INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Infortuni mortali e malattie professionali, online gli open data Inail dei primi cinque mesi 2018

Tra gennaio e maggio denunciate 14 morti sul lavoro in più rispetto ai primi cinque mesi del 2017, da 375 a 389 (+3,7%). L’aumento è legato ai casi avvenuti in itinere, ovvero nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, passati da 104 a 118. Stabili quelli occorsi in occasione di lavoro

ROMA - Nella sezione “Open data” del sito Inail sono disponibili i dati analitici delle denunce di infortunio con esito mortale e di malattia professionale presentate all’Istituto entro il mese di maggio. Si tratta di dati provvisori, soggetti all’effetto distorsivo di “punte occasionali” e dei tempi di trattazione delle pratiche e di consolidamento degli archivi. Per quantificare i casi accertati positivamente, infatti, sarà necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero anno 2018, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.

Dopo l’introduzione dell’obbligo di trasmissione telematica all’Inail, a fini statistici e informativi, delle comunicazioni relative agli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno (escluso quello dell’evento) – obbligo che ricade su tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private – è stata temporaneamente sospesa la pubblicazione degli open data mensili relativi alle denunce complessive di infortunio, per evitare confronti di mese e di periodo non coerenti. La pubblicazione riprenderà entro il mese di agosto, una volta concluso il processo di adeguamento dei sistemi statistico-informatici dell’Istituto.


CASI MORTALI

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto nei primi cinque mesi di quest’anno sono state 389, 14 in più rispetto alle 375 dell’analogo periodo del 2017 (+3,7%). L’aumento, a livello nazionale, riguarda solo i casi avvenuti in itinere, ovvero nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (passati da 104 a 118), mentre per quelli occorsi in occasione di lavoro le denunce sono state 271 in entrambi i periodi. Nei primi cinque mesi del 2018 si è registrato un aumento di 28 casi mortali (da 320 a 348) nella gestione Industria e servizi, mentre in Agricoltura i decessi denunciati sono stati otto in meno (da 43 a 35) e nel Conto Stato sei in meno (da 12 a 6).

L’analisi territoriale evidenzia un incremento di 19 casi mortali nel Nord-Ovest, di 18 casi nel Nord-Est e di uno al Centro. Diminuzioni si riscontrano, invece, al Sud (-15 decessi) e nelle Isole (-9). A livello regionale spiccano i 12 casi in più in Lombardia (da 49 a 61) e Veneto (da 36 a 48) e i 10 in più in Piemonte (da 29 a 39). Cali significativi si registrano, invece, in Abruzzo (da 25 a 6), teatro nel gennaio 2017 delle tragedie di Rigopiano e Campo Felice, in Puglia (da 24 a 11) e in Sicilia (da 30 a 18).

L’incremento rilevato nel confronto tra i primi cinque mesi del 2017 e del 2018 è legato sia alla componente maschile, i cui casi mortali sono aumentati di 10 unità (da 334 a 344), che a quella femminile, con quattro casi in più (da 41 a 45 decessi). L’incremento ha interessato solo le denunce dei lavoratori stranieri (da 50 a 65 casi), mentre quelle dei lavoratori italiani, le più numerose, sono scese di una sola unità (da 325 a 324).

Dall’analisi per classi d’età emerge come una morte su due abbia coinvolto lavoratori di età compresa tra i 50 e i 64 anni, per i quali si registra un incremento tra i due periodi di 30 casi (da 167 a 197). In diminuzione, invece, le denunce che riguardano i lavoratori tra i 35 e i 49 anni (da 121 a 105). Sostanzialmente stabili le denunce degli under 34 (da 57 a 59) e degli over 65 (da 28 a 30).


DENUNCE DI MALATTIA PROFESSIONALE

Dopo la diminuzione registrata nel corso di tutto il 2017, in controtendenza rispetto al costante aumento degli anni precedenti, nei primi cinque mesi del 2018 le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail sono tornate ad aumentare, anche se a un ritmo più lento rispetto alle quattro rilevazioni mensili precedenti. Al 31 maggio 2018, infatti, l’incremento si attesta al +3,1% (pari a 818 casi in più rispetto allo stesso periodo del 2017, da 26.195 a 27.013), la variazione più bassa dopo il +14,8% di gennaio, il +10,3% di febbraio, il +5,8% di marzo e il +5,5 di aprile.

L’aumento interessa tutti i comparti: nell’Industria e servizi le denunce di malattia professionale sono aumentate dell’1,1% (da 20.766 a 20.999), in Agricoltura del 10,6% (da 5.143 a 5.690) e nel Conto Stato del 13,3% (da 286 a 324). L’analisi territoriale evidenzia incrementi delle tecnopatie denunciate al Sud (+648 casi), dove si concentra un quarto del totale dei casi protocollati dall’Istituto, al Centro (+402), dove i casi denunciati sono un terzo del totale, e nel Nord-Ovest (+68). Nord–Est e Isole mostrano invece un calo, pari rispettivamente a 71 e 229 casi.

In ottica di genere si rilevano 808 denunce in più per i lavoratori (da 19.025 a 19.833) e 10 in più per le lavoratrici (da 7.170 a 7.180). L’incremento ha interessato prevalentemente le denunce dei lavoratori italiani (+804), rispetto a quelle dei lavoratori stranieri (+14). Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (15.106 casi), con quelle del sistema nervoso (3.017) e dell’orecchio (1.996), continuano a rappresentare le prime tre malattie professionali denunciate (pari a oltre il 74% del complesso). Superano quota mille anche le denunce del sistema respiratorio (1.148) e dei tumori (1.014).

Ultimo aggiornamento: 27/06/2018


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