INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

09/07/2015

De Felice: “Il bilancio Inail tiene, ma preoccupano numeri e tendenza”

Il presidente dell’Istituto, presentando alla Camera la Relazione annuale, avverte: “Altre riduzioni inciderebbero sui nostri obiettivi”. Il preconsuntivo 2014 mostra un risultato finanziario positivo per 477 milioni, in flessione però di oltre un terzo rispetto al 2013. In calo del 23,9% anche il risultato economico

Il presidente dell’Inail Massimo De Felice

ROMA - “Il bilancio Inail del 2014 tiene la solvibilità. I numeri e la tendenza giustificano, però, avvertenze e preoccupazioni. Altre riduzioni delle disponibilità inciderebbero sugli obiettivi istituzionali dell’Istituto – sugli interventi nel settore sanitario, sul sostegno alle imprese con i progetti di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza, sugli incentivi alla prevenzione – e anche sui piani di ammodernamento tecnologico dei processi gestionali, che potrebbero portare risparmi e conquiste di efficienza futuri e strutturali”. Lo ha detto il presidente dell’Inail, Massimo De Felice, presentando questa mattina a Roma, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, la Relazione annuale dell’Istituto.

 

Senza remunerazione l’83% delle riserve tecniche. I dati del preconsuntivo 2014 mostrano che l’Inail ha avuto entrate di competenza per nove miliardi e 586 milioni di euro, il 5,5% in meno rispetto al 2013, mentre le uscite di competenza si sono attestate a nove miliardi e 109 milioni, con prestazioni istituzionali in diminuzione del 2,1%. “Il risultato finanziario è quindi positivo per 477 milioni – ha sottolineato De Felice – ma in diminuzione del 36% rispetto al 2013 e del 38,2% rispetto al 2011”. Cala anche il risultato economico, pari a 984 milioni (-35,2% rispetto al 2011 e -23,9% rispetto al 2013), mentre le riserve tecniche sono di circa 27 miliardi e 600 milioni, “coperte” per circa l’83% da liquidità versata alla Tesoreria dello Stato, senza remunerazione.

 

“Sui risultati ha inciso la legge di stabilità”. “Sul bilancio – ha spiegato il presidente dell’Inail – hanno inciso le misure della legge di stabilità: la riduzione del 14,17% di premi e contributi, tamponata parzialmente dai 500 milioni trasferiti dallo Stato, e la rivalutazione, in via straordinaria, del 7,57% dell’indennizzo del danno biologico. Inoltre hanno gravato i 142 milioni riversati allo Stato per riduzioni e razionalizzazione della spesa. La legge di stabilità, per il 2015, incrementa la riduzione dei premi, impone un’ulteriore riduzione delle spese di 50 milioni, quindi per un totale, nell’anno, di 192,6 milioni”.

 

Confermata l’efficacia dei controlli. La Relazione annuale conferma la qualità della procedura informatica di “business intelligence”, che sostiene l’attività ispettiva dell’Istituto, consentendo l’individuazione efficace del nucleo di imprese “critiche” da ispezionare e fornendo analisi dettagliate sull’esito delle ispezioni. Nel 2014 i circa 350 ispettori Inail hanno controllato 23.260 aziende (il 72% del terziario, il 24% del settore industria), l’87,5% delle quali sono risultate irregolari. Le verifiche hanno portato anche alla regolarizzazione di 59.463 lavoratori, di cui 51.731 irregolari e 7.732 in nero.

 

“Le ispezioni componente rilevante della valutazione dei rischi”. “Per l’Istituto – ha aggiunto a questo proposito De Felice – le ispezioni hanno una finalità particolare, perché sono anche una componente rilevante e integrata nel processo complessivo di controllo e valutazione dei rischi, fornendo conoscenza sulla rischiosità delle lavorazioni effettuate dall’impresa, strutturalmente utile per altre numerose azioni gestionali. È una finalità riconosciuta, d’altra parte, anche nel Quadro strategico dell’Unione europea 2014-2020 in materia di salute e sicurezza sul lavoro, dove si auspica un’attività ispettiva capace anche di sostenere il ruolo di consulenza nei confronti del mondo della produzione, migliorando la cultura degli ispettori del lavoro per poter effettuare correttamente ispezioni incentrate sui rischi”.

 

“Va tutelata la business intelligence”. Per De Felice, l’ipotesi di un’esternalizzazione dell’attività ispettiva, attraverso la creazione di un’Agenzia unica in cui integrare i servizi oggi erogati da Ministero del Lavoro, Inps e Inail, non può ignorare questi aspetti: “Le osservazioni metodologiche che abbiamo rivolto, in via preliminare, allo schema di decreto legislativo sulla razionalizzazione e semplificazione dell’attività ispettiva hanno ribadito l’importanza dell’integrazione funzionale tra ispezioni e gestione, e della tutela dell’efficacia delle procedure informatiche a sostegno delle ispezioni, che potrebbe ridursi senza un’accorta, tempestiva e costosa riprogettazione delle basi dati e delle fasi di elaborazione”.

