INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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07/10/2021

A Napoli il seminario “Comunicare la disabilità: il ruolo dello sport”

Organizzato dalla Direzione regionale Inail Campania, in collaborazione con l’Ordine regionale dei giornalisti, Scholas occurrentes, Csv, Ussi e Innovation Village, l’evento ha approfondito i temi della corretta informazione sulla disabilità e del ruolo dello sport

Immagine sport e disabilità
NAPOLI – Si è svolto il 6 ottobre scorso, presso il Centro congressi Università degli studi di Napoli Federico II,  il seminario sul tema “Comunicare la disabilità: il ruolo dello sport”, organizzato dalla Direzione regionale Inail Campania in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti della Campania, Scholas occurrentes, Csv, Ussi e Innovation Village. L’evento, rivolto principalmente al mondo dei media e della comunicazione, ma anche agli studenti universitari, si è focalizzato sugli strumenti per una corretta informazione del mondo della disabilità, con particolare attenzione al ruolo che riveste lo sport quale strumento di integrazione, di inclusione sociale e di benessere psico-fisico nelle persone con disabilità.
 
L’impegno dell’Inail. Durante i lavori, introdotti dai saluti Istituzionali della direttrice regionale vicaria dell’Inail, Adele Pomponio, e dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli sono state valorizzate anche le attività svolte dall’Istituto, che ormai da anni è al fianco di lavoratori e imprese. In particolare, la presa in carico del lavoratore che ha subito un infortunio o contratto una malattia professionale derivanti dalla sua attività. Negli ultimi giorni è tornato tristemente alla ribalta delle cronache il terribile fenomeno delle morti sul lavoro, ma accanto a queste ci sono tanti lavoratori di cui si parla poco ma che si sono visti stravolti la vita insieme alle loro famiglie a causa di un infortunio sul lavoro.
 
Ai giornalisti il compito di contribuire a modificare la percezione della disabilità. Tanti gli interventi che si sono succeduti ma comune a tutti, l’invito ai giornalisti in sala a dare il proprio contributo per modificare l’approccio alla disabilità. Per Simona Amadesi, responsabile area comunicazione istituzionale della Direzione centrale assistenza protesica e riabilitazione, “un linguaggio corretto, può contribuire ad una rappresentazione della normalità della disabilità”. Per questo, le ha fatto eco Raffaele Sibilio, professore di sociologia generale dell’Università degli studi di Napoli Federico II, “la comunicazione, deve costruire messaggi che veicolano l’attenzione sui vantaggi collettivi, grazie ai processi di interazione e di valorizzazione delle differenze di qualsiasi natura, sottolineando il valore sociale della disabilità per tutti e non solo per i soggetti in condizione di disabilità”. Il coordinatore della Scholas Occurrentes sport, Mario Del Verme, ha sottolineato, infine, che “generare senso nello sport per Scholas significa non esaurire la propria missione nella semplice promozione dell'attività sportiva, ma contribuire a rispondere alle domande profonde che muovono ogni persona circa il senso della vita, il suo orientamento e la sua vita”.

Presentato l’opuscolo edito dall’Inail sulle storie di reinserimento. Nel corso dell’evento è stato inoltre presentato l’opuscolo edito dall’Inail “La cultura dell’incontro-storie di vite che si incrociano”. Promosso da Inail Campania e Scholas occurrentes, il lavoro è stato realizzato nell’ambito del progetto di reinserimento sociale che si è svolto nell’arco di tre anni. I partecipanti hanno raccontato la loro vita prima e dopo l’infortunio, gli eventi e le persone che hanno contribuito alla ricostruzione della loro identità e come hanno vissuto il periodo di lockdown causato dalla pandemia da Covid-19, quali sono state le ricadute sulla loro vita di relazione e come è cambiato il loro approccio alla vita dopo aver partecipato al progetto. In chiusura le testimonianze di due assistiti dell’Inail Campania, Claudio De Vivo, atleta paralimpico e Alessandro Forte, atleta para-archery e del colonello Gianfranco Paglia, medaglia d’oro al valor militare.

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