INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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28/05/2019

L’Inail nel progetto del robot teleoperativo che può trainare un aereo di oltre tre tonnellate

Presentato a Montreal durante l’ultima Conferenza internazionale sulla robotica e l’automazione, il prototipo quadrupede HyQReal è stato realizzato dall’IIT di Genova, in collaborazione con il Dipartimento innovazione tecnologica dell’Istituto, con l’obiettivo di supportare gli operatori impegnati nella gestione di emergenze, come crolli, terremoti e incendi, e in interventi ad alto rischio in ambienti confinati o sospetti di inquinamento

L’Inail nel progetto del robot teleoperativo che può trainare un aereo di oltre tre tonnellate
ROMA - Oggi traina un aereo, domani salverà vite umane. Si chiama HyQReal ed è il robot quadrupede realizzato dall’Istituto italiano di tecnologia (IIT) di Genova, con il supporto dell’Inail e dell’Unione europea, nell’ambito del progetto Echord, finalizzato a rafforzare il legame tra istituti di ricerca e industrie nel campo della robotica. 

Tanta forza in soli 90 centimetri di altezza. Il prototipo di HyQReal, con i suoi 90 centimetri di altezza, 133 di lunghezza e un peso di 130 chilogrammi, è in grado di sviluppare una forza sufficiente a spostare un aereo passeggeri di oltre tre tonnellate, come ha dimostrato in un test effettuato all’aeroporto di Genova. Presentato durante la Conferenza internazionale sulla robotica e l’automazione (Icra) che si è svolta la scorsa settimana a Montreal, in Canada, il robot è stato progettato per supportare gli operatori impegnati nella gestione di emergenze, come crolli, terremoti e incendi, e interventi ad alto rischio in ambienti confinati o sospetti di inquinamento.

I computer di bordo integrano i comandi impartiti da remoto. Protetto da una gabbia in alluminio, HyQReal è rivestito con una fibra di vetro e plastica e le sue zampe, resistenti ad acqua e polvere, sono dotate di una gomma speciale che ottimizza la trazione sul terreno. L’idraulica di bordo, le batterie e la comunicazione wireless lo rendono completamente autonomo. Una batteria da 48 Volt, infatti, alimenta quattro motori elettrici collegati ad altrettante pompe idrauliche e a due computer, uno per la visione e l’altro per il controllo del robot, che riesce anche a evitare ostacoli e buche, integrando i comandi impartiti da remoto dall’operatore.

Un sistema flessibile adattabile a diversi scenari. La collaborazione avviata dall’Inail con l’IIT punta proprio allo sviluppo di prototipi in grado di replicare attività pericolose attraverso l’interazione simultanea con un operatore da remoto (teleoperazione). L’obiettivo è realizzare un sistema flessibile e adattabile a diversi scenari di rischio. I dati relativi agli infortuni dimostrano infatti che alcune realtà lavorative – come le industrie chimiche, gli impianti petrolchimici o le centrali nucleari – e di­verse attività – ispezioni e manutenzione, in particolare in ambienti confinati, interventi a seguito di incendi o catastrofi naturali, demolizioni, lavori in quota – presentano rischi significativi per la salute e il benessere dei lavoratori, nonostante il rispetto delle norme di sicurezza.

I ricercatori del Dit impegnati nello sviluppo di un braccio robotizzato. In questi ambiti, il ricorso a robot collaborativi tecnologicamente evoluti rappresen­ta una straordinaria opportunità per surrogare o assistere i lavoratori in interventi che presentano elevati livelli di rischio. Partendo dal robot quadrupede presentato a Montreal, i ricercatori Inail del Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit) stanno dunque sviluppando un braccio robotizzato che possa riprodurre i movimenti dell’operatore. La funzionalità è assicurata dall’interazione tra l’operatore-guida (master), che opera in remoto attraverso la visione virtuale catturata sul campo dal robot, e lo stesso robot (slave), che esegue in tempo reale le azioni generate dall’operatore.

Il dispositivo ottimizzato per interventi di “secondo soccorso”. Per ottimizzare l’azione di HyQReal, attraverso una percezione dell’ambiente di lavoro che sia il più possibile vicina alla realtà, e rendere il suo intervento più efficace, è stata valutata l’esigenza di curare la sua compatibilità con gli ambienti entro i quali si troverà a operare – che possono essere corrosivi, ad alta temperatura, a rischio di esplosione o soggetti a inquinamento – e la necessità di implementare sistemi di percezione dell’ambiente, in termini di capacità visiva, uditiva e tattile, prevedendo ad esempio il ricorso a un dispositivo a infrarosso che consenta la rilevazione della temperatura ambientale. Analizzando scenari legati agli interventi di soccorso dei vigili del fuoco in seguito a eventi naturali catastrofici, i ricercatori stanno procedendo al dimensionamento del robot per interventi di “secondo soccorso”, come la rimozione di macerie, i lavori di risanamento delle strutture e le operazioni di screening per la rilevazione di eventuali danni strutturali.

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