INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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07/05/2018

“Ottant’anni di EUR, visioni differenti”, apre la mostra fotografica dedicata al quartiere storico che guarda al futuro

La rassegna, ospitata nel salone espositivo dell’Archivio Centrale dello Stato e aperta fino al 31 maggio, celebra la memoria e l’evoluzione architettonica di un’area della capitale destinata a polarizzare il turismo congressuale in occasione del suo 80° compleanno

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ROMA - Attraversare la storia senza smettere di immaginare il futuro, tra il blu cobalto del cielo, il bianco ipnotico del marmo e i riflessi di luce sulle vetrate degli edifici più recenti. È questa la sensazione che resta dopo aver osservato le foto del maestro Carlo D’Orta, i progetti e i bozzetti della mostra “Ottant’anni di EUR, visioni differenti”, che documenta la trasformazione di un quartiere considerato, a volte, una città nella città e che oggi si candida a diventare il polo del turismo congressuale della capitale.

Organizzata dall’Archivio Centrale dello Stato e da Eur spa, con la collaborazione dell’Inail che ha pubblicato il libro fotografico “EUR 42/oggi: visioni differenti” con le opere esposte, la mostra è stata inaugurata il 3 maggio alla presenza di numerosi rappresentanti delle istituzioni e della cultura, tra cui il sovrintendente dell’Archivio, Eugenio Lo Sardo, il presidente di Eur spa, Roberto Diacetti, il vice sindaco e assessore alla Crescita culturale di Roma Capitale, Luca Bergamo, il presidente dell’Inail, Massimo De Felice e il direttore generale, Giuseppe Lucibello, il critico d’arte Vittorio Sgarbi e Carlo D’Orta. L’iniziativa celebra gli 80 anni dall’inizio della costruzione degli edifici storici del quartiere nato per l’Esposizione universale del 1942, e sarà possibile ammirare le opere esposte fino al 31 maggio, con orario 14-19 dal martedì al venerdì, 10-19 il sabato e 11-15 la domenica.

De Felice: “L’Inail ha investito con grande convinzione nei palazzi storici dell’Eur”. “Intorno al centro direzionale di piazzale Pastore - ha dichiarato il presidente dell’Istituto, Massimo De Felice, nel suo intervento - l’Inail ha costituito una costellazione di altri edifici, investendo in palazzi legati alla storia dell’architettura, storici anche perché, come l’Archivio centrale dello Stato, contengono storia”. Negli ultimi anni, infatti, l’Inail ha acquistato, oltre all’Archivio, il Palazzo della Scienza universale, Palazzo delle Arti e tradizioni popolari, il Palazzo della Polizia scientifica, che facevano parte del patrimonio di Eur spa.

Lucibello: “L’Eur sarà il polo del turismo congressuale a Roma”. “L’Inail ha dato impulso a questa iniziativa con la pubblicazione del libro, da cui ha tratto origine la mostra, una miscellanea espressiva di un quartiere fantastico di cui siamo parte integrante”, ha sottolineato il direttore generale, Giuseppe Lucibello. Il volume realizzato dall’Istituto, oltre alle foto esposte, contiene anche i contributi di architetti e storici dell’arte, tra cui Massimo Locci, Giuseppe Prode e Amedeo Schiattarella, che accompagnano il lettore nella comprensione di un progetto architettonico e urbanistico considerato parte del patrimonio culturale comune. “Spero che questa mostra sia la testimonianza di un progetto di sviluppo che deve continuare - ha proseguito Lucibello - per creare all'Eur il polo turistico congressuale e la città degli uffici di una capitale europea”.

Sgarbi: “Da progetto di città ideale, questa meravigliosa macchina si fa città reale”. "Il giudizio negativo sugli errori gravi del fascismo - ha spiegato Vittorio Sgarbi - si ferma davanti al tema della cultura. Il paradigma dell'architettura fascista rappresenta l'ultima testimonianza dell'architettura italiana. Poi ci sono stati solo episodi. L’Eur potrebbe essere una città autonoma - ha sottolineato il critico d’arte - perché arrivi qui come passando un confine, come andando da un mondo ad un altro, fatto di spazi. Ma mentre non rimarrà memoria dell’Expo 2015 che si è svolto a Milano, rimane memoria dell’E42, che non c’è stata. Non c’è stato nulla, eravamo in guerra, ma rimane in piedi lo spazio vuoto, inteso come tipologia urbanistica, rimane questa meravigliosa macchina, che oggi è viva. Per un E42 morta - ha aggiunto - c’è uno spazio vivo, fatto di uffici, di archivi, di realtà viva di Roma, come il Palazzo della Civiltà riattivato da Fendi che diventa un luogo per l’esposizione che non fu fatta allora”.

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