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Videoterminali

I videoterminali (Vdt) costituiscono oggi un elemento essenziale in quasi tutti gli ambienti lavorativi, siano essi uffici, dove il videoterminale è adesso lo strumento fondamentale di lavoro, che ambienti produttivi, dove in molti casi i videoterminali entrano con funzioni di controllo (postazioni di comando, gestione dei quantitativi e dei flussi, controllo dell’organizzazione, ecc.) o per attività di progettazione.

Il lavoro al videoterminale pone dei rischi per la salute dei lavoratori, che dipendono non solo dal videoterminale stesso ma da tutto ciò che costituisce l’ambiente in cui il lavoratore si trova. I rischi legati al vero e proprio Vdt sono dipendenti dalle sue componenti (schermo, tastiera, mouse, altre periferiche) oltre che dalle caratteristiche dei software installati, mentre l’ambiente comprende la postazione di lavoro (essenzialmente scrivania e seduta) e quanto c’è intorno (luce ambientale, microclima, spazi di lavoro e di movimento, ambiente sonoro, ecc.).

Il rischio dovuto al Vdt è uno dei fattori considerati nella legislazione sulla salute e sicurezza sul lavoro, che pone la sua valutazione tra gli obblighi del datore di lavoro, come per tutti gli altri rischi presenti nell’ambiente lavorativo.

 

Lavorare al videoterminale comporta in generale dei possibili rischi dovuti al mantenimento di una postura statica (spesso seduta) e alla necessità di concentrare lo sguardo su uno schermo, per tutto o quasi il periodo di lavoro. Inoltre sono da considerare anche i rischi più generali legati all’ambiente di lavoro, e i rischi specifici dovuti alle caratteristiche degli strumenti utilizzati, siano essi strumenti fisici (hardware) che programmi (il software), oltre alle richieste dell’attività dal punto di vista mentale.

Le principali fonti di rischio sono riferibili a:

  • caratteristiche della postazione di lavoro (caratteristiche del piano di lavoro, della seduta, disposizione dei materiali, ecc.);
  • caratteristiche del Vdt vero e proprio (caratteristiche dello schermo e delle periferiche);
  • caratteristiche dell’ambiente in cui si trova la postazione di lavoro (illuminazione, microclima, rumore, ecc.);

Nella presente sezione vengono analizzati questi fattori sulla base delle raccomandazioni presenti nel d.lgs. 81/2008, in particolare nell’allegato XXXIV, ma anche sulla base di quanto presente nella normativa tecnica specifica.

I riferimenti giuridici relativi alle attività al Videoterminale sono contenuti soprattutto all’interno del d.lgs. 81/2008, il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro, modificato nel 2009 dal d.lgs. 106/2009. La prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, per quanto riguarda i Vdt, rientra nel campo più generale dell’analisi ergonomica delle postazioni di lavoro, che comprende sia l’attività svolta, che gli strumenti utilizzati (nel caso del lavoro al Vdt sia oggetti fisici che software), che l’ambiente di lavoro.

L’evoluzione della legislazione sul lavoro ai Videoterminali parte dalla generale definizione di lavoro rischioso, presente già molto prima del d.lgs. 626/1994, per arrivare oggi ai riferimenti alla normativa tecnica specifica, un aspetto in costante evoluzione al seguito dei cambiamenti tecnologici e della maggiore comprensione di tutti gli aspetti di rischio legati all’attività.

Nella presente sezione vengono analizzate le fonti legislative, in particolare d.lgs. 81/2008, ma sono riportate anche le fonti precedenti, in un rapido excursus sullo sviluppo della legislazione relativa ai Vdt, e una presentazione delle norme UNI specifiche per i Vdt.

L’utilizzo del videoterminale può presentare dei rischi per i lavoratori addetti: infatti l’adibizione a un videoterminale, che per legge si concretizza in un tempo di adibizione di almeno 20 ore settimanali, comporta in genere il mantenimento di una postura statica e la concentrazione dell’attenzione (e dello sguardo) su uno schermo, per tutto o quasi il periodo di lavoro.

Si tratta quindi soprattutto di rischi per il sistema muscoloscheletrico legati alla postura assunta e ai movimenti che vengono fatti, e rischi per la vista legati alle caratteristiche di luminosità e contrasto dello schermo e dell’ambiente circostante.

Inoltre la necessità di mantenere la concentrazione su un compito per lunghi periodi, o con compiti che richiedono un notevole impegno cognitivo, comporta un rischio di affaticamento mentale.

In questa sezione sono raccolte delle informazioni relative ai rischi per la salute che possono essere riferibili a una adibizione a Vdt, insieme ad informazioni sugli organi e apparati maggiormente coinvolti. Per riferimento è stata inserita la definizione di benessere e di discomfort, dato che stati di discomfort possono essere legati allo stress e sono possibile causa di molti disturbi aspecifici.

In questa sezione sono stati raccolti alcuni contributi relativi al rischio connesso al lavoro al videoterminale, realizzati da Inail, per i quali viene fornita una breve descrizione.

Si tratta nella maggior parte dei casi di opuscoli a contenuto divulgativo, che possono essere utilizzati per offrire ai lavoratori informazioni su come ridurre i rischi e come utilizzare la meglio le postazioni di lavoro. Sono presenti anche prodotti indirizzati a medici e prodotti su argomenti di carattere più generale.

Le attività al Videoterminale possono essere molto diversificate. Nella maggior parte dei casi si tratta di attività di ufficio, con caratteristiche abbastanza simili, che riguardano principalmente l’immissione di dati, la videoscrittura, il calcolo e l’analisi di informazioni; queste attività vengono svolte con modalità simili e comportano simili caratteristiche delle postazioni.

Esistono comunque anche molte altre attività al Vdt che possono richiedere una particolare organizzazione della postazione, come ad esempio negli uffici aperti al pubblico, o le postazioni per attività specializzate. In questa sezione sono analizzate alcune comuni tipologie di postazioni al videoterminale, evidenziando le loro caratteristiche specifiche. In questa sede non verranno trattate le postazioni di controllo per specifiche macchine o per singole operazioni lavorative.