INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

27/09/2016

Tutela degli studenti e alternanza scuola-lavoro, l’impegno dell’Inail per la prevenzione

“Cultura della prevenzione centrale per la scuola”. Lo ha detto Luigi Berlinguer nella sua lectio magistralis nel corso della giornata di studio organizzata a Roma dal Consiglio di indirizzo e vigilanza. Rampi: “Avviato un percorso di ricerca e confronto per rispondere ai profondi mutamenti economici e sociali”

Immagine seminario civ
ROMA - Avviare una revisione del dpr 1124/65 alla luce dell’evoluzione del lavoro e delle sue forme di regolazione e, insieme, riflettere sulla possibilità di un ampliamento delle tutele a favore degli studenti ai fini di un pieno rispetto del principio dell’alternanza scuola/lavoro. Sono state queste le sollecitazioni avanzate dal presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inail, Francesco Rampi, in occasione del convegno “Cultura del lavoro, cultura della sicurezza, cultura della prevenzione”, che si è svolto venerdì scorso, a Roma, presso il Parlamentino della sede dell’Istituto di via IV Novembre.

Rampi: “Rendere il Testo unico sempre più al passo coi tempi”. “In questi ultimi anni mondo del lavoro e sistema scolastico stanno subendo delle modifiche culturali e sociali a una velocità esponenziale – ha valutato il presidente del Civ – Tutto questo deve diventare necessariamente materia di riflessione e di intervento ai fini di una più autentica e capillare diffusione della cultura della prevenzione e delle strategie di contrasto agli infortuni”. Il primo passo, appunto, è “rimettere mano al dpr 1124/65, un passaggio ineludibile se vogliamo davvero disporre di un Testo unico che sia al passo coi tempi e ne sappia recepire i profondi cambiamenti intervenuti”. Altro intervento dirimente: approntare strategie concrete ed efficaci per rendere davvero effettivo il principio dell’alternanza scuola/lavoro. “Non mi riferisco a dei semplici interventi di natura tecnica, che non sono certo difficili da mettere in atto – ha continuato Rampi – E’ necessario, invece, andare al cuore del problema e, dunque, al motivo per cui nell’ordinamento scolastico italiano è stato introdotto questo principio”.

“Un’operazione dal carattere fortemente culturale”. Secondo Rampi il salto da compiere è, prima di tutto, di natura culturale. “Perché la cultura del lavoro, e con essa quella della sicurezza, diventino davvero patrimonio di sapere è necessario avviare un ripensamento complessivo che, da una parte, valuti tutte le forme assicurative e di tutela che possono interessare gli studenti quando svolgono qualsiasi tipo di didattica e, dall’altra, rifuggire la tentazione di fare appelli generalisti e avviare un’efficace strategia di promozione a favore di tutti i giovani italiani che sia in grado di renderli pronti ad affrontare, in qualsiasi momento, ogni luogo di lavoro. Questo è il progetto che vogliamo lanciare”.

“Ridefinire i confini dell’azione dell’Istituto”. In tale contesto l’Inail – riflette Rampi – “svolge già un eccezionale lavoro di supporto di carattere tecnico. Il nodo da sciogliere, dunque, interessa il legislatore, che deve ridefinire i confini dell’azione che affida all’Istituto e reperire le modalità con le quali questo possa intervenire con pienezza d’azione. Per ciò il Civ fa appello a tutti i soggetti interessati, a partire dai ministri del Lavoro e dell’Istruzione, perché si possa intervenire con ogni strumento disponibile: dalla promozione dei decreti attuativi ai passaggi per la definizione dell’imminente Legge di bilancio”.

Lucibello: “Necessario un rigoroso approccio di sistema”. “Occasioni come queste sono utili per promuovere un dibattito più consapevole sulla cultura della sicurezza nella scuola, in grado di contribuire al superamento di quella frammentazione che ancora permane a livello legislativo – ha affermato nel corso del suo intervento il direttore generale dell’Inail, Giuseppe Lucibello – Occorre ragionare, invece, in termini strutturali e con un rigoroso approccio di sistema: dal più piccolo degli istituti del territorio ai grandi centri di specializzazione e ai poli universitari. Un approccio che l’Inail ha già adottato e che ci ha visto intervenire con uno stanziamento complessivo di oltre un miliardo di euro per la costruzione di nuove scuole, 350 milioni dei quali disposti nell’ambito dell’operazione “Buona scuola” e destinati alla realizzazione di strutture innovative”.

“Agire in modo rapido e incisivo nelle aree colpite dal sisma”. Proprio a proposito delle scuole innovative, Lucibello ha ricordato come sia “in fase di svolgimento un concorso di idee per 52 progetti su tutto il territorio nazionale, la cui realizzazione, ulteriore elemento virtuoso, non graverà in alcun modo sui bilanci delle autonomie locali”. Un approccio la cui efficacia potrebbe diventare paradigmatica per una strategia a più ampio raggio. “La nostra volontà è fare di questo modello uno strumento generale di intervento – ha sottolineato Lucibello – che ci permetta di agire in modo più ampio e incisivo, soprattutto nelle aree recentemente distrutte dal sisma e dove è necessario operare con i tempi dettati dall’emergenza”.

