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Definizione

Si definiscono cancerogeni gli agenti chimici che, per inalazione, ingestione o contatto, possono provocare neoplasie. Si definiscono mutageni gli agenti chimici che, per inalazione, ingestione o contatto, possono provocare alterazioni genetiche.

Il d.lgs. 81/2008 e s.m.i. definisce le sostanze in questione nell’art. 234:

  • Agente cancerogeno:
    • una sostanza o miscela che corrisponde ai criteri di classificazione come sostanza cancerogena di categoria 1 A o 1 B di cui all'allegato I del regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio;
    • una sostanza, miscela o procedimento menzionati all'Allegato XLII del presente decreto, nonche' sostanza o miscela liberate nel corso di un processo e menzionate nello stesso allegato;
  • Agente mutageno:
    • una sostanza o miscela corrispondente ai criteri di classificazione come agente mutageno di cellule germinali di categoria 1 A o 1 B di cui all'allegato I del regolamento (CE) n. 1272/2008.

 

La mutagenesi consiste in un insieme di processi chimico-fisici che danno origine ad una modifica della sequenza nucleotidica del genoma di un individuo ovvero ad una mutazione; questa può interessare un singolo gene (mutazione puntiforme), la struttura o il numero dei cromosomi (aberrazioni cromosomiche). Le mutazioni casuali, spontanee, non dovute all’intervento di agenti esterni sono definite endogene, quelle causate dall’azione di agenti fisici, chimici o biologici sono definite esogene. Molte mutazioni sono dannose e possono avere conseguenze anche gravi per la salute (es. morte prematura, malattie di origine genetica, aborti spontanei, cancro).

Diversi meccanismi di riparo sono in grado di individuare ed eliminare le mutazioni del Dna ripristinando la sequenza nucleotidica originale; a volte, però, possono verificarsi degli “errori” e il Dna non viene riparato o non viene riparato correttamente, subendo un’alterazione stabile all’interno del genoma della specifica cellula e di tutte quelle da essa derivate.  

Se le mutazioni geniche si verificano nel nucleo di cellule germinali, la sequenza nucleotidica alterata diventa ereditabile dalla successiva generazione di individui.

La cancerogenesi è un processo che trasforma le cellule normali in cellule cancerose. Le cellule normali hanno un ciclo vitale (nascita, crescita, riproduzione, differenziazione e morte), regolato da meccanismi di controllo molto precisi; nelle cellule tumorali, invece, alcuni di questi meccanismi non funzionano correttamente e gli anomali processi cellulari che ne derivano possono portare alla proliferazione incontrollata e alla formazione di masse tumorali, in cui le cellule a volte acquisiscono la capacità di migrare in organi distanti. Le alterazioni in grado di innescare trasformazioni anomale comprendono le mutazioni.

Allegato XLII - Elenco di sostanze, miscele e processi

  • Produzione di auramina con il metodo Michler.
  • I lavori che espongono agli idrocarburi policiclici aromatici presenti nella fuliggine, nel catrame o nella pece di carbone.
  • Lavori che espongono alle polveri, fumi e nebbie prodotti durante il raffinamento del nichel a temperature elevate.
  • Processo agli acidi forti nella fabbricazione di alcool isopropilico.
  • Il lavoro comportante l’esposizione a polvere di legno duro.
  • Lavori comportanti l’esposizione a polvere di silice cristallina respirabile, generata da un procedimento di lavorazione.
  • Lavori comportanti penetrazione cutanea degli oli minerali precedentemente usati nei motori a combustione interna per lubrificare e raffreddare le parti mobili all’interno del motore.
  • Lavori comportanti l’esposizione alle emissioni di gas di scarico dei motori diesel.

L’allegato è stato così modificato per effetto del decreto interministeriale 11 febbraio 2021, che recepisce la direttiva (UE) 2019/130 e la direttiva (UE) 2019/983, che modificano la direttiva (CE) 2004/37 sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni durante il lavoro.