INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Codice disciplinare

Il 15 novembre 2009 è entrato in vigore il decreto legislativo 27 ottobre 2009 n. 150 che ha introdotto nuove norme in materia di sanzioni disciplinari e responsabilità dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche. 
L'Inail ha adeguato i propri regolamenti disciplinari, integrando le innovazioni legislative e le disposizioni contrattuali vigenti.

A seguito della sottoscrizione, per il triennio 2016-2018, del Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto Istruzione e ricerca (19 aprile 2018) e del Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto Funzioni centrali (12 febbraio 2018), sono stati adottati i nuovi Codici disciplinari che recepiscono le disposizioni in materia disciplinare dettate dal Ccnl e le integrano con le disposizioni di legge e con il Codice di comportamento approvato con determinazione del Presidente Inail 21 gennaio 2015, n. 15.

Codice disciplinare per il personale delle aree

Il nuovo Codice disciplinare per il personale delle aree entra in vigore a partire dal quindicesimo giorno successivo a quello della pubblicazione (circolare Inail n. 12 del 23 febbraio 2018) e sostituisce il precedente.

Codice disciplinare per il personale dei livelli e per i ricercatori e tecnologi

Il Codice disciplinare per il personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e a tempo determinato dipendente dell’Amministrazione destinatario del Ccnl del comparto Istruzione e ricerca, entra in vigore a partire dal quindicesimo giorno successivo a quello della pubblicazione (circolare Inail n. 21 del 3 maggio 2018).

Codice disciplinare per i dirigenti

Il presente Codice, introdotto dall'art. 9 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della dirigenza dell'area VI, sottoscritto in data 21/7/2010, si applica a tutto il personale con qualifica dirigenziale dell'Istituto.

Ai sensi dell'art. 55, comma 2, del D.Lgs 165/2001, la pubblicazione sul sito istituzionale dell'amministrazione del presente codice equivale, a tutti gli effetti, alla sua affissione agli ingressi della sede di lavoro.

Il presente Codice disciplinare si applica dal quindicesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul sito istituzionale.

1. Nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità delle sanzioni in relazione alla gravità della mancanza, sono fissati i seguenti criteri generali riguardo il tipo e l'entità di ciascuna delle sanzioni:

  • la intenzionalità del comportamento, il grado di negligenza ed imperizia, la rilevanza della inosservanza degli obblighi e delle disposizioni violate;
  • le responsabilità connesse con l'incarico dirigenziale ricoperto, nonché con la gravità della lesione del prestigio dell' Amministrazione o con l'entità del danno provocato a cose o a persone, ivi compresi gli utenti;
  • l'eventuale sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti, anche connesse al comportamento tenuto complessivamente dal dirigente o al concorso nella violazione di più persone.

2. La recidiva nelle mancanze previste ai commi 4, 5, 6, 7 ed 8, già sanzionate nel biennio di riferimento, comporta una sanzione di maggiore gravità tra quelle individuate nell'ambito dei medesimi commi.

3. Al dirigente responsabile di più mancanze compiute con unica azione od omissione o con più azioni od omissioni tra loro collegate ed accertate con un unico procedimento, è applicabile la sanzione prevista per la mancanza più grave se le suddette infrazioni sono punite con sanzioni di diversa gravità.

4. La sanzione disciplinare pecuniaria da un minimo di € 200,00 ad un massimo di € 500,00, si applica, graduando l'entità della stessa in relazione ai criteri del comma 1, nei casi di:
a) inosservanza delle direttive, dei provvedimenti e delle disposizioni di servizio, anche in tema di assenze per malattia, nonché di presenza in servizio correlata alle esigenze della struttura ed all'espletamento dell'incarico affidato, ove non ricorrano le fattispecie considerate nell'art. 55-quater, comma 1, lett. a) del D. Lgs n.165 del 2001;
b) condotta, negli ambienti di lavoro, non conforme ai principi di correttezza verso i componenti degli organi di vertice dell' Amministrazione, gli altri dirigenti, i dipendenti o nei confronti degli utenti o terzi;
c) alterchi negli ambienti di lavoro, anche con utenti o terzi;
d) violazione dell'obbligo di comunicare tempestivamente all'ente o all'agenzia di essere stato rinviato a giudizio o di avere avuto conoscenza che nei suoi confronti è esercitata l'azione penale;
e) violazione dell'obbligo di astenersi dal chiedere o accettare, a qualsiasi titolo, compensi, regali o altre utilità in connessione con l'espletamento delle proprie funzioni o dei compiti affidati, se non nei limiti delle normali relazioni di cortesia e fatti salvi quelli d'uso, purché di modico valore;
f) inosservanza degli obblighi previsti in materia di prevenzione degli infortuni o di sicurezza del lavoro, anche se non ne sia derivato danno o disservizio per l' ente o l'agenzia o per gli utenti;
g) violazione del segreto d'ufficio, così come disciplinato dalle norme dei singoli ordinamenti ai sensi dell'art. 24 della legge 7 agosto 1990, n. 241, anche se non ne sia derivato danno all' ente o all'agenzia;
h) violazione dell'obbligo previsto dall'art. 55-novies del D. Lgs. n. 165 del 2001.

