INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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06/07/2018

Martina Caironi: correndo con “L’aria sul viso”

La velocista bergamasca, assistita Inail, che da pochi giorni ai campionati italiani paralimpici di atletica ha migliorato il record tricolore, nel salto in lungo, è protagonista di due docufilm: “L’aria sul viso” e “Niente sta scritto”

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Saltare oltre la notte incontro al giorno di un nuovo record. Ci è riuscita ancora una volta Martina Caironi, la velocista figlia del vento che ai campionati paralimpici italiani di atletica di Nembro (Bergamo) ha raggiunto il nuovo record italiano nel salto in lungo T63 toccando quota 4,88, migliorando di 10 centimetri il suo primato. La misura raggiunta è in attesa di omologazione come primato mondiale a fine anno. La campionessa azzurra portabandiera italiana alle Paralimpiadi di Rio 2016, medaglia d’oro nei cento metri T42 alle Paralimpiadi di Londra 2012 e Rio 2016 è stata protagonista, in questi ultimi mesi, di due docufilm che ne raccontano l’impegno umano e sportivo.

“L’aria sul viso” narra la vicenda umana e sportiva dell’atleta azzurra. “Born to run”. Correndo più forte del vento, a volte, è possibile sentire l’aria che ti attraversa il volto, aiutandoti ad essere più vivo e rapido. Proiettato a Bergamo, Milano, Bologna e Roma, prodotto da Oki Doki e distribuito da MovieDay il docufilm “L’aria sul viso” diretto da Simone Saponieri racconta la vicenda umana e professionale di chi è nata per correre. Sul sito MovieDay.it è possibile chiedere la proiezione del film in una sala della propria città garantendo la vendita di un numero minimo di biglietti. Il film è stato realizzato anche grazie al sostegno di 130 donatori: privati, associazioni e comitati che hanno raccolto 9mila euro per completare la produzione.

Il Centro protesi Inail di Vigorso Budrio la culla sportiva della campionessa. La formazione sportiva della velocista avviene al Centro protesi di Vigorso di Budrio: “Nei corridoi del Centro Protesi Inail - ha dichiarato l’atleta al sito memoriaparalimpica.it, dove ho fatto la prima protesi, mi sono lasciata ispirare dalle fotografie di atleti che erano abili, forti, muscolosi e con queste protesi che io non avevo mai visto prima. Mi è stata data la prima protesi nel 2010 e subito ho iniziato a gareggiare, scoprendomi un’atleta che aveva delle potenzialità nascoste tant’è che la prima gara è stato un record italiano nei 100 metri e poi già dalle prime competizioni internazionali si è visto che il mio fisico era portato proprio per questa cosa: fibre nervose e anche la passione che poi è arrivata. Quella non è il fisico ma è il cuore che la manda”.

Il film nasce dall’amicizia tra due compagni di classe. Il titolo della pellicola prende spunto da una frase pronunciata, durante un’intervista dall’atleta all’inizio della sua carriera, ha rivelato il regista. Il cortometraggio nasce da un’idea di Simone Saponieri, compagno di classe alle scuole medie di Martina che un giorno incontra il padre della velocista fuori un supermercato a Bergamo. Il genitore rivela al giovane regista che se tutto andrà bene, la figlia parteciperà alle Paralimpiadi di Rio. Da lì nasce l’idea, raccontare la storia di Martina attraverso le immagini e le parole.

“Un’emozione rivederla dopo tanto tempo”. “Dopo le scuole medie - ha rivelato Simone Saponieri al sito storiedisport.it - ci siamo persi di viste, complice l’iscrizione al liceo in due classi diverse. Dopo l’incidente passò un po’ di tempo prima che rivedessi Martina, in un giorno qualsiasi, in un bar a Bergamo. Fu un’emozione forte rivederla lì con il suo sorriso di sempre. Qualsiasi articolo o intervista leggessi, quello che più mi colpiva era la sua straordinaria leggerezza e solarità”.

“Niente sta scritto” il docufilm con Martina Caironi e Piergiorgio Cattani. “L’aria sul viso” segue l’uscita di un altro documentario che vede protagonista l’atleta azzurra, “Niente sta scritto”, diretto da Marco Zuin. Sensibile al tema dei Paesi meno sviluppati, la campionessa bergamasca ha conosciuto la Fondazione Fontana onlus, visitando il St. Martin college, in Kenya, dove ha potuto vedere di persona cosa voglia dire vivere con una disabilità nei luoghi in cui la tecnologia non arriva facilmente. Su questa esperienza itinerante è stato costruito il docufilm “Niente sta scritto” che racconta due storie parallele: il viaggio in Africa di Martina Caironi e momenti di vita di Piergiorgio Cattani, giornalista e intellettuale trentino affetto da una grave malattia neuromuscolare degenerativa. Le vicende dei due protagonisti procedono parallele per dimostrare che con la disabilità si può convivere perché “Niente sta scritto” ma grazie alla forza di volontà si può guarire nello spirito e affrontare con fiducia il presente e il domani.
 

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