INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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12/05/2022

Il 16 maggio, in prima serata su Rai Uno, Flavio Insinna è Antonio Maglio in “A Muso duro”

Il film per la tv è un omaggio al medico dell’Inail che inventò le Paralimpiadi, cambiando la percezione comune della disabilità. Il regista Marco Pontecorvo: “Credo che siamo riusciti a portare in scena lo spirito del protagonista di questa storia straordinaria”

Flavio Insinna è Antonio Maglio in “A Muso duro”, la fiction Rai sulla vita del medico dell’Inail inventore delle Paralimpiadi
ROMA – L’appuntamento con “A Muso duro”, la fiction dedicata alla vita di Antonio Maglio, è fissato per lunedì 16 maggio nella prima serata di Rai Uno. A dare il volto al medico dell’Inail, inventore delle Paralimpiadi, è Flavio Insinna, con la regia di Marco Pontecorvo. Il progetto televisivo ha coinvolto fin dall’inizio l’Istituto, che, da anni, svolge un ruolo di primo piano nella divulgazione della figura di Maglio, grazie anche alla pubblicazione del volume “Senza barriere - Antonio Maglio e il sogno delle Paralimpiadi”. Il libro, scaricabile dal portale dell’Inail, racconta la vicenda umana e professionale del grande medico, che, con le sue idee, è riuscito a cambiare lo sguardo comune sulla disabilità. Se Maglio riuscì nella sua sfida professionale e di vita, le prime Paralimpiadi della storia, a Roma, nel 1960, lo si deve anche all’Istituto, nel quale le sue convinzioni presero forma. Alla fine degli anni ‘50, primario e vicedirettore del centro Inail per paraplegici di Villa Marina ad Ostia, Maglio portò avanti l’idea che lo sport potesse infondere in donne e uomini con disabilità la voglia di rinascere sia nel fisico che nello spirito.

Insinna: “Ho sentito il peso della responsabilità di interpretare Maglio”. Entusiasta ma anche emozionato, Flavio Insinna, in un’intervista rilasciata al settimanale “Oggi”, a firma di Cristina Rogledi, ha dichiarato quanto sia stato importante per lui interpretare questo ruolo: “Quando ho letto il copione di ‘A muso duro’ mi sono emozionato e ho detto al regista Marco Pontecorvo ‘No, non posso’. Ho paura di non essere all’altezza, ti rovino il film. Sentivo il peso della responsabilità di rappresentare Maglio e rendere onore a tutto quello che mi ha insegnato mio padre. Era medico della marina militare, specializzato in Pneumologia, ma lasciò la divisa e si buttò nelle cause che incontrò lungo la sua strada di medico generico. Dal centro per il recupero per tossicodipendenti alla cura dei disabili, diventando il medico ufficiale della squadra di basket in carrozzina del centro Santa Lucia di Roma. Avevo sette anni quando mi portò a vedere un allenamento della sua squadra e ricordo ancora il mio stupore”.

Pontecorvo: “Credo che siamo riusciti a portare in scena lo spirito di Maglio”. Il regista Marco Pontecorvo ha spiegato il significato della sfida professionale intrapresa insieme a Flavio Insinna nel dare vita alla figura e all’anima di Maglio: “Flavio conosceva bene quel mondo perché suo padre era medico, collaborava con l’Istituto Santa Lucia per il recupero e il reinserimento dei disabili attraverso lo sport. Da piccolo aveva anche accompagnato la nazionale paralimpica ai Giochi che ebbero luogo in Canada. Quindi Flavio aveva già quell’attenzione e sensibilità in comune con il nostro personaggio per cui bisognava andare a ricercare gli altri lati e le sfumature della personalità del nostro dottor Maglio. È stato un bel percorso per entrambi, Flavio ha anche dovuto forzarsi per raggiungere le caratteristiche più lontane dalla sua umanità, ma credo che siamo riusciti a portare in scena quello che era lo spirito del protagonista di questa storia straordinaria”.

Maria Stella Maglio: “Mio marito era come un padre per i suoi pazienti”. Scritto da Grazia Giardiello, Roberto Jannone e Marco Pontecorvo, il film racconta la vicenda di un gruppo di ragazze e ragazzi che nel centro Inail di Villa Marina ad Ostia trovarono in Antonio Maglio non soltanto uno straordinario medico riabilitatore ma soprattutto una figura paterna capace di guidarli verso una nuova vita. Intervistata da Paola Severini Melograni durante la trasmissione Rai “O anche no”, Maria Stella Maglio, la vedova del grande luminare, che nella fiction ha il volto dell’attrice Claudia Vismara, ha spiegato: “In Maglio c’era la passione, l’amore filiale per i suoi pazienti. Lui parlava alle persone con disabilità come persone e non come disabili. Il linguaggio, la comunicazione che aveva con loro era di assoluta normalità e fiducia nella vita. La vita è fatta di tante piccole e grandi sfumature che non sono tolte alle persone con disabilità, siamo tutti persone e lui ha trattato i pazienti come tali e loro hanno visto in Maglio un padre”.

Lo sport formidabile strumento di integrazione e reinserimento. L’Inail ha sempre visto nello sport uno straordinario strumento di riabilitazione e ripresa psicofisica degli infortunati sul lavoro individuando nell’attività motoria una preziosa ed efficace occasione di integrazione e reinserimento sociale delle persone con disabilità. Grazie all’impegno di Antonio Maglio e dell’Istituto nel quale ha lavorato per tanti anni, il sogno di sport e di vita di molte donne e uomini con disabilità è diventato realtà. “A muso duro. Campioni di vita” rende omaggio a tutto questo.


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