INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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25/01/2018

Luca Pancalli rieletto presidente del Cip con oltre il 90 per cento delle preferenze

Si sono svolte presso la Casa delle Armi del Foro italico, per la prima volta da quando il Comitato paralimpico è stato riconosciuto ente autonomo di diritto pubblico, le votazioni per eleggere il Presidente, la Giunta nazionale e il Collegio dei revisori

Il presidente del Cip Luca Pancalli
ROMA - Il Consiglio nazionale del Cip si è riunito presso la Casa delle Armi del Foro italico per eleggere il Presidente, la Giunta nazionale e il Collegio dei revisori, per la prima volta da quando il Comitato paralimpico è stato riconosciuto come ente autonomo di diritto pubblico. Al termine delle votazioni è stato rieletto, nella carica di presidente, Luca Pancalli, con oltre il 90 per cento dei voti (51 voti a favore su 56 aventi diritto, di cui tre schede bianche e due nulle). L’assemblea, presieduta da Chiara Coltri, atleta della pallacanestro in carrozzina, ha confermato la fiducia al presidente uscente, in carica dal 2000, prima in qualità di numero uno della Federazione italiana sport disabili e poi dal 2005 alla guida del Cip.

Luca Pancalli: “Comincia la scrittura di un nuovo volume”. “Abbiamo chiuso un libro, oggi idealmente comincia la scrittura di un nuovo volume che è tutto da colorare di pagine piene di grandi risultati sportivi - ha dichiarato il numero uno del Cip, in occasione della rielezione - ma allo stesso tempo vogliamo rappresentare un pezzo di welfare del Paese: non dimentichiamo che i protagonisti della nostra azione sono i nostri grandi atleti e soprattutto chi ancora non sa di esserlo. Dobbiamo tirare fuori dalle case questi ragazzi e queste ragazze”.

Storia di un campione di vita e di sport. Nazionale juniores di pentathlon moderno, Luca Pancalli, nel 1981, durante una gara di equitazione riporta una lesione spinale con paralisi delle gambe. Dopo l’incidente diventa un campione paralimpico, partecipando a quattro edizioni dei Giochi, conquistando nel nuoto: otto ori, sei argenti e un bronzo. “Sia da atleta sia da dirigente - ha dichiarato il presidente del Cip al sito memoriaparalimpica.it - ho voluto aiutare il movimento ad uscire da quell’angolo di pietismo nel quale era stato cacciato dall’incultura, dalla non cultura dell’epoca, dalla distrazione, dal disinteresse dei media, dagli atteggiamenti solidar-pietistici della gente. Meritavamo quel rispetto che ci siamo conquistati faticosamente sul campo”.

Il presidente del Cip: “Antonio Maglio lanciò l’idea straordinaria di utilizzare lo sport come strumento riabilitativo”. “Il Comitato paralimpico è un sentimento e una missione, è l’essenza di un mondo della disabilità che vuole dimostrare un po’ - quasi lo sport fosse la metafora della vita - che nel momento in cui ci vengono date le opportunità per esprimere le nostre abilità, diventiamo degli atleti. Il professor Maglio lanciò il seme, l’idea straordinaria di utilizzare lo sport come strumento riabilitativo, è quello che oggi abbiamo raccolto e rilanciato entrando nelle unità spinali, nei centri di protesizzazione con l’Inail a Budrio, in tutti quei luoghi dove lo sport si può affiancare ai percorsi di riabilitazione”.

Il Comitato italiano paralimpico, ente pubblico, con l’obiettivo di favorire la pratica sportiva per le persone disabili. Grazie all’approvazione del decreto legislativo n. 43 del 27 febbraio 2017, il Comitato italiano paralimpico ha ottenuto il riconoscimento di ente autonomo di diritto pubblico per lo sport praticato da persone disabili. Il Cip ha conservato il ruolo di Confederazione delle federazioni e discipline sportive paralimpiche, sia a livello centrale che territoriale con il compito di riconoscere qualunque organizzazione sportiva per disabili operante sul territorio nazionale. Tra le azioni messe in campo dal Cip, la diffusione della pratica sportiva delle persone con disabilità, attraverso protocolli d’intesa con l’Inail, le Unità spinali, il ministero dell’Istruzione.

Ludwig Guttman e Antonio Maglio, pionieri del movimento paralimpico. Lo sport paralimpico è figlio della forza di volontà e della perseveranza di due medici: Sir Ludwig Guttman e Antonio Maglio. Osservando alcuni giovani pazienti feriti in guerra che sulle sedie a rotelle giocavano a polo, Guttman, medico tedesco fuggito in Inghilterra, a causa del nazismo, matura un’idea rivoluzionaria e vincente: lo sport può diventare la chiave di volta per una ripresa psicofisica dei degenti. Nel 1948 si aprono a Londra le Olimpiadi e il neurochirurgo organizza la competizione parallela dei Giochi di Stoke Mandeville. Guardando all’esperienza del luminare tedesco, Antonio Maglio, medico dell’Inail, ha l’intuizione di portare in Italia i giochi di Stoke Mandeville, dando il via alle prime paralimpiadi di Roma 1960. Impresa che riesce grazie all’Inail che lo aiuta nel suo sogno di vita e di sport.

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