INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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04/11/2022

All’Innovation Village di Napoli, seminari sulla sperimentazione protesica e la prevenzione delle patologie muscolo-scheletriche

La Direzione regionale Inail della Campania, nell’ambito della fiera-evento partenopea, ha promosso due incontri di approfondimento dedicati alla sicurezza nei luoghi di lavoro e alla ricerca tecnologica. L’Istituto ha partecipato all’iniziativa anche con uno stand espositivo e informativo

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NAPOLI - La tecnologia come strumento per prevenire i disturbi muscolo-scheletrici e quale volano riabilitativo per favorire il reinserimento socio-lavorativo degli assistiti, ma anche l’opportunità di corretti stili di vita, a partire dalla scuola, per gettare le basi di una cultura consapevole della sicurezza sul lavoro. Sono stati questi alcuni dei temi al centro dei due seminari promossi dalla Direzione regionale Inail  Campania che si sono svolti a Napoli, a Città della scienza, all’interno della fiera-evento “Innovation Village 2022”. Il seminario “I disturbi muscolo-scheletrici e i rischi psicosociali - Valutare, Prevenire e Gestire” organizzato nell’ambito della campagna europea Eu-Osha “Ambienti di lavoro sani e sicuri - Alleggeriamo il carico!” ha approfondito il tema delle patologie muscolo-scheletriche, indicando alcune delle buone prassi per prevenirle. Il convegno “Tecnologie e test per la produzione di dispositivi protesici per il cammino e per lo sport” realizzato in collaborazione con la Direzione centrale Inail assistenza protesica e riabilitazione, ha affrontato le questioni relative alle nuove tecnologie e ai dispositivi protesici come acceleratori riabilitativi e veicoli di reinserimento socio-lavorativo.

Leone: “Innovation Village ambiente ideale per promuovere le nostre attività riguardanti la tecnologia”. Il convegno “Tecnologie e test per la produzione di dispositivi protesici per il cammino e per lo sport” è stato aperto dai saluti di Daniele Leone, direttore regionale Inail Campania che si è soffermato sul significato della partecipazione dell’Istituto alla manifestazione: “Riteniamo che Innovation Village sia l’ambiente ideale per promuovere le nostre attività e iniziative, in particolare, quelle legate all’innovazione tecnologica. In Inail facciamo ricerca per prevenire gli infortuni sul lavoro ma anche per fornire strumenti di riabilitazione e reinserimento ai nostri assistiti. La sperimentazione di nuove tecnologie e materiali permette una ripresa psico-lavorativa del lavoratore infortunato che grazie anche all’attività sportiva può reinserirsi socialmente”. Sul tema della centralità della pratica sportiva nel percorso di reinserimento sociale dell’assistito, Leone ha aggiunto: “Lo sport è lo strumento migliore per consentire una ripresa psicologica e un’integrazione sociale da parte del lavoratore infortunato. In Campania abbiamo realizzato diversi progetti legati allo sport e rivedere il sorriso in persone che, utilizzando protesi realizzate dal Centro di Vigorso di Budrio sono riuscite a reinserirsi, è per me motivo di orgoglio e soddisfazione”.

Teti: “Non esiste la protesi universale. Ogni paziente è unico”. Al seminario, moderato da Simona Amadesi, responsabile area comunicazione istituzionale della Direzione centrale assistenza protesica e riabilitazione, hanno preso parte Gregorio Teti e Andrea Giovanni Cutti, rispettivamente direttore tecnico area tecnica e area ausili e responsabile ricerca applicata del Centro Protesi di Vigorso di Budrio. “Nel tempo l’evoluzione tecnologica - ha affermato Gregorio Teti - ha consentito di migliorare sempre di più il prodotto protesico che ricordiamo è un dispositivo medico. Non esiste la protesi universale. Ogni paziente è unico e come tale il dispositivo, costruito su misura per quel paziente, è soltanto per lui”. Sulla sperimentazione protesica nella pratica sportiva si è soffermato anche Andrea Giovanni Cutti: “La tecnologia ha sempre trovato nello sport un grande terreno di sfida. È importante guardare allo sport come a un’occasione di cambio di paradigma”. Il seminario si è concluso con gli interventi di Francesca Gariboldi e Mattia Scapinello, dottorandi dell’Università di Padova.

Pomponio: “La prevenzione comincia dall’individuazione di corretti stili di vita”. L’incontro “I disturbi muscolo-scheletrici e i rischi psicosociali - Valutare, Prevenire e Gestire”, organizzato nell’ambito della settimana europea dedicata alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, è stato introdotto dai saluti di Adele Pomponio, direttrice regionale vicaria Inail Campania che, nel presentare un’analisi delle denunce di malattie professionali nella regione, si è intrattenuta sul concetto più ampio di una corretta cultura della sicurezza come efficace strumento di prevenzione: “La prevenzione va intesa a 360 gradi, per questo motivo, lavoriamo tantissimo sugli stili di vita, in tutte le fasce d’età, a partire dai ragazzi che vanno a scuola, dal modo corretto di portare gli zaini alla giusta postura nel sedersi. Questo approccio crea una vera cultura della sicurezza per evitare denunce di malattie professionali in futuro. Avere un comportamento corretto, fin da piccoli, porta poi alla consapevolezza di chiedere e reclamare un ambiente di lavoro sano e sicuro”.

L’app, “Aermes”, per la valutazione dei rischi connessi alla movimentazione manuale dei carichi. Al dibattito sulla prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici ha partecipato Raffaele d’Angelo, coordinatore Contarp Inail Campania che dopo aver presentato l’attività della struttura, ha spiegato il funzionamento dell’applicazione “Aermes”, disponibile per android, iphone e pc. L’applicazione ha lo scopo di dotare i tecnici della prevenzione di una guida per la selezione dei metodi più adeguati per valutare i rischi connessi alla movimentazione manuale dei carichi e ai movimenti ripetitivi. Il seminario, moderato dal giornalista Renato Cavallo, è stato poi arricchito dagli interventi di Raffaella Papa, presidente Associazione “Spazio alla responsabilità”, del project manager prevention and research unitEuropean Eu-Osha, Maurizio Curtarelli e dei docenti dell’Università Federico II, Erminia Attaianese, Antonio Lanzotti e Raffaele Sibilio. Al centro della discussione: i progetti “Era” e “Hovergo” sulla valutazione ergonomica della postazione professionale, la piattaforma Safe-workers e la connessione tra disturbi muscolo-scheletrici e fattori psicosociali. “Abbiamo bisogno - ha spiegato Raffaele Sibilio, docente di sociologia generale alla Federico II - di recuperare l’idea di una comunità inclusiva del mondo del lavoro. Un buon processo di informazione e comunicazione rappresenta uno degli elementi fondamentali per ridurre il rischio di infortuni”.


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