INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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01/09/2021

Maria Stella Calà ricorda, a Rai 2, il marito Antonio Maglio, grande medico dell’Inail, inventore delle Paralimpiadi

Nei giorni della pioggia di medaglie azzurre a Tokyo, in un’intervista rilasciata alla trasmissione televisiva, “O anche no - Stravinco per la vita”, la moglie del luminare, scomparso nel 1988, ha parlato dell’impegno umano e professionale del marito a favore delle persone con disabilità all’insegna dello sport e dell’inclusione

Stravinco per la vita
ROMA – L’estate dello sport passa per Tokyo. Sono 47, ma il numero cresce di ora in ora, le medaglie conquistate, fino a questo momento, dalla nazionale paralimpica italiana, già superato il bottino di Rio 2016, dove la compagine tricolore si era fermata a 39 titoli. Nei giorni dei grandi successi azzurri alle Paralimpiadi, Rai 2 manda in onda, alle 18, fino al 5 settembre: “O anche no - Stravinco per la vita”, una striscia quotidiana di approfondimento sulla cultura paralimpica e la disabilità, condotta dalla giornalista Paola Severini Melograni. Una rubrica con ospiti e interviste che mira a veicolare alla vasta platea del pubblico televisivo i temi dello sport senza barriere e dell’inclusione. Nella puntata del 31 agosto, la conduttrice ha ospitato Maria Stella Calà, vedova di Antonio Maglio, il grande medico dell’Inail, scomparso nel 1988, inventore delle prime Paralimpiadi della storia, a Roma, nel 1960. La conversazione è stata introdotta da alcune testimonianze di ex atleti paralimpici e dalla lettura di qualche pagina della pubblicazione Inail: “Senza barriere - Antonio Maglio e il sogno delle Paralimpiadi”.

In Antonio Maglio c’era la passione e l’amore filiale per i suoi pazienti. Intervistata da Paola Severini Melograni, Maria Stella Calà ha ricordato la grande umanità e professionalità del marito nell’affrontare il tema della disabilità: “In Maglio c’era la passione, l’amore filiale per i suoi pazienti. Lui parlava alle persone con disabilità come persone e non come disabili. Il linguaggio, la comunicazione che aveva con loro era di assoluta normalità e di fiducia nella vita. La vita è fatta di tante piccole e grandi sfumature che non sono tolte alla persona con disabilità, siamo tutti persone e lui ha trattato i pazienti come tali e loro hanno trattato Maglio come un padre”.

“Maglio e Guttmann si sono compensati senza nessuna invidia o gelosia”. Durante l’intervista Maria Stella Calà si è poi soffermata sul rapporto tra Antonio Maglio e Ludwig Guttmann: “Si sono compensati come due metà, con due ruoli diversi, senza invidie, gelosie e protagonismi. Quando è venuto a farci visita a casa, Guttmann mi disse: ‘Signora, lei ha sposato il miglior riabilitatore d’Europa’ ”. Maria Stella Calà ha poi spiegato quanto l’Inail sia stata determinante nel lavoro di Maglio, consentendo la costruzione del Centro per paraplegici di Villa Marina ad Ostia, secondo in Europa dopo quello di Guttmann in Inghilterra. “Maglio è stato un illuminato anche un po’ pazzo, capace di fare cose che nessuno aveva mai realizzato prima”.

Curare i pazienti nel fisico e nello spirito attraverso lo sport. Il primo giugno 1957, per volontà dell’Inail, nasce il Centro per paraplegici di Villa Marina ad Ostia, Antonio Maglio, primario e vicedirettore della struttura fa proprio l’insegnamento del neurochirurgo tedesco Ludwig Guttmann ossia curare i pazienti nel fisico e nello spirito attraverso lo sport. Maglio porta in Italia i giochi internazionali per persone con disabilità di Stoke Mandeville ideati da Guttmann in Inghilterra. La nuova competizione si svolge a Roma, dal 18 al 25 settembre 1960, in contemporanea con le Olimpiadi. Alla manifestazione partecipano quasi 400 atleti provenienti da 23 Paesi.

Lo sport prezioso strumento di riabilitazione e ripresa psicofisica degli infortunati sul lavoro. L’Inail ha sempre visto nello sport uno straordinario strumento di riabilitazione e ripresa psicofisica delle persone con disabilità da lavoro, riconoscendo nell’attività motoria una preziosa ed efficace occasione di integrazione e reinserimento sociale degli infortunati. Vari atleti in gara alle Paralimpiadi di Tokyo sono assistiti dal Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio, struttura di eccellenza internazionale nel campo della riabilitazione, dell’assistenza e della ricerca protesica. Tra gli altri figurano: le velociste Martina Caironi e Monica Contrafatto (quest’ultima assistita dalla filiale romana del Centro), Giovanni Achenza, bronzo nel Paratriathlon.

La sperimentazione sulle protesi sportive per aiutare meglio gli infortunati sul lavoro. La ricerca e l’innovazione del Centro Protesi Inail sperimentate sugli atleti paralimpici mirano ad aiutare, in maniera più efficace, gli infortunati sul lavoro: “Con gli infortunati – ha spiegato ai microfoni di Radio Rai, Gregorio Teti, direttore area tecnica del Centro – realizziamo circa 10.000 prestazioni protesiche annue, per quanto riguarda gli ausili per la mobilità abbiamo circa 6000 pazienti all’anno. L’atleta utilizza protesi da formula 1, ma questo non ci impedisce di trasferire la tecnologia delle protesi sportive a quelle di uso quotidiano”.

La spedizione italiana a Tokyo si colora di rosa grazie alla partecipazione di 61 donne. Rinviati di un anno a causa dell’emergenza Covid-19, i XVI Giochi Paralimpici di Tokyo vedono la partecipazione di 4.400 sportivi che gareggiano in 22 discipline. La spedizione tricolore, formata da 113 atleti impegnati in 16 sport, si tinge di rosa grazie alla partecipazione di 61 donne. Durante la sfilata inaugurale la delegazione azzurra è stata guidata da Bebe Vio che ha conquistato l’oro nel fioretto individuale e l’argento in quello a squadra e dal nuotatore Federico Morlacchi. Le gare paralimpiche che si svolgono a porte chiuse, possono essere viste in diretta su Rai 2 e Rai Sport+HD (canale 57 del digitale terrestre) e anche in streaming su sito e app di Rai Play.

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