INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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10/05/2018

Storie di vite che hanno fatto la differenza

Al Salone del libro di Torino, lunedì 14 maggio, la presentazione del numero speciale della rivista SuperAbile dedicato a donne e uomini non comuni. L’Inail presente alla kermesse letteraria con un’area espositiva

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Gioia infinita. Quando nel 1824 Ludwig van Beethoven compone, all’interno della Nona sinfonia, l’Inno alla gioia, è completamente sordo. Il suo amore per la musica lo porta a concepire note sublimi che entrano nella storia della musica e nell’immaginario collettivo di ognuno di noi. Il compositore tedesco è soltanto uno dei tanti profili di persone con disabilità capaci, nonostante le avversità, di realizzare imprese e progetti mirabili. Artisti, sportivi, musicisti, scienziati sono i protagonisti di “Vite straordinarie. Storie di donne e uomini che hanno fatto la differenza”, il numero speciale della rivista SuperAbile Inail che viene presentato, lunedì 14 maggio, alle 10.30, nello spazio eventi del 31° Salone internazionale del libro di Torino. L’Istituto partecipa alla kermesse letteraria, in programma dal 10 al 14 maggio, presso il Lingotto Fiere del capoluogo piemontese, con un’area espositiva all’interno dello stand SuperAbile Inail (padiglione 2, F01-G03) in cui saranno illustrati i prodotti di comunicazione editoriale e audiovisiva realizzati in materia di assicurazione, prevenzione, riabilitazione, reinserimento e ricerca.

Storie di ventidue personaggi capaci di ricominciare daccapo. “Questo volume illustrato - scrive nella prefazione Luigi Sorrentini, direttore centrale Inail prestazioni socio sanitarie e di SuperAbile -  è dedicato a ventidue personaggi straordinari, provenienti da tutto il mondo, undici donne e altrettanti uomini con diverse disabilità che, grazie e malgrado la propria condizione, si sono distinti nei vari ambiti delle arti, delle scienze e dello sport”. Da Frida Kahlo a Stevie Wonder, da Stephen Hawking a Bebe Vio, da Alex Zanardi a Oney Tapia, la disabilità è stata un crocevia di ritorni e partenze, anello di congiunzione di un percorso in grado di unire passato e futuro sul ponte del presente perché come rileva Sorrentini: “La varietà dell’esperienza umana è infinita”.

Stephen Hawking, la complessità della vita e la fede nelle proprie capacità. Ricca di aneddoti e di storie originali e composta da oltre 50 pagine illustrate, la pubblicazione è dedicata alla memoria di Franco Bomprezzi, giornalista e scrittore, scomparso nel 2014, primo direttore editoriale del portale SuperAbile e narratore garbato e attento del mondo della disabilità. Curato dalla giornalista Antonella Patete il lavoro editoriale accompagna ad ogni profilo un ritratto realizzato dall’art director Corrado Virgili e da una frase in grado di sintetizzare il carattere del personaggio. “Per quanto difficile possa essere la vita c’è sempre qualcosa che è possibile fare, e in cui si può riuscire” è l’epigrafe che caratterizza la scheda dedicata a Stephen Hawking, il grande scienziato inglese scomparso lo scorso marzo. Il suo bestseller “Dal bing bang ai buchi neri” è stato tradotto in più di quaranta lingue, vendendo oltre dieci milioni di copie. La sua popolarità si è estesa anche alla musica rock tanto che i Pink Floyd hanno voluto, in due brani, la sua voce sintetizzata.

Vicende e curiosità del percorso dei campioni paralimpici. Se Beethoven e Hawking rappresentano due esempi limpidi dei ritratti riportati nel testo altrettanto significative sono le pagine dedicate agli atleti paralimpici: Alex Zanardi, Bebe Vio, Oney Tapia. Del campione italo cubano, testimonial della campagna Inail sul reinserimento lavorativo, medaglia d’argento alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016, viene ricordata un’esortazione della madre all’indomani dell’incidente sul lavoro che nel maggio 2011 lo ha reso non vedente: “Se non prendi in mano la tua vita, nessuno ci penserà al posto tuo. Datti una mossa!”. Storie di rinascite frutto di un lungo e complesso lavoro di scavo interiore, di sacrificio e fiducia nel domani. “La maggior parte delle persone disabili - scrive Antonella Patete coordinatrice del progetto editoriale - come tutte le altre, ambisce a una serena normalità basata sulle relazioni interpersonali, il lavoro, il tempo libero e lo svolgimento di una vita il più possibile indipendente”.

Da Helen Keller a Stephen Wiltshire, l’arte e l’impegno rimedi contro l’isolamento. Il numero speciale di SuperAbile Inail si apre con la storia di Helen Keller, l’attivista statunitense che a causa di una grave malattia perde la vista e l’udito a poco più di un anno di età. Grazie ad Anne Sullivan, un’insegnante ipovedente, Helen impara l’alfabeto tattile e l’arte di comunicare. Nel 1903, a poco più di vent’anni, pubblica il primo dei suoi undici libri: “La storia della mia vita”. Si impegna in politica e a difesa di tutti coloro che a causa di un incidente sul lavoro hanno un deficit fisico, diventando un’icona della difesa dei diritti delle minoranze. Se la vicenda della ragazza che ha ispirato il film “Anna dei miracoli” apre il volume, a chiudere il viaggio è il ritratto dell’illustratore inglese Stephen Wiltshire a cui all’età di tre anni viene diagnosticata una forma di autismo. Le maestre, a scuola, notano la sua abilità nel riprodurre i monumenti visti durante le gite scolastiche a Londra. Grazie al talento nelle arti figurative il bambino, crescendo, diventa un artista di fama internazionale nel disegnare le mappe delle città dopo averle sorvolate in elicottero per pochi minuti. La pubblicazione si conclude con la sezione, “Per saperne di più”, in cui di ogni personaggio vengono ricordate alcune delle opere realizzate e individuate le coordinate informatiche e mediatiche.

Roosevelt e i diritti delle minoranze come elemento vitale delle democrazie. “L’unica cosa di cui dobbiamo aver paura è la paura stessa”, era solito ripetere Franklin D. Roosevelt, che ammalatosi a 39 anni, perde l’uso delle gambe. 32° Presidente degli Stati Uniti d’America vince per quattro volte le elezioni rimanendo in carica, dal 1933, fino alla scomparsa nell’aprile del 1945. La frase che accompagna il suo profilo è: “Non può sopravvivere a lungo una democrazia che non accetti come fondamento della sua esistenza il riconoscimento delle sue minoranze”. Quelle minoranze che grazie all’impegno di donne e uomini che hanno fatto la differenza sono uscite fuori dal buio dell’isolamento per andare incontro al mondo e alla vita.

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