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Rischio nell’uso di apparecchiature di disinfezione/sterilizzazione

La corretta gestione del rischio, con particolare riferimento agli agenti chimici e biologici, attraverso l’uso di apparecchiature di disinfezione/sterilizzazione per dispositivi/strumenti sensibili e/o cavi, mediante la definizione di aree di contenimento-misure di protezione da agenti infettivi e chimici, è un argomento di preminente interesse in relazione alla rapida e continua evoluzione delle conoscenze nell’ambito della prevenzione e protezione.

In tale ambito le innovazioni tecnologiche, da considerarsi attentamente nel procedimento di valutazione del rischio, si qualificano come strumento di attuazione degli aspetti di rilevanza della legislazione di riferimento e devono essere considerate con la massima attenzione per comprenderne il ruolo e la significatività nella strategia di prevenzione. Al riguardo, da diversi anni la Commissione della UE ha dato mandato al CEN (Comitato Europeo di Normazione) di elaborare norme tecniche al fine di codificare, per la più appropriata tutela della salute, delle metodologie di verifica per l’efficacia del processo e delle prestazioni funzionali come atto di consenso nell’ambito dei Paesi Membri.

In contemporanea, anche gli atti legislativi ed in particolare le direttive comunitarie forniscono indicazioni sempre più specifiche per i diversi settori di attività considerando sempre maggiormente le nuove tecnologie quale importante ed indispensabile ausilio al fine di garantire una tutela della salute sempre migliore; un esempio molto recente è la Direttiva 2010/32/UE che attua l'accordo quadro, concluso da HOSPEEM e FSESP, in materia di prevenzione delle ferite da taglio o da punta nel settore ospedaliero e sanitario, recepita al Titolo X Bis del d.lgs. 81/2008 e s.m.i.

La struttura portante che costituisce le fondamenta di prevalenza per l’intero sistema di tutela da agenti infettivi ha naturalmente origine dalla valutazione del rischio biologico. Chiare indicazioni in merito al rischio di esposizione ad agenti biologici in ambito occupazionale, al rischio che può essere causato da agenti presenti in soggetti portatori e in ambienti igienicamente non adatti, nonché al rischio determinato dal mancato rispetto delle norme di sicurezza, sono disponibili negli art. 271-281 del Titolo X del d.lgs. 81/2008 e s.m.i. In questi articoli sono fissati i criteri per la classificazione degli agenti biologici, le notifiche e autorizzazioni, la valutazione del rischio, le misure tecniche, organizzative e procedurali, le misure specifiche per strutture sanitarie, veterinarie, laboratori, stabulari e processi industriali, nonché le procedure da attuare per l'emergenza, la formazione e l'informazione, per la registrazione di coloro che sono esposti, degli eventi accidentali e dei casi di malattia e decesso.

Gli interventi di protezione sia di tipo collettivo che individuale, per una appropriata e reale salvaguardia del lavoratore, devono essere realizzati e selezionati in funzione delle specifiche tecniche, dei requisiti ed in relazione alle proprietà peculiari degli agenti biologici connessi con l’ambiente o con il posto di lavoro che si identificano come sorgenti di rischio, nonché in relazione all’attenta osservazione delle modalità lavorative. Al riguardo, è necessario considerare con attenzione quanto riportato nell’Art. 15 comma 1 lettera c) del d.lgs. 81/2008, “eliminazione dei rischi in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico e, ove ciò non è possibile, loro riduzione al minimo” e nell’ Art. 18 comma 1 lettera z) “il datore di lavoro aggiorna le misure di prevenzione, ovvero in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e protezione”.

Sempre di crescente attualità è, inoltre, lo studio di aree di contenimento innovative per la gestione in sicurezza di agenti chimici e biologici di varia tipologia nell’esecuzione di attività di manipolazione e/o nell’eseguire procedure che comportano una diffusione nell’ambiente circostante di tali agenti. Nell’ambito della gestione del rischio da agenti biologici la definizione e lo studio di dispositivi, apparecchiature ed impianti tecnologicamente innovativi, nonché di metodologie di controllo per disinfezione- sterilizzazione sono aspetti di preminente interesse in relazione alla rapida e continua evoluzione delle conoscenze e dell’offerta tecnologica nell’ambito della prevenzione e protezione. L’attività di ricerca si propone di conseguire lo sviluppo di innovazioni tecnologiche che possano permettere la migliore gestione in sicurezza in osservanza dei disposti legislativi del d.lgs. 81/2008 e s.m.i., possibilmente migliorare e/o aggiornare le norme tecniche europee del settore, nonché realizzare specifiche procedure di verifica dell’efficacia dei processi e delle prestazioni funzionali.

Un’ulteriore finalità da conseguire è la corretta integrazione, cooperativa e sinergica, tra apparecchiature, impianti tecnologici, dispositivi, strumenti, metodologie di controllo al fine di ottimizzarne l’efficacia per un costante incremento di tutela della salute di qualsiasi soggetto presente nell’ambiente di lavoro, consentendo in contemporanea un agevole trasferimento dei risultati mediante specifici indirizzi tecnico-attuativi nell’ambito del S.S.N.