoro sul totale delle denunce presentate (al netto degli studenti) è passata dall’83,0% del 2019 all’81,1% del 2026 (è stata dell’81,3% nel 2025).

A settembre di quest’anno il numero delle denunce di infortuni sul lavoro ha segnato un +4,8% nella gestione Industria e servizi (dai 279.749 casi del 2025 ai 293.310 del 2026), un +0,1% in Agricoltura (da 17.825 a 17.843) e un +9,3% nel Conto Stato (da 13.152 a 14.372). 

Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi la Sanità e assistenza sociale (+5,6%), le attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione (+3,1%), il Trasporto e magazzinaggio (+3,0%), il Commercio (+2,4%), i Servizi di supporto alle imprese (+2,3%), il comparto Manifatturiero (+1,1%) e le Costruzioni (+0,8%).

L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce in tutte le aree: nelle Isole (+7,6%), nel Nord-Ovest (+6,1%), al Centro (+5,0), al Sud (+4,3%) e nel Nord-Est (+3,1%). Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali si segnalano il Lazio (+8,6%), la Sicilia (+8,0%), il Molise (+7,6%) e la Sardegna (+7,0%).

L’aumento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2025 e il 2026 è legato sia alla componente femminile, che registra un +6,5% (da 99.202 a 105.637 casi), sia a quella maschile, con un +4,0% (da 211.524 a 219.888). Crescono le denunce dei lavoratori stranieri (+8,0%) e degli italiani (+3,7%).

L’analisi per classi di età mostra incrementi generalizzati, in particolare tra i 60-69enni (+10,0%), tra i 20-29enni (+7,4%) e tra i 30-39enni (+5,4%). 

Le denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale (al netto degli studenti) presentate entro il mese di settembre 2026, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 589, 19 in più rispetto alle 570 registrate nel 2025 (+26 casi sul 2024, -1 sul 2023, +17 sul 2022, -142 sul 2021, -185 sul 2020 e +27 sul 2019).

Rapportando il numero dei casi mortali in occasione di lavoro (al netto degli studenti) agli occupati Istat nei vari periodi (dati provvisori), si nota come l’incidenza passi da 2,44 decessi denunciati ogni 100mila occupati Istat di settembre 2019 a 2,42 del 2026 (-0,8%); rispetto a settembre 2025 l’aumento è del 2,5% (da 2,36 a 2,42).

L’incidenza delle denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro sul totale dei decessi denunciati (al netto degli studenti) è passata dal 72,2% del 2019 al 72,7% del 2026 (è stata del 73,4% nel 2025).

L’aumento ha riguardato la gestione Industria e servizi (da 485 a 497 denunce mortali) e l’Agricoltura (da 79 a 86), mentre il Conto Stato conferma sei decessi in entrambi i periodi. 

Tra i settori con più infortuni mortali avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi le Costruzioni (da 99 a 101), il Trasporto e magazzinaggio (da 71 a 80), i Servizi di supporto alle imprese (da 26 a 33), le attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione (da 14 a 16), la Sanità e assistenza sociale (da 11 a 14) e l’Amministrazione pubblica (da 3 a 7); per i decrementi maggiori si segnalano in particolare le Attività manifatturiere (da 83 a 73) e il Commercio (da 54 a 42).

Dall’analisi territoriale emergono cali al Sud (da 139 a 135) e nel Nord-Est (da 128 a 124) con, viceversa, incrementi nel Nord-Ovest (da 139 a 155), al Centro (da 104 a 106) e nelle Isole (da 60 a 69). Tra le regioni con i maggiori cali si segnalano l’Abruzzo e l’Umbria (-6 per entrambe) e la Puglia (-4), mentre per gli aumenti la Lombardia (+12), la Sicilia (+10), il Lazio e il Piemonte (+6 ciascuna), la Campania (+5) e la Calabria (+4).

L’aumento rilevato nel confronto dei primi nove mesi del 2025 e del 2026 è legato sia alla componente maschile, le cui denunce mortali in occasione di lavoro sono passate da 539 a 548, sia a quella femminile (da 31 a 41). Diminuiscono le denunce dei lavoratori italiani (da 445 a 431), aumentano quelle degli stranieri (da 125 a 158).

L’analisi per classi di età evidenzia incrementi delle denunce mortali tra i 20-44enni (da 126 a 149 casi) e per gli over 59 (da 136 a 162), riduzioni per i 45-59enni (da 299 a 274).

 

DENUNCE DI INFORTUNI IN ITINERE

Gli infortuni in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (al netto degli studenti), denunciati all’Inail entro il mese di settembre 2026 sono stati 75.966, in aumento del 6,1% rispetto ai 71.594 del 2025 (+8,7% sul 2024, +14,2% sul 2023, +20,1% sul 2022, +44,0% sul 2021, +72,6% sul 2020 e +7,5% sul 2019).

L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni (al netto degli studenti) è passata dal 17,0% del 2019 al 18,9% del 2026 (è stata del 18,7% nel 2025).

A settembre di quest’anno il numero delle denunce di infortuni in itinere ha segnato un +6,0% nella gestione Industria e servizi (dai 64.535 casi del 2025 ai 68.383 del 2026), un -2,6% in Agricoltura (da 1.287 a 1.253) e un +9,7% nel Conto Stato (da 5.772 a 6.330).

L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce diffuso: al Sud (+10,6%), nelle Isole (+7,8%), nel Nord-Est (+7,0%), nel Nord-Ovest (+5,3%) e al Centro (+3,4%). Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali dei casi si segnalano il Molise (+20,0%), la Calabria (+16,2%), l’Abruzzo (+15,6%), l’Emilia-Romagna (+13,6%); in calo solo la Provincia autonoma di Trento (-2,6%).

