INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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03/06/2024

Sport senza barriere, Giovanna Fasciani: “Con l’equitazione combatto le mie paure”

È online un nuovo episodio della serie video dedicata ai nostri assistiti che hanno subito infortunio sul lavoro. Ognuno di loro racconta come, grazie alla pratica sportiva e ai servizi messi a disposizione dall’Inail, abbia seguito con successo un percorso di riabilitazione e reinserimento sociale

Sport senza barriere, Giovanna Fasciani: “Con l’equitazione combatto le mie paure”
ROMA - “Nel 2005, mentre andavo al lavoro in auto ho avuto uno scontro frontale con un Tir. Le conseguenze sono state molto gravi: frattura del cranio e di tutti gli arti. Ci sono voluti anni di cure e riabilitazione prima di tornare a camminare e sentirmi meglio”. Giovanna Fasciani, 56 anni, racconta come sia stato possibile recuperare l’equilibrio psicofisico dopo l’infortunio sul lavoro, anche attraverso lo sport.

La passione per i cavalli e l’equilibrio ritrovato. Nella sua vita lo sport ha sempre avuto un ruolo centrale: da ragazza ha praticato atletica leggera a livello agonistico, poi nuoto, tennis ed equitazione. Ed è proprio da qui che è ripartita la sua vita dopo l’incidente. “Il cavallo è come uno specchio – racconta Giovanna, perché riflette i problemi che noi abbiamo quindi siamo costretti a correggerci grazie alla sua risposta e, ovviamente, anche alle indicazioni del tecnico. Infatti, la prima volta che ho montato, vedevo la cavalla che correva tantissimo perché io ero tutta contratta e lei lo percepiva”. Così inizia a frequentare un corso di equitazione per infortunati sul lavoro messo a disposizione dall’Inail con la collaborazione del Comitato Italiano Paralimpico. Con il tempo, la costanza e l’allenamento Giovanna riacquista tonicità, forza muscolare e serenità. “Quando sono a cavallo provo libertà e felicità, anche perché non pensavo sarei potuta riuscire a farlo di nuovo”.

Nel 2022 avviati 905 assistiti alle discipline paralimpiche. Il reinserimento sociale delle persone con disabilità da lavoro attraverso lo sport affianca il sostegno economico destinato dall’Inail agli assistiti, e con il tempo ha acquisito un ruolo sempre più centrale tra le attività istituzionali. Attraverso il Centro Protesi di Vigorso di Budrio, l’Istituto fornisce i servizi necessari per avviare il percorso di riabilitazione, servizi che possono includere anche protesi per praticare diverse attività sportive. Oltre al supporto offerto dal Centro Protesi, dalle filiali e dai punti di assistenza attivi sul territorio, Inail mette a disposizione dei propri assistiti, con la collaborazione del Comitato Italiano Paralimpico (Cip), corsi di avviamento allo sport con l’obiettivo di ottenere un maggior benessere psicofisico per gli infortunati e il loro reinserimento sociale. Nell’ambito della collaborazione con il Cip, tra le attività previste dal Piano quadriennale per la promozione e la diffusione della pratica sportiva delle persone con disabilità da lavoro, nel 2022 l’avviamento alle discipline paralimpiche ha coinvolto 905 assistiti.

L’impegno dell’Istituto per le persone con disabilità da lavoro. Grazie alle convenzioni stipulate con tutte le Regioni e ai numerosi accordi contrattuali con strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, nel 2022 sono state erogate 592.754 prestazioni a favore di 16.808 persone. La spesa sostenuta, pari a circa 9,3 milioni di euro, è in aumento rispetto al 2021, a conferma di un netto miglioramento della tutela sanitaria assicurata dall’Inail ai propri assistiti. Gli infortunati sul lavoro che hanno seguito i corsi di avviamento all’attività sportiva o che utilizzano i sussidi protesici messi a disposizione dall’Inail, anche per attività agonistica, si sono pienamente reinseriti nella società dopo l’infortunio. Inoltre, come dimostrano i protagonisti delle videostorie, hanno recuperato autonomia e voglia di vivere grazie allo sport. E questo, in alcuni casi, ha favorito anche il ritorno all’attività lavorativa, o la motivazione per cercare un nuovo lavoro.
 
L’eredità di Antonio Maglio. Precursore e personalità di riferimento in Italia nell’uso dello sport come strumento di riabilitazione e reinserimento sociale degli infortunati sul lavoro è stato proprio un medico dell’Inail, Antonio Maglio, ispiratore dei primi Giochi Paralimpici di Roma nel 1960. Il patrimonio di competenze che oggi ci appartiene in questo settore, affonda le radici in quegli anni. Il progetto “Sport senza barriere” è stato ideato per raccogliere quell’esperienza e testimoniarne il valore, offrendo un segnale di continuità.

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