 

In aumento gli sconti per meriti di prevenzione. Dalla Relazione annuale emerge anche la crescita costante del numero di imprese che hanno usufruito della riduzione del tasso di tariffa per meriti di prevenzione: sono state 34mila nel 2011, 41mila nel 2012, 46mila nel 2013, mentre le istanze presentate nel 2014 per interventi effettuati nel 2013 sono circa 71.200. Il presidente dell’Inail ha citato anche la collaborazione, proseguita nel 2014, con Federchimica e Federutility, che ha portato la pubblicazione delle “linee di indirizzo”, che consentiranno alle imprese di settore di accedere ai meccanismi di riduzione del premio assicurativo. Lo scorso ottobre, inoltre, è stata disposta la riduzione del 7,99% dell’importo del premio per le imprese artigiane che non hanno denunciato infortuni nel biennio 2012-2013, cui sono stati destinati 27 milioni di euro. Lo sconto ha interessato oltre 274mila ditte. Altre riduzioni hanno riguardato l’edilizia, la pesca e la navigazione.

 

In cinque anni incentivi per oltre un miliardo. Nel frattempo prosegue il piano per co-finanziare a fondo perduto, al 65% del costo complessivo, progetti di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, e per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale da parte delle imprese. Con il bando Isi del 2014, in particolare, sono stati messi a disposizione 267 milioni di euro, che rappresentano la quinta tranche di un ammontare complessivo di oltre un miliardo stanziato dall’Istituto a partire dal 2010. Lo scorso 25 giugno sono stati circa 23mila gli utenti che hanno preso parte al “click day” per l’assegnazione dei fondi. Anche l’esperienza dei bandi Isi risponde agli indirizzi del Quadro strategico dell’Ue, in particolare rispetto all’importanza di mirare le politiche di prevenzione verso le piccole e micro imprese. “Dai dati statistici – ha precisato De Felice – risulta che i progetti ammessi e regolari presentati dalle aziende fino a 15 dipendenti nel 2010 erano il 61% del totale, mentre nel 2013 siamo arrivati al 73%”.

 

Prosegue la valorizzazione del patrimonio immobiliare. Dopo un ulteriore passaggio dedicato al bando da 30 milioni di euro per il finanziamento di progetti di innovazione tecnologica, finalizzata alla prevenzione in settori ad alto rischio infortunistico come l’edilizia, l’agricoltura e la lavorazione dei materiali lapidei, e alle numerose collaborazioni promosse per intervenire su fonti di rischio e settori produttivi specifici, il presidente dell’Inail ha affrontato il tema della sistemazione del patrimonio immobiliare, per la riduzione dei costi di gestione e il perseguimento di migliori rendimenti. A questo scopo, nel 2014 l’Istituto ha aderito al Fondo comune di investimento immobiliare chiuso a comparti - i3Core, gestito da Invimit Sgr, società costituita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in attuazione della normativa finalizzata alla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, sottoscrivendo quote per un importo complessivo di 440 milioni di euro.

 

Con l’integrazione di Ispesl e Ipsema risparmi strutturali. “Confidiamo che le difficoltà che hanno segnato l’avvio dell’attività dei fondi siano presto superate”, ha detto De Felice, aggiungendo che “nell’ambito del programma di valorizzazione degli immobili non utilizzati per finalità istituzionali è stata svolta l’attività di due diligence, conclusa nel marzo scorso con l’adesione al Fondo comune di investimento immobiliare chiuso i3Inail gestito sempre da Invimit, cui sono stati conferiti 47 immobili per un valore di circa 60 milioni di euro”. Attraverso il programma straordinario attivato dal Ministero dell’Economia in attuazione del decreto “Sblocca Italia”, l’Inail ha venduto alla Cdp Investimenti immobili per un valore di 37 milioni di euro, mentre altri otto milioni sono stati incassati con le aste telematiche notarili. La conclusione del progetto di integrazione logistica di Ispesl e Ipsema, inoltre, consente di realizzare un risparmio strutturale superiore ai nove milioni di euro all’anno, tra canoni e spese di funzionamento. Tra gli investimenti immobiliari figura, invece, l’acquisto della sede dell’Istituto superiore protezione e ricerca ambientale (Ispra), a Roma, per un importo di 67 milioni. Per poter incrementare la redditività degli attivi a copertura delle riserve tecniche, l’Inail ha manifestato anche l’interesse ad acquistare ulteriori quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia, fino al raggiungimento del tetto massimo del 3% fissato per legge (dallo 0,7% attualmente detenuto).

 

In un anno più di sette milioni di prestazioni sanitarie. Sul fronte della cura, della riabilitazione e del reinserimento degli infortunati, nel 2014 sono state effettuate più di sette milioni e mezzo di prestazioni sanitarie. Le prestazioni per “prime cure”, effettuate presso i 131 ambulatori dell’Inail, sono state circa 704mila, 21mila in più dell’anno precedente. In oltre nove casi su 10, queste cure sono state richieste in seguito a un infortunio, la quota residua per malattia professionale. Sono state inoltre fornite a circa tremila pazienti 108mila prestazioni riabilitative e 8.273 visite fisiatriche negli 11 centri di fisiochinesiterapia attivi in cinque regioni, mentre il Centro protesi di Vigorso di Budrio ha registrato l’afflusso di 11mila assistiti.

