INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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13/10/2022

Al Festival della cultura paralimpica, la storia e l’impegno dell’Inail per l’inclusione e la riabilitazione attraverso lo sport

Durante la manifestazione, un seminario a cura del Centro protesi di Vigorso di Budrio e il premio al regista Marco Pontecorvo per la fiction “A muso duro”, sulla vita del medico dell’Istituto che inventò le Paralimpiadi, Antonio Maglio, alla presenza della moglie Maria Stella. Bettoni: “Da sempre impegnati nella cultura della sicurezza”

Immagine del Festival della cultura paralimpica 2022
MILANO – Dal 47° piano della Torre Allianz, che ha ospitato l’evento di apertura, alla Fabbrica del vapore, location della tre giorni fitta di dibattiti, premiazioni e presentazioni, il Festival della cultura paralimpica è tornato ad aggregare persone, testimonianze e idee per costruire insieme una percezione diversa della disabilità. Il capoluogo meneghino, dall’11 al 14 ottobre, fa da sfondo alla terza edizione dell’iniziativa, la prima in presenza dopo la pandemia, alla quale partecipano numerosi personaggi del mondo dello sport, della cultura e dello spettacolo, come la scrittrice Dacia Maraini, il gruppo musicale Elio e le storie tese, il regista Marco Pontecorvo e il campione europeo di atletica, Yemaneberhan Crippa. Tanti gli atleti paralimpici, tra i quali le campionesse dei giochi di Tokyo, Ambra Sabatini, Martina Caironi e Monica Contrafatto.

L’evento di apertura nella sede della Fondazione Milano-Cortina. Il Festival è partito con lo sguardo rivolto alle prossime Olimpiadi e Paralimpiadi del 2026 in programma a Cortina, nel luogo prescelto per l’evento di apertura, la Torre Allianz, sede della Fondazione dedicata ai Giochi. All’incontro hanno partecipato il presidente del Comitato italiano paralimpico, Luca Pancalli, il presidente dell’Inail, Franco Bettoni, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, e, tra gli altri, i presidenti della Regione Lombardia e della Provincia Autonoma di Trento, Attilio Fontana e Maurizio Fugatti, e Vito Cozzoli, presidente di Sport e Salute S.p.A.  

Bettoni: “Orgoglioso del nostro impegno a favore di sport e inclusione”. “La cultura della sicurezza è un tema fondamentale per noi e fa parte della cultura paralimpica, che va trasmessa a partire dalla scuola: un lavoro che facciamo da sempre e che continueremo a fare”. Questo il commento di Franco Bettoni, presidente dell'Inail, partner istituzionale del Festival. “Da tanti anni ci occupiamo di sport e inclusione, grazie anche al professor Antonio Maglio, medico dell'Inail, che ha inventato le Paralimpiadi nel 1960. Su questo tema continuiamo a studiare e a investire, in particolare nei Centri protesi di tutta Italia, a partire da Vigorso di Budrio, perché tutto quello che si sperimenta con gli atleti si porta poi nella vita quotidiana delle altre persone e delle loro famiglie. Questo – ha sottolineato – è il grande lavoro che l’Istituto è onorato di fare, compresa la collaborazione con il Cip. Non posso che essere orgoglioso – ha aggiunto – di ricordare che le protesi indossate dalle nostre atlete vincitrici a Tokyo, Martina Caironi, Ambra Sabatini e Monica Contrafatto, sono state progettate a Budrio, dove ogni anno vengono erogate circa 10mila prestazioni protesiche”.

Pancalli: “La nostra mission è garantire una percezione della disabilità diversa”. “Il movimento paralimpico non regala solo emozioni grazie ad atleti straordinari nelle competizioni sportive – ha spiegato il presidente del Cip, Luca Pancalli, durate il suo intervento – ma la sua mission principale, non solo in Italia, è riuscire a contagiare la società civile e a garantire una percezione della disabilità diversa, aiutando, in questo modo, il Paese a crescere, perché quando cresce la cultura, un Paese diventa più civile. Il Movimento ha questo obiettivo – ha sottolineato – e uno degli obiettivi delle Olimpiadi e Paralimpiadi del 2026 deve essere quello di innescare un meccanismo contaminante, affinché i Giochi non rappresentino solo il più grande evento sportivo dell’anno, ma il più importante per il futuro di questo Paese”.

Il Paralympic award al regista del film sulla vita di Antonio Maglio. Marco Pontecorvo ha ricevuto il riconoscimento Paralympic award per il film “A muso duro. Campioni di vita” sulla figura di Antonio Maglio, il medico dell’Inail che grazie al suo lavoro ha realizzato il sogno paralimpico, oltrepassando tutte le regole della società dell’epoca, con l’unico obiettivo di riportare alla vita le persone con disabilità per farle vivere come le altre. Alla premiazione ha partecipato la vedova del professore, Maria Stella Calà Maglio. Trasmesso su Rai Uno a maggio scorso, il tv movie è stato il programma più visto della serata, con quattro milioni e 190mila telespettatori e il 21,9% di share. Oltre al protagonista, Flavio Insinna, nel ruolo del professore, nel film hanno recitato Claudia Vismara e Paola Minaccioni, nei ruoli della moglie Maria Stella e della caposala Tiziana.

Su Rai Scuola il documentario realizzato dall’Inail. La lavorazione del film, vincitore del premio Moige 2022, ha coinvolto l’Inail fin dalla fase progettuale. L’Istituto, che da anni svolge un ruolo di primo piano nella divulgazione della figura e dell’opera di Antonio Maglio, ha realizzato il documentario “Antonio Maglio - Una bella storia tutta italiana”, trasmesso a settembre su Rai Scuola. Tra le altre iniziative, il libro “Senza barriere - Antonio Maglio e il sogno delle Paralimpiadi” e il premio di laurea di 10mila euro, promosso insieme al Cip, dedicato a laureandi, laureati e specializzandi con tesi di laurea incentrate sugli effetti benefici e terapeutici dello sport per l’integrazione, l’inclusione sociale e il benessere psico-fisico delle persone con disabilità.

Storia ed evoluzione della protesica nel seminario del Centro protesi di Vigorso di Budrio. Mercoledì 12 ottobre si è svolto l’evento dedicato alla protesica a cura del Centro protesi Inail “Dall'artigianato all'ingegneria: i mestieri e le competenze nell'assistenza protesica dell’Inail”, rivolto principalmente agli studenti di scuole e università milanesi. Il relatore Gregorio Teti, direttore tecnico dell’Area tecnica del Centro Protesi, ha proposto un approfondimento dei temi legati alla storia e all’evoluzione degli ausili utilizzati per la riabilitazione. Come supporto didattico ed esplicativo sono stati utilizzati alcuni dispositivi tecnici tradizionali ed evoluti, realizzati per la vita quotidiana e per lo sport.


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