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07/09/2017

Trionfo azzurro ai mondiali paralimpici di ciclismo

Alla competizione sportiva che si è svolta in Sudafrica, dal 31 agosto al 3 settembre, l’Italia si aggiudica 14 medaglie, di cui sette d’oro, quattro d’argento e tre di bronzo. Regina della manifestazione Francesca Porcellato per due volte sul podio più alto. Doppia affermazione per Alex Zanardi nella crono MH5 e in staffetta

mondiali paralimpici di ciclismo
Pietermaritzburg (SUDAFRICA) – L’Africa si colora d’azzurro.  Grande affermazione per la nazionale ai mondiali paralimpici di ciclismo. L’Italia conquista 14 medaglie alla competizione iridata che si è svolta, in Sudafrica, dal 31 agosto al 3 settembre. La spedizione tricolore ottiene sette ori, quattro argenti e tre bronzi. Salgono sul podio più alto: Luca Mazzone nella cronometro e strada MH2, Paolo Cecchetto nella crono MH3, Alex Zanardi nella crono MH5, Francesca Porcellato nella crono e strada WH3. Si aggiudica l’oro il team relay handbike (staffetta dell’handbike) formato da Paolo Cecchetto, Luca Mazzone e Alessandro Zanardi che bissa il successo dei giochi di Rio.

Quattro argenti e tre bronzi per i ciclisti azzurri. I quattro titoli d’argento vengono conquistati da Jenny Narcisi strada WH3; Leonardo Melle, strada T2; Alex Zanardi, strada MH5; Paolo Cecchetto strada MH3. Il medagliere si completa con i tre bronzi vinti da Leonardo Melle, crono MT1, Fabrizio Cornegliani, strada MH1; Fabio Anobile strada MC3.

Francesca Porcellato è la regina della competizione. “Sei vincitore se ci hai provato” è solita ripetere Francesca Porcellato, campionessa veneta chiamata “la rossa volante” per la velocità e la capigliatura. Dopo una lunghissima serie di vittorie in varie discipline paralimpiche, dall’atletica allo sci di fondo, con tredici titoli olimpici, la campionessa azzurra sale ancora una volta sul gradino più alto, conquistando due medaglie d’oro, crono e strada. Entusiasta per questa nuova affermazione, la fuoriclasse tricolore ha manifestato tutta la sua gioia per questi riconoscimenti: “è stato meraviglioso cantare l’inno insieme ai miei tifosi volati in Sudafrica per sostenermi. Sono felicissima, quante emozioni in tre giorni. Non ci credo ancora. Un grazie a Dino il mio tutto (Dino Farinazzo è marito e preparatore della sportiva), grandissimo preparatore che anche in questi mondiali ha saputo portarmi al massimo della forma, riuscendo ad esaltare le mie capacità”.

Ennesima affermazione per Alex Zanardi. L’ex pilota di formula uno ha vinto la medaglia d’oro nella specialità MH5 in handbike su strada e in staffetta insieme a Paolo Cecchetto e Luca Mazzone. “Vincere il mio nono titolo mondiale nella crono è qualcosa che mi rende fiero - ha dichiarato Zanardi - ma è ancora più bello sapere che tanti miei amici e compagni di squadra hanno coronato un grande sogno vincendo nella loro categoria”. Dopo il grave incidente automobilistico del 15 settembre 2001 sul circuito tedesco del Lausitzring che gli ha provocato l’amputazione di entrambe le gambe, il pilota bolognese è diventato un campione del paraciclismo, conquistando in handbike quattro ori, ai Giochi di Londra 2012 e di Rio 2016 che si aggiungono agli otto titoli ottenuti nei campionati mondiali su strada.

Pedalare per passione. La seconda vita del pilota bolognese. “Volevo solo pedalare…ma sono inciampato in una seconda vita” (Rizzoli) è il titolo dell’autobiografia pubblicata, qualche anno fa, da Zanardi. Alla domanda su quale sia stata la lezione più grande appresa finora, lo sportivo ha risposto: “Che se vuoi fare una cosa, ti devi domandare se è davvero quella che vuoi. Perché, se è quella, è guidata dalla passione, ma se la vuoi per essere ricco, farti i selfie coi fan, allora, non ci arrivi mica. L’ambizione è solo il colpo di reni che ti può far vincere una gara quando sei davanti, ma ciò che ti porta davanti alla linea è la passione”.

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