L'importo delle ritenute per la sanzione pecuniaria è introitato dal bilancio dell'ente o dell'agenzia.

5. La sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino ad un massimo di quindici giorni si applica nel caso previsto dall'art.55-bis, comma 7, del D. Lgs. n. 165 del 2001.

6. La sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino ad un massimo di tre mesi, con la mancata attribuzione della retribuzione di risultato per un importo pari a quello spettante per il doppio del periodo di durata della sospensione, si applica nei casi previsti dall'art.55- sexies, comma 3, e dall'art. 55-septies, comma 6, del D. Lgs. n.165 del 2001.

7. La sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di tre giorni fino ad un massimo di tre mesi si applica nel caso previsto dall'art. 55-sexies, comma 1, del D. Lgs. n. 165 del 2001.

8. La sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di 3 giorni fino ad un massimo di sei mesi, si applica, graduando l'entità della sanzione in relazione ai criteri di cui al comma 1, per:
a) recidiva nel biennio delle mancanze previste nei commi 4, 5, 6, e 7, quando sia stata già comminata la sanzione massima oppure quando le mancanze previste dai medesimi commi si caratterizzano per una particolare gravità;
b) minacce, ingiurie gravi, calunnie o diffamazioni verso il pubblico, altri dirigenti o dipendenti ovvero alterchi con vie di fatto negli ambienti di lavoro, anche con utenti;
c) manifestazioni ingiuriose nei confronti dell' ente o dell'agenzia salvo che siano espressione della libertà di pensiero, ai sensi dell'art.1 della legge n. 300 del 1970;
d) tolleranza di irregolarità in servizio, di atti di indisciplina, di contegno scorretto o di abusi di particolare gravità da parte del personale dipendente;
e) salvo che non ricorrano le fattispecie considerate nell'art. 55-quater, comma 1, lett. b) del D. Lgs. n.165 del 2001, assenza ingiustificata dal servizio o arbitrario abbandono dello stesso; in tali ipotesi l'entità della sanzione è determinata in relazione alla durata dell'assenza o dell'abbandono del servizio, al disservizio determinatosi, alla gravità della violazione degli obblighi del dirigente, agli eventuali danni causati all'ente, agli utenti o ai terzi;
f) occultamento da parte del dirigente di fatti e circostanze relativi ad illecito uso, manomissione, distrazione o sottrazione di somme o beni di pertinenza dell' ente o dell'agenzia o ad esso affidati;
g) qualsiasi comportamento dal quale sia derivato grave danno all' ente o all'agenzia o a terzi, salvo quanto previsto dal comma 7;
h) atti o comportamenti aggressivi, ostili e denigratori che assumano forme di violenza morale o di persecuzione psicologica nei confronti di dirigenti o altri dipendenti;
i) atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, lesivi della dignità della persona;
j) grave e ripetuta inosservanza dell'obbligo di provvedere entro i termini fissati per ciascun provvedimento, ai sensi di quanto previsto dall'art. 7, comma 2, della legge n. 69 del 2009.

9. Ferma la disciplina in tema di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo, la sanzione disciplinare del licenziamento si applica:

  1. con preavviso per:
    a) le ipotesi considerate dall'art. 55-quater, comma 1, lett. b) e c) del D.Lgs. n.165 del 2001;
    b) recidiva plurima, in una delle mancanze previste ai commi 4, 5, 6, 7 ed 8, anche se di diversa natura, o recidiva, nel biennio, in una mancanza che abbia già comportato l'applicazione della sanzione massima di sei mesi di sospensione dal servizio;
  2. senza preavviso per:
    a) le ipotesi considerate nell'art. 55-quater, comma 1, lett. a), d), e) ed f) del D. Lgs. n. 165 del 2001;
    b) commissione di gravi fatti illeciti di rilevanza penale, ivi compresi quelli che possono dal luogo alla sospensione cautelare, secondo la disciplina dell'art. 10 (Sospensione cautelare in corso di procedimento penale), fatto salvo quanto previsto dall'art. 12, comma 1 (Rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale);
    c) condanna, anche non passata in giudicato, per:
    1. i delitti già indicati nell'art. 58, comma 1, lett. a), b) limitatamente all'art. 316 del codice penale, lett. c), d) ed e), e nell'art. 59, comma 1, lett. a), limitatamente ai delitti già indicati nell'art. 58, comma 1, lett. a) e all'art. 316 del codice penale, lett. b) e c), del D. Lgs. n. 267 del 2000;
    2. gravi delitti commessi in servizio;
    3. delitti previsti dall'art. 3, comma 1 della legge 27 marzo 2001 n. 97.
    d) recidiva plurima di sistematici e reiterati atti o comportamenti aggressivi, ostili e denigratori che assumano anche forme di violenza morale o di persecuzione psicologica nei confronti di dirigenti o altri dipendenti;
    e) recidiva plurima di atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, lesivi della dignità della persona.