Massenti: “La formazione sui banchi investimento di lungo periodo”. Nell’intervento che ha aperto i lavori della giornata, il consigliere del Civ Achille Massenti ha sottolineato che “i giovani sono i più esposti ai rischi sul lavoro per diverse ragioni: innanzitutto per la mancanza di esperienza e di consapevolezza dei rischi. Si deve perciò diffondere, a partire proprio dai giovani, la cultura del lavoro, della sicurezza e della prevenzione offrendo informazione, formazione e istruzione adeguate anche in questo campo, tramite una prima esperienza nel mondo del lavoro e una conoscenza dei diritti e doveri in materia”. Secondo Massenti “la promozione della cultura della prevenzione non solo per i neoassunti, ma anche durante il percorso scolastico-formativo” rappresenta un investimento destinato a “portare risultati nel medio e lungo periodo”.

La lectio magistralis di Luigi Berlinguer. Anche per Luigi Berlinguer, già ministro della pubblica istruzione, è importante “far entrare nella scuola il concetto che quella della prevenzione è una delle culture di cui si deve occupare” e “uno dei terreni da coltivare è quello dell’alternanza scuola-lavoro”. Nella sua lectio magistralis Berlinguer ha messo in luce, in particolare, come i mutamenti economici e sociali abbiano posto in discussione i modelli preesistenti. “In una società che presenta più insidie di ieri per la sua complessità, in cui lo stesso sviluppo può creare nuovi rischi e moltiplicarli – ha spiegato – il soggetto non è più il lavoratore, ma la persona umana con i suoi diritti fondamentali, tra cui rientra anche il diritto alla sicurezza. Ciò che si fa per prevenire i pericoli deve diventare un fatto di cultura, che aiuta a rivedere la mentalità del nostro modo di pensare quotidiano, anche quando siamo seduti in un banco di scuola”. Per Berlinguer un segno del cambiamento è rappresentato proprio dal ruolo svolto da istituzioni come l’Inail, un ente che “oggi guarda avanti, con una sensibilità che va oltre il suo atto di nascita, affrontando e promuovendo concretamente la cultura della prevenzione e della sicurezza, a partire proprio dagli studenti”.

L’esempio della Germania e il modello italiano. Il convegno è proseguito con un confronto tra l’assicurazione pubblica contro gli infortuni per gli studenti della Germania, presentata da Renate Colella, direttrice Rapporti Istituzionali dell’Ente tedesco di assicurazione sociale (DGUV), e il modello italiano, illustrato da Agatino Cariola, direttore centrale Rapporto assicurativo dell’Inail. Se in Germania i principi generali dell’assicurazione contro gli infortuni valgono in tutta la loro portata anche per l’assicurazione contro gli infortuni a scuola, che include nella copertura gli infortuni avvenuti in itinere, in Italia gli studenti sono assicurati dall’Inail solo per gli infortuni che avvengono nel corso delle esperienze tecnico-scientifiche e delle esercitazioni pratiche e di lavoro. Nel caso dell’alternanza scuola-lavoro – resa obbligatoria dalla legge di riforma 107/15 per tutti gli alunni nell’ultimo triennio delle scuole secondarie di secondo grado – la protezione assicurata agli studenti è invece integrale e copre tutti i rischi ai quali sono soggetti nell’ambiente di lavoro, incluso il tragitto tra la scuola e il posto di lavoro.

L’obiettivo di una protezione generalizzata per tutti gli alunni. Dopo la presentazione in videoconferenza di alcune iniziative promosse sul territorio dalle direzioni regionali dell’Inail di Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Liguria e Umbria, il seminario ha ospitato una tavola rotonda moderata da Giovanni Paura, direttore centrale Pianificazione e Comunicazione dell’Inail, alla quale hanno partecipato numerosi rappresentanti del Senato e della Camera. Gli interventi dei parlamentari si sono concentrati, in particolare, su opportunità e problemi concreti legati all’attuazione dell’alternanza scuola-lavoro e sulla necessità di un intervento normativo che razionalizzi la materia dell’assicurazione degli studenti contro gli infortuni, avendo come obiettivo di lungo periodo una tutela generalizzata per tutti gli alunni, sulla falsariga del modello tedesco.  

Giovani: “Dai parlamentari una sensibilità comune incoraggiante”. “Solo l’interlocuzione trasversale e la ricerca della comunità d’intenti possono garantire la possibilità di successo – ha valutato il vicepresidente del Civ, Riccardo Giovani, concludendo la giornata di studio – È incoraggiante in tal senso verificare come su questa materia, nel corso della tavola rotonda, siano stati evidenziati dai nostri parlamentari più elementi comuni che di divisione e, soprattutto, sia emersa una sensibilità generale che ci fa sperare che sia possibile trovare, entro breve, una comunanza legislativa per muovere dei passi in avanti importanti”.

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