INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

26/01/2018

Il Collare d’oro paralimpico alla memoria di Antonio Maglio

In occasione del Consiglio nazionale elettivo del Cip, Maria Stella Calà vedova del medico dell’Inail ha ricevuto il prestigioso riconoscimento da Luca Pancalli e Giovanni Malagò

Immagine premio Antonio Maglio
ROMA - C’era una volta un uomo e un sogno: le prime paralimpiadi a Roma nel 1960. In ricordo dell’opera di Antonio Maglio, medico dell’Inail, vicedirettore e primario del Centro paraplegici di Villa Marina ad Ostia, la vedova Maria Stella Calà ha ritirato il Collare d’oro paralimpico in memoria di suo marito. Nell’ambito del consiglio nazionale elettivo del Cip che si è svolto presso la Casa delle Armi del Foro italico, la vedova del medico fondatore delle Paralimpiadi ha ricevuto il riconoscimento dal presidente, appena rieletto, Luca Pancalli e dal numero uno del Coni Giovanni Malagò. Il premio è stato l’occasione per ricordare l’impegno del marito, a pochi giorni dal trentennale della scomparsa, avvenuta il 7 gennaio 1988.

Dai Giochi di Stoke Mandeville a quelli di Roma, l’impresa di Antonio Maglio. Laureatosi, nel 1935, in medicina, all’Università di Bari, Antonio Maglio che nasce al Cairo, nel 1912, lavora nell’Italia degli anni Cinquanta, in un contesto socioculturale, poco attento ai temi della disabilità. Sulla scia di Ludwig Guttmann che in Inghilterra adotta, per la prima volta, la sport-terapia per curare i reduci di guerra, Maglio porta gli insegnamenti del neurologo tedesco nel Centro paraplegici di Ostia che viene inaugurato, il primo giugno 1957, per volere dell’Inail.

Maria Stella Calà: “Mio marito gestiva il Centro di Ostia con umanità, autorevolezza e amore”. “Lui al Centro paraplegici di Ostia non era soltanto il primario, ma era il direttore sanitario, era tutto. Organizzava e soprattutto gestiva con umanità e autorevolezza, con molto amore e tanta decisione”. Sulla sensibilità di Maglio per i pazienti, la moglie ha ricordato un dialogo con il marito: “Ma scusa, Antonio, ma tu questi tutori, tutte queste cose che hai inventato, creato, ma non li hai brevettati? Stava facendo la barba, proprio in questo bagno qua, vicino, mi disse: «No, io non li ho brevettati, perché sarebbe costato di più alle persone disabili»”.

Il ruolo dell’Inail nella nascita del movimento paralimpico. Sulla scia di Guttmann in Inghilterra, Maglio introduce nel Centro Villa Marina i principi di sport-terapia. Grazie all’azione persuasiva di Maglio e di alcuni docenti di educazione fisica, l’Istituto finanzia la pratica sportiva dei paraplegici. Il luminare matura un’intuizione vincente e innovativa, organizzare, a Roma, le prime Paralimpiadi. Dopo averne discusso con Guttmann, di cui si considera un discepolo, il medico nato al Cairo, si impegna, in tre anni, a portare la squadra paralimpica nel mondo. Progetto che riesce grazie all’Inail che lo aiuta e sostiene.

Il medico dell’Inail e le prime Paralimpiadi. Nel 1960, in contemporanea con le Olimpiadi di Roma, Antonio Maglio porta in Italia i Giochi di Stoke Mandeville che prendono il nome di Paralimpiadi perché considerate parallele rispetto a quelle ufficiali. Nel 1964 l’Italia partecipa ai Giochi paralimpici di Tokyo con due rappresentative di atleti, accomunate dal tricolore, di cui una sotto la sigla Inail e l’altra sotto quella dell’Onig (Opera nazionale invalidi di guerra).

Da Guttmann a Maglio lo sport come rimedio contro le ombre e la rassegnazione. “Se mai ho fatto una cosa buona in tutta la mia carriera medica, questa è stata l’introduzione dello sport nella cura e nella riabilitazione dei feriti al midollo spinale e di altri gravi disabili”, era solito ripetere Ludwig Guttmann. Nel 1948 si aprono a Londra le Olimpiadi e il neurochirurgo organizza la competizione parallela dei Giochi di Stoke Mandeville con due squadre di quattordici uomini e due donne che gareggiano nel tiro con l’arco, da una parte i degenti di Stoke Mandeville, dall’altra quelli della Star and Garter home di Richmond. Sull’esempio del neurochirurgo tedesco, Antonio Maglio porta a Roma i Giochi di Stoke Mandeville e sancisce con le prime Paralimpiadi di Roma 1960, la nascita del movimento paralimpico.

INAIL sede centrale: P.le Pastore 6, 00144 Roma (RM) - P. IVA 00968951004