10. Le mancanze non espressamente previste nei commi da 4 a 9 sono comunque sanzionate secondo i criteri di cui al comma 1, facendosi riferimento, quanto all'individuazione dei fatti sanzionabili, agli obblighi dei dirigenti di cui all'art. 7 (Obblighi del dirigente) quanto al tipo e alla misura delle sanzioni, ai principi desumibili dai commi precedenti.

 



Norme disciplinari per i dirigenti
 

Ai sensi dell'art.55, comma 2, del Decreto Legislativo n. 165/01, la pubblicazione sul sito istituzionale dell'amministrazione del presente Codice equivale a tutti gli effetti alla sua affissione agli ingressi della sede di lavoro.

Al personale con qualifica dirigenziale, di prima e seconda fascia, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e non, si continuano ad applicare le disposizioni contenute nell'allegato della deliberazione n. 516 del 12 dicembre 2006 e nella Circolare 56 del 22 dicembre 2006 per le parti non in contrasto o modificate dalle disposizioni recate dal Decreto Legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009.

In particolare si conferma il seguente regime delle competenze:

  • emanazione di provvedimento di licenziamento, previo esperimento del previsto procedimento disciplinare di cui agli articoli delle allegate norme regolamentari:
    • dirigenti con incarico di livello generale: Consiglio di Amministrazione;
    • dirigenti con incarico non di livello generale: Direttore Generale.
  • emanazione di provvedimento di sospensione cautelare dal servizio , nelle ipotesi previste dalla disciplina allegata:
    • dirigenti con incarico di livello generale: sospensione obbligatoria: Direttore Generale; sospensione facoltativa; Consiglio di Amministrazione.
    • dirigenti con incarico non di livello generale: sospensione obbligatoria: Direttore Centrale o Regionale di riferimento; sospensione facoltativa: Direttore Generale.

Sanzioni conservative

L'art. 69 del Decreto Legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009, ha introdotto le seguenti fattispecie di sanzione conservativa applicabili anche al personale dirigente:

Ai sensi dell'art. 55 bis comma 7 del Decreto Legislativo 165/01, il dirigente appartenente alla stessa amministrazione pubblica dell'incolpato o di una diversa, che, essendo a conoscenza per ragioni di ufficio o di servizio di informazioni rilevanti per un  procedimento disciplinare in corso, rifiuta, senza giustificato motivo, la collaborazione con l'autorità disciplinare competente ovvero rende dichiarazioni false o reticenti, è soggetto all'applicazione dell'amministrazione di appartenenza della sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione, commisurata alla gravità dell'illecito contestato al dipendente, fino ad un massimo di quindici giorni;

Ai sensi dell'art. 55 sexies comma 3 del Decreto Legislativo 165/01, il mancato esercizio o la decadenza dell'azione disciplinare,  dovuti all'omissione o al ritardo, senza giustificato motivo, degli atti del procedimento disciplinare o a valutazioni sull'insussistenza dell'illecito disciplinare irragionevoli o manifestamente infondate, in relazioni a condotte aventi oggettiva e palese rilevanza disciplinare, comporta, per i soggetti responsabili aventi qualifica dirigenziale, l'applicazione della sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione in proporzione alla gravità dell'infrazione non perseguita, fino ad un massimo di tre mesi in relazione alle infrazioni sanzionabili con il licenziamento, ed altresì la mancata attribuzione della retribuzione di risultato per un importo pari a quello spettante per il doppio del periodo della durata della sospensione.

Nei predetti casi la competenza per l'istruttoria sull'accertamento delle infrazioni disciplinari ascrivibili al dirigente è di competenza dell'ufficio disciplinare e contenzioso ma le determinazioni conclusive del procedimento sono adottate, ai sensi dell'art. 68 comma 4, del Decreto Legislativo n. 150/09:

  • dal Direttore Centrale o Direttore Regionale di riferimento per i dirigenti con incarico di livello non generale;
  • dal Direttore Generale per i dirigenti con incarico di livello generale. 

Decorrenza

Le predette norme entrano in vigore a partire dal giorno 15 novembre 2009.

 

Ultimo aggiornamento: 11/05/2018