INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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25/05/2010

Disabilità. “Sogno il bungee jumping, nonostante la paraplegia”

A 24 anni un incidente automobilistico lo ha costretto su una sedia a ruote, ma Andrea Botti ha trovato nello sport il modo giusto per ricominciare. Dal basket al tennis, dall’handbike al monosci, “per me la cosa più importante è poter giocare con i miei amici, come ho sempre fatto”

andrea botti

PARMA - Basket, tennis, ma anche sci e handbike. Si fa fatica a trovare uno sport che Andrea Botti non abbia praticato. Paraplegico dal 2005 - quando la vigilia di Natale ebbe un incidente in macchina nel percorso casa/lavoro - oggi Andrea ha 29 anni e tutta l'intenzione di allungare l'elenco degli sport praticati. "Da un po' di tempo sto pensando al bungee jumping", dice. "So che si sono dei posti pensati appositamente per i disabili, ma devo trovare l'ispirazione, perché ci vuole un bel po' di coraggio". Ma il coraggio finora non è certo mancato ad Andrea. "Il periodo più difficile sono stati i primi mesi dopo l'incidente", racconta, "ma penso di aver accettato la mia nuova condizione abbastanza in fretta. L'importante è non piangersi addosso e non far pesare la propria disabilità alle persone che ti stanno intorno".

Lo sport per Andrea è stato fin da subito il modo giusto per ripartire. "Ho cominciato ad allenarmi poco dopo l'incidente", spiega. "Nel centro in cui facevo riabilitazione c'era una squadra di basket in sedia a ruote, io avevo già un'idea di com'era stare in una squadra e così ho provato". Da allora il numero di sport in cui Andrea si è cimentato è in costante aumento. "Pratico il tennis in sedia a ruote in una squadra di Cremona e l'handbike", racconta. "L'ultimo che ho provato è lo sci, grazie a un apposito monosci: devo dire che è ancora più divertente degli sci normali. Penso che non potrei vivere senza praticare uno sport, ma la cosa migliore è poter giocare insieme ai miei amici, come ho sempre fatto".

E di tempo per allenarsi Andrea oggi ne ha "anche troppo. Io facevo l'elettricista, un mestiere che ora non posso più svolgere. Da molto tempo cerco lavoro, ma finora non ho trovato niente: è già difficile per chi può lavorare in piedi, figurarsi per me che posso stare solo seduto". In attesa dell'occasione giusta, però, Andrea e la sua famiglia si sono mossi autonomamente. "I miei genitori hanno un'azienda agricola", spiega Andrea, "siamo riusciti ad 'attrezzare' un trattore con comandi speciali in modo che possa guidarlo anch'io, così almeno nei mesi estivi riesco a dargli una mano".


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