INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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22/07/2020

In un filmato d’epoca sul canale YouTube dell’Inail, l’assistenza sanitaria agli atleti durante le Olimpiadi di Roma del 1960

Il racconto, attraverso parole e immagini del ruolo dell’Istituto durante i Giochi nella capitale, in un video di 28 minuti. Nel villaggio olimpico l’Inail forniva cure e servizi sanitari ai partecipanti in un’apposita struttura, conosciuta dagli sportivi con il nome di “Palazzina 33”

Filmato d'epoca Olimpiadi Roma 1960
ROMA - Nella settimana in cui avrebbero dovuto prendere il via le Olimpiadi di Tokyo, inizialmente previste nella capitale nipponica dal 24 luglio al 9 agosto e rinviate di un anno a causa dell’emergenza Coronavirus, per non dimenticare l’atmosfera che accompagna da sempre questa competizione planetaria, può essere interessante recuperare e vedere un filmato d’epoca disponibile sul canale YouTube dell’Inail.

In un video l’organizzazione sanitaria dei Giochi di Roma del 1960. Il cortometraggio della durata di poco più di 28 minuti dal titolo “L’organizzazione sanitaria della grande Olimpiade” mostra attraverso immagini d’epoca come era organizzata l’assistenza sanitaria agli atleti e il ruolo dell’Inail nell’ambito della manifestazione.

Un poliambulatorio con tutte le specializzazioni mediche. Come racconta la voce fuori campo che accompagna il documentario, oltre ai posti di pronto soccorso allestiti negli impianti sportivi, nel villaggio olimpico era stato predisposto un servizio medico gestito dall’Istituto attraverso un poliambulatorio con tutte le specializzazioni sanitarie.

All’interno della “Palazzina 33”, cure e servizi sanitari per gli sportivi. Nell’ambito di questa macchina organizzativa l’Istituto forniva cure e servizi sanitari ai partecipanti in un’apposita struttura, conosciuta dagli atleti con il nome di “Palazzina 33”.

Un reparto di fisioterapia e uno dedicato ai massaggi. La struttura disponeva di un deposito di medicinali dotato dei più moderni antibiotici, un reparto di 14 letti per un eventuale breve ricovero in osservazione degli atleti, una guardia medica notturna, un ufficio con un medico del Comune di Roma per il controllo di eventuali casi di patologie infettive, un reparto di fisioterapia e uno per i massaggi.

Le immagini, nel 1960, dei Centri traumatologici di Roma e Napoli. Nella seconda parte del filmato vengono mostrate le immagini di due importanti centri traumatologici dell’Inail, a Roma e a Napoli, per il ricovero ospedaliero causato da lesioni traumatiche.

Nel capoluogo campano il Centro internazionale delle malattie professionali. Insieme ai fotogrammi d’epoca della struttura sanitaria della capitale inaugurata pochi anni prima della competizione sportiva, nel video scorrono le sequenze del Centro traumatologico di Napoli, nella zona di Capodimonte, che nel 1960, disponeva di otto reparti di cura e 250 posti letti, con annesso il Centro internazionale delle malattie professionali ospitato nell’ottocentesca villa Colonna Bandini.

Antonio Maglio e le Paralimpiadi. In occasione delle Olimpiadi di Roma 1960, nascono anche le Paralimpiadi per sportivi con disabilità, ideate e volute dal luminare dell’Inail, Antonio Maglio, pioniere della sport-terapia insieme al neurochirurgo tedesco Ludwig Guttmann.

Lo sport come straordinario strumento di riabilitazione e reinserimento. Supportato dall’Istituto nel suo progetto di vita e di lavoro, Antonio Maglio ha sempre creduto fortemente nell’idea che lo sport potesse essere una preziosa risorsa e un’occasione formidabile per la riabilitazione e la ripresa psico-fisica delle persone con disabilità. Dalle sue intuizioni nascerà il movimento paralimpico.

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