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INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul LavoroINAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro Centri protesici e riabilitativi

 Lavora da tre anni nella sala protesi transfemorale amputazione sopra ginocchio: qui si fanno le prove dei pazienti con le protesi.


La storia
 

Noi abbiamo una fortuna: siamo l'interfaccia dei pazienti. Siamo quelli che vedono il loro sorriso quando tornano in piedi, camminano per la prima volta dopo l'incidente o ritornano a fare le attività precedenti.

Io lavoro da tre anni come tecnico ortopedico della sala prove transfermorale amputazioni sopra il ginocchio: seguo i pazienti mentre provano le protesi. Il nostro è un lavoro in team. Durante la prima visita, si stabilisce un processo riabilitativo, che dura due settimane o più, dipende dalle caratteristiche del paziente, dallo stato di salute, e si seleziona e prescrive la protesi che varia per età, patologie e altri fattori.

Quando i pazienti sono ricoverati qui vivono, poi, una full immersion, con attività riabilitative mattina e pomeriggio, un lavoro di squadra tra fisioterapista e tecnico ortopedico che seguono ciò che ha stabilito il medico fisiatra: ci si concentra sull'aspetto protesico, alla minima esigenza si interviene. L'obiettivo è una personalizzazione molto dettagliata, un prodotto personalizzato.

Il lato più affascinante dietro al nostro lavoro? Quello che viene prima, subito dopo la valutazione. Il processo delle misure, del calco, la forma del moncone viene stilizzata e personalizzata e poi viene costruita la protesi per invasatura con materiali termoplastici in resina acrilica e fibre di carbonio. Dopo, avviene l'allineamento con l'articolazione del ginocchio e piede e si procede con le fasi di prova: c'è un primo vero approccio, un addestramento, una verifica della conduzione ma qui i pazienti tornano anche perché la protesi si può cambiare, nel corso della vita, a causa di una variazione della tonicità dei muscoli, un cambiamento di postura, per esigenze sportive o d'età. Anche in questo caso c'è un addestramento, ma è diverso rispetto a quando si prova una protesi per la prima volta. 

Noi abbiamo una grande fortuna: siamo quelli che vedono il sorriso quando un paziente torna in piedi, cammina o ritorna a fare le attività precedenti. Quando i pazienti sono ricoverati qui vivono una full immersion, con attività riabilitative mattina e pomeriggio, un lavoro di squadra tra fisioterapista e tecnico ortopedico.