L’incremento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2025 e il 2026 è legata sia alla componente maschile, che registra un +7,8% (da 37.379 a 40.278 casi), sia a quella femminile, con un +4,3% (da 34.215 a 35.688). Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (+9,2%) e quelle degli italiani (+5,3%). L’analisi per classi di età mostra incrementi in tutte le fasce, in particolare per i 60-69enni (+11,5%), 20-29enni (+6,8%), 30-39enni (+6,2%) e 40-59enni (+4,5%).

Le denunce di infortuni in itinere con esito mortale (al netto degli studenti) presentate nel 2026, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 221 contro le 207 del 2025 (+14 casi), in aumento rispetto ai casi registrati in tutti gli anni del periodo 2019-2024. 

L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni mortali (al netto degli studenti) è passata dal 27,8% del 2019 al 27,3% del 2026 (è stata del 26,6% nel 2025). 

La gestione Industria e servizi scende da 195 a 192 denunce mortali, l’Agricoltura sale da 11 a 27 e il Conto Stato da una denuncia a due. 

Dall’analisi territoriale emergono incrementi nel Nord-Ovest (da 56 a 60), nel Nord-Est (da 54 a 55), al Sud (da 28 a 35) e nelle Isole (da 24 a 26), mentre il Centro conferma i 45 decessi in entrambi i periodi. 

Le denunce mortali in itinere delle lavoratrici sono diminuite da 34 a 31, quelle dei lavoratori aumentate da 173 a 190. Calano di un caso le denunce dei lavoratori italiani (da 161 a 160), mentre aumentano quelle degli stranieri (da 46 a 61). L’analisi per classi di età mostra incrementi nella fascia dai 25 ai 44 anni (da 59 a 85 denunce mortali) e per i 60-69enni (da 26 a 33), cali per i 45-59enni (da 91 a 78) e under 25 anni (da 23 a 20).

 

DENUNCE DI INFORTUNI DEGLI STUDENTI

Le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail entro il mese di settembre 2026 sono state 56.388, in aumento del 5,3% rispetto alle 53.563 dei primi nove mesi 2025.

Delle circa 56mila denunce di infortunio, 664 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”, in riduzione del 49% rispetto a settembre 2025. 

L’incidenza degli infortuni occorsi a studenti rappresenta il 12% del totale delle denunce registrate a settembre 2026. Il 42% interessa le studentesse (+5,1% tra il 2025 e il 2026), il 58% gli studenti (+5,4%). Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15 anni, un quarto quelli dai 15 anni in poi. 

La Lombardia è la regione che presenta più denunce (24% del totale nazionale; +8,9% sul 2025), seguita da Emilia-Romagna (13%; +13,6%), Veneto (12%; +3,5%) e Piemonte (10%; +2,4%).

Il 94% delle denunce riguarda gli studenti delle scuole statali, il restante 6% gli studenti delle scuole non statali. Il 97% dei casi denunciati si registra in occasione delle attività scolastiche, il 3% in itinere.

Tredici i casi mortali denunciati all’Inail entro il mese di settembre 2026, erano sette nel 2025.

Si ricorda che i dati sono provvisori e suscettibili di variazioni, in particolare per gli infortuni denunciati come mortali e per quelli avvenuti durante i percorsi “formazione scuola-lavoro”, in conseguenza della trattazione delle pratiche ai fini del riconoscimento.

***

Per una riconciliazione con le tabelle mensili degli Open data pubblicate, le denunce di infortunio, comprese quelle relative a studenti, pervenute complessivamente all’Inail entro il mese di settembre 2026 sono state 457.879, in aumento del 5,0% rispetto alle 435.883 di gennaio-settembre 2025. I casi mortali denunciati sono stati rispettivamente 823 contro 784 (+5,0%).

 

DENUNCE DI MALATTIE PROFESSIONALI

Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nei primi nove mesi del 2026 sono state 83.335, +11.653 casi rispetto al pari periodo 2025 (+16,3%). Si registrano aumenti generalizzati rispetto ai primi nove mesi degli anni precedenti.

I dati rilevati a settembre di ciascun anno mostrano incrementi delle patologie denunciate nelle gestioni Industria e servizi (+17,3%, da 59.575 a 69.865 casi), Agricoltura (+10,7%, da 11.547 a 12.783) e Conto Stato (+22,7%, da 560 a 687). 

L’aumento interessa tutte le aree: il Centro (+18,0%), il Nord-Ovest (+16,2%), le Isole (+15,9%), il Nord-Est (+15,3%) e il Sud (+14,9%).

In ottica di genere si rilevano 8.510 denunce di malattia professionale in più per i lavoratori, da 53.237 a 61.747 (+16,0%), e 3.143 in più per le lavoratrici, da 18.445 a 21.588 (+17,0%). L’aumento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani, passate da 65.138 a 75.530 (+16,0%), sia quelle degli stranieri, da 6.544 a 7.805 (+19,3%). 

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare, anche nei primi nove mesi 2026, le prime tre tipologie di malattie professionali denunciate, seguite dai tumori e dalle patologie del sistema respiratorio.

***

ONLINE IL NUOVO BOLLETTINO TRIMESTRALE

In concomitanza con la pubblicazione dei dati Inail dei primi nove mesi del 2026, sul sito dell’Istituto è disponibile anche il nuovo bollettino trimestrale sulle denunce di infortunio e malattia professionale, che esamina l’andamento del fenomeno infortunistico e tecnopatico rilevato tra gennaio e settembre, confrontato con l’analogo periodo del 2025.

TI POTREBBE INTERESSARE

Per approfondire