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Attrezzature a pressione

La ricerca sulle attrezzature a pressione considera i molteplici aspetti relativi a: la progettazione, la fabbricazione, l’esercizio, i sistemi e le metodiche di controllo che garantiscono la sicurezza. Un’attrezzatura a pressione - e più in generale ogni attrezzatura – deve essere progettata, fabbricata ed esercita tenendo conto di tutti quei fattori e determinando tutte quelle scelte che concorrono a garantirne l’utilizzo in sicurezza per tutta la durata di vita prevista.

Progettazione fabbricazione e riparazione

La progettazione e fabbricazione delle attrezzature a pressione è regolamentata dalla Direttiva Europea di Prodotto 2014/68/UE, nota come Nuova PED (Pressure Equipment Directive) che ha sostituito, con modifiche contenute dal punto di vista tecnico, la prima PED (Direttiva 97/23/CE) recepita dall’Italia con D. lgs. 93/2000.

La prima PED ha rappresentato un cambiamento radicale per il settore delle attrezzature a pressione del nostro Paese superando la precedente struttura normativa - basata sul Regio Decreto del 12/08/1927 che, con Decreto Ministeriale del 21/11/1972, aveva reso obbligatorio l’utilizzo delle regole tecniche (VSR e VSG per la verifica dei recipienti a pressione e dei generatori di vapore ed M e S per la scelta dei materiali e della tipologia delle saldature) - e introducendo la libertà, e conseguentemente la piena responsabilità, del fabbricante di scegliere quale metodo di calcolo usare per assicurare la stabilità delle membrature a pressione e di richiedere approvazione all’utilizzo di materiali nuovi. Unico obbligo: il rispetto dei Requisiti Essenziali di Sicurezza (RES).

Come altre direttive di prodotto, la PED regola la progettazione, la costruzione, l'equipaggiamento e l'installazione in sicurezza delle attrezzature che ricadono nel suo campo di applicazione, ma non dà indicazioni in merito ai requisiti relativi al loro esercizio e alla loro manutenzione, che sono invece definiti dai regolamenti nazionali.

I principali riferimenti nazionali relativi all’esercizio delle attrezzature a pressione  vanno rintracciati nel d.m. 329/04 e nel d.lgs. 81/08 e s.m.i.. Quest’ultimo si riferisce esclusivamente alle attrezzature/impianti a pressione che si configurano come attrezzature di lavoro, ascrivendo al datore di lavoro tutti gli obblighi previsti dal titolo III Capo I “Uso delle attrezzature di lavoro”, in particolare relativamente a:

  • la scelta delle attrezzature, affinché siano idonee ai fini della salute e sicurezza e adeguate al lavoro da svolgere o adattate a tali scopi;
  • la valutazione dei rischi legati all’ambiente di lavoro nel quale l’attrezzatura è inserita;
  • il controllo e la manutenzione;
  • la verifica, ove prevista da disposizione legislative (nel caso specifico d.m. 329/04 e d.m. 11 aprile 2011).

La PED inoltre non si applica alla progettazione e fabbricazione delle attrezzature a pressione escluse dal suo campo di applicazione: tra queste le attrezzature soggette ad altre Direttive europee che la PED non ha sostituito, le attrezzature per usi nucleari, i contenitori a pressione di gas con membrature miste di materiale isolante e di materiale metallico contenenti parti attive di apparecchiature elettriche, la cui progettazione e costruzione rimane regolamentata dal D.M. 1/12/1980.

Infine, la PED non si applica alla riparazione delle attrezzature, intervento per cui la PED Guideline 1/3 rimanda alla legislazione e alle normative nazionali (raccolte VSR, VSG, M e S).

Nell’area Sicurezza delle Attrezzature ricadono numerose attività di ricerca istituzionale a riguardo della progettazione, della fabbricazione e dell’esercizio di attrezzature, insiemi e impianti a pressione. In particolare, sono attivi percorsi di ricerca su materiali compositi e plastici utilizzati nella fabbricazione di attrezzature a pressione; su metodologie di riparazione non convenzionali e/o che consentono di intervenire con l’impianto in marcia; sull’analisi di guasti, anomalie e danneggiamenti di attrezzature critiche; sulla gestione in sicurezza del ciclo di vita degli impianti a pressione e sull’invecchiamento di attrezzature e impianti.

In sinergia con le UOT e in collaborazione con le Università e le Associazioni di categoria, il Dit promuove e partecipa il processo di innovazione tecnologica – normativa e tecnica – che rileva le esigenze e/o le possibilità che emergono nel mondo del lavoro, le analizza soprattutto per i risvolti e le ricadute che hanno in termini di sicurezza, sintetizza e formula proposte concrete in risposta alle esigenze e/o possibilità rilevate verificandone la funzionalità.

Sono attualmente in corso di svolgimento ricerche in merito a:

  • la definizione di criteri di progettazione, lo studio di processi di fabbricazione, l’analisi dei meccanismi di degrado/danneggiamento, l’individuazione dei parametri più significativi al fine della verifica strutturale di recipienti e tubazioni, a pressione e non, realizzati in materiali composito e in materiali plastici (termoplastici e/o termoindurenti);
  • lo studio dei principali meccanismi di degrado/danneggiamento, la definizione dei criteri per la progettazione e per la valutazione della vita residua, la validazione delle diverse tipologie di intervento per la costruzione, il mantenimento o il ripristino dell’esercizio in sicurezza di attrezzature a pressione esercite in condizioni di carico severe (ciclo continuo, alta temperatura);
  • l’analisi del rischio associato a soluzioni progettuali e metodologie di intervento convenzionali e innovative per la riparazione e modifica di attrezzature, in particolare a pressione;
  • lo studio della stabilità delle attrezzature a pressione in presenza di indicazioni subcritiche, in particolare l’analisi dell’avanzamento di cricche capillari eventualmente presenti all’interno delle attrezzature a pressione e non facilmente rilevabili mediante le verifiche e i controlli prescritti attualmente dalle norme tecniche;
  • la definizione di criteri per la regolazione e i controlli distanza dei generatori di vapore che necessitano della presenza continua del conduttore e per l’addestramento e la verifica di apprendimento di questi ultimi.

Dettagli sulle ricerche relative alla progettazione e alla definizione del ciclo di vita utile, alla durabilità e al ripristino delle condizioni di idoneità al funzionamento (riparazioni) sono riportati nelle sezioni dedicate ai materiali e alle tecnologie

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