Introduzione del Direttore Generale
Quale Inail emerge dalla lettura di questo Report IT 2015? Quale aspetto più autentico rivela di sé dietro il rigore delle analisi, i grafici, le percentuali e gli ormai inevitabili inglesismi? La risposta a questa domanda non si limita all’immagine di un Istituto che sta certamente scommettendo sulla digitalizzazione con la quale tutte le pubbliche amministrazioni italiane sono chiamate a confrontarsi.
Cogliere questa sola dimensione sarebbe riduttivo, così come concentrarsi esclusivamente sulle opportunità performanti già realizzate e su quelle future di cui pure si intravede l’approdo.
Credo, invece, che il “vero” Inail raccontato in questo Report sia un Istituto che della digitalizzazione sta sapendo cogliere il suo tratto più sostanziale: quello di uno strumento indispensabile per incrementare la qualità e la portata di governance dei suoi processi, ma solo se posto al servizio della persona.
Giunti alla metà del Piano strategico IT 2014-2016, i primi bilanci ci dicono che quanto è stato fatto risponde in modo coerente a questo approccio, complesso, faticoso, ma certamente importante.
L’Inail di oggi è, infatti, una casa impegnata in un poderoso processo di ristrutturazione dove, come in ogni radicale fase di cambiamento, traguardi e obiettivi comportano anche ostacoli da superare e problemi da risolvere: disagi inevitabili quando si avvia un cantiere tanto imponente, ma disagi comunque di carattere transitorio sui quali tutti dobbiamo sentirci coinvolti in modo proattivo.
Ciò che stiamo costruendo è destinato, invece, a rimanere nel tempo, ma in costante evoluzione.
I principi dai quali ci si è mossi sono un profondo riassetto organizzativo ed una potente dotazione tecnologica, funzionali e interrelati l’una con l’altro. Il progetto intrapreso sta dando vita a un soggetto pubblico moderno ed efficiente, in grado di ottimizzare tempi e risorse negli adempimenti standardizzati e nella gestione amministrativa e in grado di “liberare” le professionalità dei suoi dipendenti – e il loro insostituibile valore aggiunto – a favore di una doverosa “logica di vicinanza” e di un rapporto diretto che sono il solo approccio possibile per un Istituto dove l’uomo è, e rimane, al centro di tutto.
Per ciò, dovendo suggerire una chiave di analisi che accompagni chi si accinge alla lettura di questo Report, non posso che rimarcare la specificità del “pensare digitale” dell’Inail: un “pensare digitale” dove fattori strategici quali “velocizzazione”, “processi”, “forniture”, “ottimizzazione” e “controllo” sono accumunati da quella straordinaria matrice sociale che rappresenta la vocazione più autentica e, insieme, il tratto caratterizzante di questo grande Istituto.
Giuseppe Lucibello