 

Una collaborazione in rete per soluzioni all’avanguardia. Il Centro Inail di Vigorso di Budrio è anche uno dei poli della rete di ricerca ad alta tecnologia che sta realizzando progetti all’avanguardia sul fronte della protesica e della riabilitazione, con il contributo di realtà di eccellenza come l’Istituto italiano di tecnologia di Genova, l’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e l’Università Campus Biomedico di Roma. “La logica della collaborazione in rete – ha spiegato De Felice – apre nuove opportunità per l’Istituto, che può promuovere e finanziare, con la tecnica del partenariato, ricerca tecnologica e medica di eccellenza. L’integrazione tra processi di ricerca ed esperienza d’uso consente, inoltre, di migliorare e abbreviare i percorsi di trasferimento tecnologico e di trovare soluzioni innovative per la gestione di brevetti industriali, che hanno alta valenza sociale”. Lo scorso dicembre è stato definito e approvato in forma nuova il Regolamento dei brevetti dell’Inail, che disciplina le modalità per la tutela dei diritti di proprietà intellettuale e dello sfruttamento industriale derivanti dalle invenzioni. L’accordo con l’IIT di Genova, per lo sviluppo di una protesi mano/polso e di un esoscheletro motorizzato per la deambulazione di soggetti paraplegici, ha riconosciuto per primo la nuova forma di regolamento.

 

“Ritardi nell’applicazione dell’accordo sulle prestazioni integrative”. Il 2014 ha segnato prospettive di sviluppo anche per il Centro riabilitazione motoria di Volterra, come polo del sistema sanitario riabilitativo, in coerenza con le previsioni del Piano sanitario sociale integrato varato dalla Regione Toscana a novembre. È proseguita anche l’attività di coinvolgimento delle regioni per l’erogazione di prestazioni riabilitative in favore dei disabili da lavoro, integrative rispetto a quelle garantite dal Sistema sanitario nazionale, come previsto dall’accordo quadro del febbraio 2012. “Nonostante l’impegno dell’Inail – ha rimarcato però De Felice – il processo di sottoscrizione da parte delle regioni non è ancora completato. Sono ritardi gravi che causano iniquità e minano l’uniformità del diritto tra i territori”.

 

Nel nuovo piano di ricerca pochi progetti di grandi dimensioni. Tra gli altri temi toccati dalla Relazione del presidente, il nuovo piano di ricerca dell’Istituto, che sarà definito entro la fine dell’anno e dovrà essere composto da pochi progetti di grandi dimensioni, per garantire chiara l’attribuzione della responsabilità dei risultati e per favorire le sinergie tra indagini correlate. “Rispetto all’impostazione del piano precedente – ha detto De Felice – è un cambiamento rilevante: volto a tutelare le competenze dei ricercatori, a valutarne i meriti, a portare ancora più decisamente la ricerca nell’operatività dell’Inail. Ne potranno derivare grandi vantaggi: indirizzo e strumentazioni più efficaci per le politiche di prevenzione, più coerenti contributi alla normativa, contenuti tecnici per i piani di formazione verso l’interno e verso imprese e lavoratori, all’esterno”. L’integrazione tra ricerca e operatività resta, comunque, “una grande sfida, innanzitutto culturale”, il cui buon esito richiede “forte volontà e collaborazione, anche a livello normativo, per non cedere alle rigidità dei contratti di lavoro e delle piante organiche, per utilizzare criteri di selezione che consentano di individuare le migliori competenze disponibili sul mercato, per non obbedire, senza verifiche, ai vincoli di qualifica”.

 

“Cruciale potenziare alcuni ruoli con formazione e assunzioni”. Per il presidente dell’Inail una pianificazione accorta non può nemmeno “prescindere dalla cura delle competenze, disponibili e acquisibili. È cruciale poter potenziare con nuove assunzioni alcuni ruoli tecnici nell’informatica, nella ricerca e nella statistica, potendo selezionare con concorsi aperti all’esterno”. Allo stesso tempo, è altrettanto cruciale “potenziare la formazione dei tecnici interni”. Per essere davvero efficace, però, questa formazione “va fondata sul principio dell’insegnamento per problemi. Una volta definito il problema da affrontare, va individuato il gruppo di lavoro e organizzato un corso interno, con docenti esterni qualificati, che partendo dal problema ricostruisca teoria, tecniche, metodi e processi necessari a risolverlo”.

 

- Nel 2014 437mila infortuni e 662 casi mortali

 

Guarda il servizio video


Seguiteci anche su FacebookTwitter e YouTube

 

(9 luglio 2015)


© 2018 INAIL - ISTITUTO NAZIONALE PER L'ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO - P. IVA 00968951004

Finanziamento del PON Governance 2014-2020 per la qualificazione dell'Inail come Polo Strategico Nazionale (PSN)